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63
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/inc/init.php
63
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/global.php
19
require_once
/syndication.php
17
require_once
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File
Line
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/inc/init.php
65
errorHandler->error
/inc/init.php
65
require_once
/global.php
19
require_once
/syndication.php
17
require_once
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Line
Function
/inc/init.php
68
errorHandler->error
/inc/init.php
68
require_once
/global.php
19
require_once
/syndication.php
17
require_once
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File
Line
Function
/inc/init.php
77
errorHandler->error
/inc/init.php
77
require_once
/global.php
19
require_once
/syndication.php
17
require_once
Warning [2] require_once() [function.require-once]: Unable to allocate memory for pool. - Line: 101 - File: inc/init.php PHP 5.3.29 (Linux)
File
Line
Function
/inc/init.php
101
errorHandler->error
/inc/init.php
101
require_once
/global.php
19
require_once
/syndication.php
17
require_once
Warning [2] require_once() [function.require-once]: Unable to allocate memory for pool. - Line: 125 - File: inc/init.php PHP 5.3.29 (Linux)
File
Line
Function
/inc/init.php
125
errorHandler->error
/inc/init.php
125
require_once
/global.php
19
require_once
/syndication.php
17
require_once
http://www.aroundlabnews.com/forum/
Thu, 16 Apr 2026 10:33:48 +0000MyBB
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=583
Tue, 20 Aug 2013 17:48:35 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=583Quali sono i seminari ed i corsi organizzati da AROUND LAB NEWS presso Villa Cella a Milano nei prossimi mesi?
http://www.aroundlabnews.com/it/i-seminari-2013/]]>
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=582
Tue, 20 Aug 2013 17:43:46 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=582Sono interessato a trovare un manuale che indichi chiaramente e praticamente come eseguire il campionamento degli alimenti.
Buone Pratiche di Esecuzione del Campione - Consultare il “Quaderno di Campionamento” di S. Bassi, M. Paolini, M. Piumi, R. Seghedoni. Digitare su Google: Buone Pratiche di Esecuzione del Campione. Salvare “Quaderno di Campionamento”. Si potrà leggere il testo completo di 29 pagine da “Tecniche e metodiche di campionamento nell’industria agroalimentare”. Fonte: Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna. Dip. Sanità Pubblica. AUSL Modena.]]>Sono interessato a trovare un manuale che indichi chiaramente e praticamente come eseguire il campionamento degli alimenti.
Buone Pratiche di Esecuzione del Campione - Consultare il “Quaderno di Campionamento” di S. Bassi, M. Paolini, M. Piumi, R. Seghedoni. Digitare su Google: Buone Pratiche di Esecuzione del Campione. Salvare “Quaderno di Campionamento”. Si potrà leggere il testo completo di 29 pagine da “Tecniche e metodiche di campionamento nell’industria agroalimentare”. Fonte: Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna. Dip. Sanità Pubblica. AUSL Modena.]]>
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=581
Tue, 20 Aug 2013 17:41:50 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=581Quali sono le responsabilità del Datore di Lavoro per quanto riguarda il Rischio Biologico?
Il datore di lavoro ha specifiche responsabilità per evitare ogni esposizione dei lavoratori ad agenti biologici.
1. Evita l’utilizzazione di agenti biologici nocivi, se il tipo di attività lavorativa lo consente;
2. limita al minimo i lavoratori esposti, o potenzialmente esposti al rischio di agenti biologici;
3. progetta adeguatamente i processi lavorativi;
4. adotta misure collettive di protezione ovvero misure di protezione individuali qualora non sia possibile evitare altrimenti l’esposizione;
5. adotta misure igieniche per prevenire e ridurre al minimo la propagazione accidentale di un agente biologico fuori dal luogo di lavoro;
6. usa il segnale di rischio biologico e altri segnali di avvertimento appropriati;
7. elabora idonee procedure per prelevare, manipolare e trattare campioni di origine umana ed animale;
8. definisce procedure di emergenza per affrontare incidenti;
9. verifica la presenza di agenti biologici sul luogo di lavoro al di fuori del contenimento fisico primario, se necessario o tecnicamente realizzabile;
10. predispone i mezzi necessari per la raccolta, l’immagazzinamento e lo smaltimento dei rifiuti in condi-zioni di sicurezza, mediante l’impiego di contenitori adeguati ed identificabili eventualmente dopo idoneo trattamento dei rifiuti stessi;
11. concorda procedure per la manipolazione ed il trasporto in condizioni di sicurezza di agenti biologici all’interno del luogo di lavoro.
I mezzi per attivare le misure indicate si possono così riassumere:
1) disinfezione/sterilizzazione dell’ambiente con idonei mezzi;
2) cabina di sicurezza biologica; indispensabile un programmato, regolare controllo
almeno semestrale delle cabine di sicurezza utilizzate per la manipolazione degli agenti biologici.
Questi controlli devono prevedere:
A. Neutralizzazione circuito d’aria interno mediante gassificazione di aldeide formica (24 ore) o con altro prodotto
B. Estrazione filtri, pre-filtri e contenimento in sacco protettivo. Avviamento all’inceneritore
C. Sostituzione filtri e pre-filtro nuovi
D. Verifica integrità ed efficienza dei filtri su tutta la superficie per rispondenza alla classe 100 (sec. norme U.S. Federal Standard 209b) mediante conta particelle
E. Taratura velocità per conferimento laminarità (uniformità e uni-direzionalità) mediante anemometro e manometro differenziale (0,54 m/s ± 20%)
F. Efficienza barriera d’aria protettiva mediante generatore di fumi
G. Prova di sterilità con test microbiologico mediante campionamento d’aria attivo (metodo “SAS”) e passivo (metodo “Settle”) - Compilazione certificato di collaudo.
3) etichette per segnali di rischio biologico;
4) contenitori per prelievo, trasporto campioni:
5) campionatore per bio-aerosol:
6) contenitori per raccolta, smaltimento rifiuti:
7) contenitori per trasporto agenti biologici in condizioni di sicurezza:
8) seminari di aggiornamento per educare il personale alla comprensione dei rischi biologici ed alla corretta applicazione delle norme di sicurezza biologica.]]>Quali sono le responsabilità del Datore di Lavoro per quanto riguarda il Rischio Biologico?
Il datore di lavoro ha specifiche responsabilità per evitare ogni esposizione dei lavoratori ad agenti biologici.
1. Evita l’utilizzazione di agenti biologici nocivi, se il tipo di attività lavorativa lo consente;
2. limita al minimo i lavoratori esposti, o potenzialmente esposti al rischio di agenti biologici;
3. progetta adeguatamente i processi lavorativi;
4. adotta misure collettive di protezione ovvero misure di protezione individuali qualora non sia possibile evitare altrimenti l’esposizione;
5. adotta misure igieniche per prevenire e ridurre al minimo la propagazione accidentale di un agente biologico fuori dal luogo di lavoro;
6. usa il segnale di rischio biologico e altri segnali di avvertimento appropriati;
7. elabora idonee procedure per prelevare, manipolare e trattare campioni di origine umana ed animale;
8. definisce procedure di emergenza per affrontare incidenti;
9. verifica la presenza di agenti biologici sul luogo di lavoro al di fuori del contenimento fisico primario, se necessario o tecnicamente realizzabile;
10. predispone i mezzi necessari per la raccolta, l’immagazzinamento e lo smaltimento dei rifiuti in condi-zioni di sicurezza, mediante l’impiego di contenitori adeguati ed identificabili eventualmente dopo idoneo trattamento dei rifiuti stessi;
11. concorda procedure per la manipolazione ed il trasporto in condizioni di sicurezza di agenti biologici all’interno del luogo di lavoro.
I mezzi per attivare le misure indicate si possono così riassumere:
1) disinfezione/sterilizzazione dell’ambiente con idonei mezzi;
2) cabina di sicurezza biologica; indispensabile un programmato, regolare controllo
almeno semestrale delle cabine di sicurezza utilizzate per la manipolazione degli agenti biologici.
Questi controlli devono prevedere:
A. Neutralizzazione circuito d’aria interno mediante gassificazione di aldeide formica (24 ore) o con altro prodotto
B. Estrazione filtri, pre-filtri e contenimento in sacco protettivo. Avviamento all’inceneritore
C. Sostituzione filtri e pre-filtro nuovi
D. Verifica integrità ed efficienza dei filtri su tutta la superficie per rispondenza alla classe 100 (sec. norme U.S. Federal Standard 209b) mediante conta particelle
E. Taratura velocità per conferimento laminarità (uniformità e uni-direzionalità) mediante anemometro e manometro differenziale (0,54 m/s ± 20%)
F. Efficienza barriera d’aria protettiva mediante generatore di fumi
G. Prova di sterilità con test microbiologico mediante campionamento d’aria attivo (metodo “SAS”) e passivo (metodo “Settle”) - Compilazione certificato di collaudo.
3) etichette per segnali di rischio biologico;
4) contenitori per prelievo, trasporto campioni:
5) campionatore per bio-aerosol:
6) contenitori per raccolta, smaltimento rifiuti:
7) contenitori per trasporto agenti biologici in condizioni di sicurezza:
8) seminari di aggiornamento per educare il personale alla comprensione dei rischi biologici ed alla corretta applicazione delle norme di sicurezza biologica.]]>
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=580
Tue, 20 Aug 2013 17:40:35 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=580Quale deve essere l’intensità allenante dei battiti cardiaci durante l’attività sportiva?
Per conoscere il numero di battiti cardiaci (min e max) allenanti, inserire la propria età ed il grado di preparazione atletica nella tabella del sito: http://exercise.about.com/cs/fitnesstools/l/bl_THR.htm]]>Quale deve essere l’intensità allenante dei battiti cardiaci durante l’attività sportiva?
Per conoscere il numero di battiti cardiaci (min e max) allenanti, inserire la propria età ed il grado di preparazione atletica nella tabella del sito: http://exercise.about.com/cs/fitnesstools/l/bl_THR.htm]]>
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=77
Wed, 03 Jul 2013 17:33:07 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=77
Con la Circolare n. 3 dell'8 maggio 2003, Il Ministero della Salute ha introdotto nuove regole per il trasporto e la spedizione di materiale infettivo e campioni diagnostici.
In pratica la Circolare n. 3 sottolinea quanto richiesto precedentemente dalla Circolare n. 16 del 1994, prendendo anche spunto dalle linee guida dell'OMS del 1997, ed introduce qualche novità.
Il trasporto è stato quindi suddiviso in 3 classi, a seconda che si tratti rispettivamente di materiale infettivo, campioni diagnostici o trasporto locale da una struttura periferica ad un laboratorio.
Il metodo di “confezionamento” non è cambiato, infatti viene sempre richiesto il triplo imballo in cui i primi due contenitori devono essere a tenuta ermetica.
Si specifica invece che ogni contenitore primario (quello che contiene il campione) deve essere avvolto da materiale assorbente per proteggerlo ed assorbire eventuali fuoriuscite di liquido.
Il trasporto di materiale infettivo deve invece avvenire secondo precise disposizioni ed i contenitori devono rispondere a determinati requisiti per la sicurezza degli operatori.
Il trasporto più frequente, cioè quello di campioni dal centro di raccolta al laboratorio o ad un altro laboratorio, è stato incluso nel "Trasporto locale" e non introduce novità rispetto al passato.]]>
Con la Circolare n. 3 dell'8 maggio 2003, Il Ministero della Salute ha introdotto nuove regole per il trasporto e la spedizione di materiale infettivo e campioni diagnostici.
In pratica la Circolare n. 3 sottolinea quanto richiesto precedentemente dalla Circolare n. 16 del 1994, prendendo anche spunto dalle linee guida dell'OMS del 1997, ed introduce qualche novità.
Il trasporto è stato quindi suddiviso in 3 classi, a seconda che si tratti rispettivamente di materiale infettivo, campioni diagnostici o trasporto locale da una struttura periferica ad un laboratorio.
Il metodo di “confezionamento” non è cambiato, infatti viene sempre richiesto il triplo imballo in cui i primi due contenitori devono essere a tenuta ermetica.
Si specifica invece che ogni contenitore primario (quello che contiene il campione) deve essere avvolto da materiale assorbente per proteggerlo ed assorbire eventuali fuoriuscite di liquido.
Il trasporto di materiale infettivo deve invece avvenire secondo precise disposizioni ed i contenitori devono rispondere a determinati requisiti per la sicurezza degli operatori.
Il trasporto più frequente, cioè quello di campioni dal centro di raccolta al laboratorio o ad un altro laboratorio, è stato incluso nel "Trasporto locale" e non introduce novità rispetto al passato.]]>
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=75
Wed, 03 Jul 2013 17:27:55 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=75
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=64
Tue, 02 Jul 2013 09:35:59 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=64http://www.fil-idf.org. Il costo è di € 1.000,00]]>http://www.fil-idf.org. Il costo è di € 1.000,00]]>
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=63
Tue, 02 Jul 2013 09:34:05 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=63
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=62
Tue, 02 Jul 2013 09:33:11 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=62
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=61
Tue, 02 Jul 2013 09:32:02 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=61
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=60
Tue, 02 Jul 2013 09:30:20 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=60
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=59
Tue, 02 Jul 2013 09:28:04 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=59
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=29
Thu, 30 May 2013 12:00:57 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=29Quali sono le raccomandazioni per la manutenzione ordinaria delle Cabine di Sicurezza Biologica?
Le raccomandazioni per la manutenzione ordinaria delle Cabine di Sicurezza Biologica sono riportate nell’allegato K dello Standard EN 12469:2000. K.1. Generalità
I test di manutenzione ordinaria devono essere eseguiti su tutte le cabine di Classe I, II, III ad intervalli regolari o secondo le prescrizioni delle autorità competenti. La strumentazione impiegata per questi test deve essere stata sottoposta a calibrazione e certificazione. K. 2. CSB Classe I
Tutte le superfici interne ed esterne ed i dotti esterni della CSB devono essere esaminate visivamente per accertare eventuali irregolarità o danneggiamenti. Gli indicatori di flusso e gli allarmi devono essere esaminati, controllati e, se necessario, ri – calibrati in accordo alle specifiche del produttore. K. 3. CSB Classe II
Tutte le superfici interne ed esterne ed i dotti esterni della CSB devono essere esaminate visivamente per accertare eventuali irregolarità o danneggiamenti. Gli indicatori di flusso e gli allarmi devono essere esaminati, controllati e, se necessario, ri – calibrati in accordo alle specifiche del produttore. La velocità del flusso d’aria all’interno dell’area di lavoro della CSB deve essere monitorata in accordo alle direttive del fabbricante ed a quanto riportato nell’allegato G e Tabella H.1. dello Standard EN 12469:2000.
Se presente un pre – filtro, lo si deve sostituire prima di eseguire la misura del flusso d’aria. K. 4. CSB Classe III
Tutte le superfici interne ed esterne ed i dotti esterni della CSB devono essere esaminate visivamente per accertare eventuali irregolarità o danneggiamenti. Gli indicatori di flusso e gli allarmi devono essere esaminati, controllati e, se necessario, ri – calibrati in accordo alle specifiche del produttore.
La integrità del filtro e delle guarnizioni di tenuta deve essere controllata con il test di penetrazione con aerosol oleoso secondo quanto riportato nell’allegato D dello Standard EN 12469:2000, paragrafo 7.5. Il flusso d’aria di ogni portale guantato deve essere misurato secondo quanto riportato nell’allegato G (0,7 m/s).
La pressione all’interno della CSB Classe III non deve essere inferiore a 200 Pa.]]>Quali sono le raccomandazioni per la manutenzione ordinaria delle Cabine di Sicurezza Biologica?
Le raccomandazioni per la manutenzione ordinaria delle Cabine di Sicurezza Biologica sono riportate nell’allegato K dello Standard EN 12469:2000. K.1. Generalità
I test di manutenzione ordinaria devono essere eseguiti su tutte le cabine di Classe I, II, III ad intervalli regolari o secondo le prescrizioni delle autorità competenti. La strumentazione impiegata per questi test deve essere stata sottoposta a calibrazione e certificazione. K. 2. CSB Classe I
Tutte le superfici interne ed esterne ed i dotti esterni della CSB devono essere esaminate visivamente per accertare eventuali irregolarità o danneggiamenti. Gli indicatori di flusso e gli allarmi devono essere esaminati, controllati e, se necessario, ri – calibrati in accordo alle specifiche del produttore. K. 3. CSB Classe II
Tutte le superfici interne ed esterne ed i dotti esterni della CSB devono essere esaminate visivamente per accertare eventuali irregolarità o danneggiamenti. Gli indicatori di flusso e gli allarmi devono essere esaminati, controllati e, se necessario, ri – calibrati in accordo alle specifiche del produttore. La velocità del flusso d’aria all’interno dell’area di lavoro della CSB deve essere monitorata in accordo alle direttive del fabbricante ed a quanto riportato nell’allegato G e Tabella H.1. dello Standard EN 12469:2000.
Se presente un pre – filtro, lo si deve sostituire prima di eseguire la misura del flusso d’aria. K. 4. CSB Classe III
Tutte le superfici interne ed esterne ed i dotti esterni della CSB devono essere esaminate visivamente per accertare eventuali irregolarità o danneggiamenti. Gli indicatori di flusso e gli allarmi devono essere esaminati, controllati e, se necessario, ri – calibrati in accordo alle specifiche del produttore.
La integrità del filtro e delle guarnizioni di tenuta deve essere controllata con il test di penetrazione con aerosol oleoso secondo quanto riportato nell’allegato D dello Standard EN 12469:2000, paragrafo 7.5. Il flusso d’aria di ogni portale guantato deve essere misurato secondo quanto riportato nell’allegato G (0,7 m/s).
La pressione all’interno della CSB Classe III non deve essere inferiore a 200 Pa.]]>
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=28
Thu, 30 May 2013 11:58:27 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=28Dove si possono trovare le più aggiornate metodiche analitiche ufficiali per l’analisi del latte e derivati?
La completa serie di metodiche analitiche dedicate al settore lattiero-caseario (170) e pubblicate dalla International Dairy Federation e ISO si possono acquistare via e-mail visitando il sito www.fil-idf.org. Il costo è di € 1.000,00.]]>Dove si possono trovare le più aggiornate metodiche analitiche ufficiali per l’analisi del latte e derivati?
Affinché il lavaggio delle mani venga regolarmente e metodicamente applicato nei reparti di produzione dell’industria agro - alimentare, lattiero-casearia, delle bevande e della ristorazione collettiva bisogna innanzitutto svolgere una sensibilizzazione, educazione ed addestramento continui. A questo proposito sono disponibili dispense e materiale didattico che mettono in condizione il Responsabile dell’ Igiene o della Produzione di assolvere questi impegni.
Un lato che viene frequentemente dimenticato è però quello della disponibilità dei punti di lavaggio delle mani. Infatti i lavandini non sono situati nelle vicinanze dei punti critici dove le mani dovrebbero essere lavate con frequenza: come si può pretendere che il personale si lavi le mani metodicamente (approntando anche una precisa Procedura Operativa Standard) se poi il più vicino lavandino si trova a molti metri di distanza?
Una obiezione è quella dei collegamenti idrici e dei costi di installazione nel dover inserire altri lavandini oltre a quelli già esistenti.]]>L’igiene delle mani costituisce un punto fondamentale per ridurre il rischio di contaminazione microbiologica. Cosa si può fare affinché la pratica del lavaggio delle mani diventi in produzione una prassi seguita metodicamente da tutto il personale?
Affinché il lavaggio delle mani venga regolarmente e metodicamente applicato nei reparti di produzione dell’industria agro - alimentare, lattiero-casearia, delle bevande e della ristorazione collettiva bisogna innanzitutto svolgere una sensibilizzazione, educazione ed addestramento continui. A questo proposito sono disponibili dispense e materiale didattico che mettono in condizione il Responsabile dell’ Igiene o della Produzione di assolvere questi impegni.
Un lato che viene frequentemente dimenticato è però quello della disponibilità dei punti di lavaggio delle mani. Infatti i lavandini non sono situati nelle vicinanze dei punti critici dove le mani dovrebbero essere lavate con frequenza: come si può pretendere che il personale si lavi le mani metodicamente (approntando anche una precisa Procedura Operativa Standard) se poi il più vicino lavandino si trova a molti metri di distanza?
Una obiezione è quella dei collegamenti idrici e dei costi di installazione nel dover inserire altri lavandini oltre a quelli già esistenti.]]>
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=25
Thu, 30 May 2013 11:52:30 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=25Avendo poco tempo per allenarmi durante la settimana, cosa posso fare per migliorare le mie prestazioni nella corsa?
Invece di percorrere la stessa distanza alla stessa andatura, inserite nell’attività settimanale alcune uscite a velocità differenziata. Non occorre andare in pista, semplicemente alternate intervalli di 30 secondi di corsa veloce a 30 secondi corsa lenta. Ripetete 3-5 volte. I vostri tempi miglioreranno.]]>Avendo poco tempo per allenarmi durante la settimana, cosa posso fare per migliorare le mie prestazioni nella corsa?
Invece di percorrere la stessa distanza alla stessa andatura, inserite nell’attività settimanale alcune uscite a velocità differenziata. Non occorre andare in pista, semplicemente alternate intervalli di 30 secondi di corsa veloce a 30 secondi corsa lenta. Ripetete 3-5 volte. I vostri tempi miglioreranno.]]>
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=24
Thu, 30 May 2013 11:52:13 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=24
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=23
Thu, 30 May 2013 11:51:46 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=23
Non bisogna confondere il termine “probiotici” con “prebiotici”. I “prebiotici” si riferisce a composti non digeribili che stimolano la moltiplicazione e/o attività dei “probiotici” nel tratto digerente.
I “prebiotici” si trovano frequentemente negli “alimenti funzionali” e sono tipicamente oligosaccaridi e sono spesso prodotti da fermentazione.
Il biologo russo Metchnikoff fu il primo ad evidenziare come i batteri acido lattici, in popolazioni che facevano largo consumo di latti fermentati, conferivano in generale una durata più lunga della vita.
Recenti studi hanno dimostrato che i “probiotici” procurano numerosi benefici quali effetti inibitori sui patogeni, prevenzione di malattie infiammatorie croniche dell’intestino o malattie atopiche e potenziamento del sistema immunitario.]]>
Non bisogna confondere il termine “probiotici” con “prebiotici”. I “prebiotici” si riferisce a composti non digeribili che stimolano la moltiplicazione e/o attività dei “probiotici” nel tratto digerente.
I “prebiotici” si trovano frequentemente negli “alimenti funzionali” e sono tipicamente oligosaccaridi e sono spesso prodotti da fermentazione.
Il biologo russo Metchnikoff fu il primo ad evidenziare come i batteri acido lattici, in popolazioni che facevano largo consumo di latti fermentati, conferivano in generale una durata più lunga della vita.
Recenti studi hanno dimostrato che i “probiotici” procurano numerosi benefici quali effetti inibitori sui patogeni, prevenzione di malattie infiammatorie croniche dell’intestino o malattie atopiche e potenziamento del sistema immunitario.]]>
http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=22
Thu, 30 May 2013 11:51:09 +0200http://www.aroundlabnews.com/forum/showthread.php?tid=22
La gestione dei rifiuti sanitari è disciplinata dal DPR n.254 del 15.07.2003 che suddivide questi rifiuti in 4 principali categorie: non pericolosi, assimilabili agli urbani, pericolosi a rischio infettivo, pericolosi non a rischio infettivo.
Prima categoria – Non pericolosi: materiali metallici, vetro per farmaci privi di deflussori e aghi, gessi ortopedici, parti anatomiche ed organi, sacche, farmaci scaduti e rifiuti non pericolosi da laboratori.
Seconda categoria – Assimilabili agli urbani: rifiuti dei pasti, vetro, carta, cartone, plastica, imballaggi, pannoloni, contenitori per urine, materiali ingombranti da conferire a raccolta differenziata.
Terza categoria – Pericolosi a rischio infettivo: tutti i rifiuti provenienti da ambienti di isolamento infettivo o visibilmente contaminati da sangue, feci, etc.
Quarta categoria – Pericolosi non a rischio infettivo: Tutti i rifiuti sanitari pericolosi che non possiedono le caratteristiche dei rifiuti a rischio infettivo.]]>
La gestione dei rifiuti sanitari è disciplinata dal DPR n.254 del 15.07.2003 che suddivide questi rifiuti in 4 principali categorie: non pericolosi, assimilabili agli urbani, pericolosi a rischio infettivo, pericolosi non a rischio infettivo.
Prima categoria – Non pericolosi: materiali metallici, vetro per farmaci privi di deflussori e aghi, gessi ortopedici, parti anatomiche ed organi, sacche, farmaci scaduti e rifiuti non pericolosi da laboratori.
Seconda categoria – Assimilabili agli urbani: rifiuti dei pasti, vetro, carta, cartone, plastica, imballaggi, pannoloni, contenitori per urine, materiali ingombranti da conferire a raccolta differenziata.
Terza categoria – Pericolosi a rischio infettivo: tutti i rifiuti provenienti da ambienti di isolamento infettivo o visibilmente contaminati da sangue, feci, etc.
Quarta categoria – Pericolosi non a rischio infettivo: Tutti i rifiuti sanitari pericolosi che non possiedono le caratteristiche dei rifiuti a rischio infettivo.]]>