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	<title>AROUND LAB NEWS / IT &#187; Note App. Glossari</title>
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		<title>Nota Applicativa Glossario N.40 – Glossario dei termini enologici</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 11:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Note App. Glossari]]></category>
		<category><![CDATA[Note Applic.]]></category>

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		<description><![CDATA[Complesso Il termine definisce un vino multidimensionale, che mostra una gamma di parecchi aromi e gusti e tuttavia ha raggiunto finezza ed un perfetto equilibrio. Un vino [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><img alt="AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative" src="http://www.aroundlabnews.com/it/wp-content/uploads/2013/07/AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative.jpg" width="600" height="100" /></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Complesso</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il termine definisce un vino multidimensionale, che mostra una gamma di parecchi aromi e gusti e tuttavia ha raggiunto finezza ed un perfetto equilibrio. Un vino complesso, ad esempio, può combinare aromi che vanno dalla mora e dalla prugna al pepe ed al terroso. Tutto in un sorso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Composti fenolici</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">I composti fenolici, che si trovano nelle bucce e nei vinaccioli dell’uva, influiscono sul vino in due modi, entrambi positivi. Assieme ai tannini, contribuiscono allo sviluppo delle caratteristiche del vino, aggiungendo gusto, colore, aroma e struttura. E sono generalmente considerati come la cosa che rende buono un vino. Anche il governo degli Stati Uniti, attraverso il Dipartimento dell’Agricoltura, ha riconosciuto i potenziali benefici per la salute che vengono da un moderato consumo di vino. Molti dottori, scienziati ed amanti del vino concordano sul fatto che i composti fenolici sono antiossidanti ed agiscono come anticancerogeni ed aiutano ad abbassare il tasso di colesterolo. Il vino rosso ha un livello più alto di composti fenolici del vino bianco, poiché i rossi vengono tenuti sulle bucce ed i vinaccioli. Ecco dunque un’altra buona scusa per bere più vino.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Concentrato</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Questo è un termine enologico positivo, sinonimo di &#8220;denso&#8221;, per i vini che hanno concentrazione di aromi e gusti, all&#8217;opposto di altri che invece li hanno tenui o diluiti. Un Cabernet Sauvignon di qualità, ad esempio, dovrebbe avere gusti di frutta concentrati che gli danno ricchezza e profondità. Il termine è spesso usato anche assieme a descrittori di un vino come &#8220;ricco&#8221; e &#8220;complesso&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Corpo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Pensate al corpo come al peso ed allo spessore del vino nella vostra bocca. Per esempio, un bicchiere d’acqua ha poco o nessun corpo (sciacqua appena) rispetto ad un bicchiere di sciroppo di lampone, il quale certamente si fa sentire più pesante nella vostra bocca. Lo stesso principio applicatelo ai vini, che saranno descritti come “leggeri di corpo”, di “corpo medio” o di “corpo pieno”. Un Cabernet Sauvignon, ad esempio, è tipicamente di corpo pieno, mentre un Pinot Noir viene considerato un vino di corpo medio o leggero di corpo. E nel caso non lo sappiate, a determinare il corpo di un vino è il contenuto in alcol, glicerina e zuccheri.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Correttezza</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Vedi Carattere varietale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Crémant</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La Champagne non è la sola regione della Francia nella quale si produce vino spumante. Per evitare confusione (ed una possibile guerra civile) molti altri produttori francesi di spumanti, che usano anche il tradizionale metodo champenoise, etichettano il loro spumante come Crémant, che significa letteralmente &#8220;vino cremoso&#8221;. Una bottiglia di vino spumante dell&#8217;Alsazia, per esempio, è etichettato &#8220;Crémant d&#8217;Alsace&#8221;. La Borgogna, il Bordeaux e la valle della Loira hanno anch&#8217;essi la loro propria versione del Crémant.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Cru</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine francese che significa &#8220;produzione&#8221; o &#8220;vigneto&#8221; ed è usato come un mezzo di classificazione dei più raffinati vini e produttori di vino francesi. Questo sistema di classificazione, estremamente complicato e regolato politicamente, ebbe origine nel 1855, per classificare le migliori cantine del Bordeaux. Delle migliaia di cantine che esistevano, solo 61 (e sono ancora lo stesso numero) furono piazzate in 5 sottocategorie (Premier Cru, Second Cru, ecc.). I migliori vigneti della Borgogna sono divisi in Grand Cru e Premier Cru e quindi le così diventano poi più complicate. Per semplicità, ricordate che un Cru Classé è generalmente superiore (e più caro) della maggior parte degli altri vini francesi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Cuvée</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Parola francese che sta a significare il contenuto di un tino o di una cisterna di vino, ma è molto più comunemente usata per indicare una particolare combinazione o mescolanza di vino (che può riempire numerosi tini o cisterne). Un enologo talvolta darà a delle cuvée speciali o di alta qualità dei titoli altisonanti come Cuvée de Reserve o Cuvée Prestige.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Cuvée Prestige</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E&#8217; uno dei termini più comuni (assieme a tête de cuvée) per indicare il prodotto di più alta qualità di un&#8217;annata di un produttore di Champagne. Per esempio, il Cristal di Louis Roederer o La Gran Dame della Veuve Clicquot e così via.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Decantare</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Quando decantate un vino od un Porto, voi lo versate direttamente dalla bottiglia in un contenitore di vetro, normalmente un decanter. Ci sono parecchie ragioni per decantare un vino: separare gli amari sedimenti (o i pezzetti di un tappo rotto) dal vino, permettere al vino di respirare e fare impressione sui vostri amici. Il processo di decantazione è abbastanza semplice, ma per prima cosa voi avete bisogno di sapere se un vino ha bisogno di essere decantato (la maggior parte dei bianchi e molti rossi non ne hanno bisogno) e, se ne ha bisogno, per quanto tempo (i rossi fragili e di un certo invecchiamento possono rovinarsi in pochi minuti). Prima di decantare, la bottiglia deve essere lasciata in piedi per almeno un giorno allo scopo di permettere ai sedimenti di depositarsi. Quando è il momento di decantare, versate il vino lentamente e con attenzione per non agitare i sedimenti, mentre con una candela accesa od una torcia elettrica illuminate dal basso la bottiglia, in modo che voi possiate vedere chiaramente i sedimenti attraverso il vetro scuro della bottiglia.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Decanter</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Si tratta di un contenitore di cristallo nel quale decantare e, successivamente, dal quale versare il vino. Un decanter è largo abbastanza da contenere una bottiglia standard di vino. Vi sono molte forme e stili diversi di decanter, che vanno dagli oggetti d&#8217;arte di cristallo lavorato a mano al vecchio buon vetro liscio.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Deciso</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel gergo enologico, deciso è una via di mezzo tra morbido e duro. Un vino bianco, ad esempio, è considerato difettoso se ha troppa acidità (che rende il suo impatto spiacevolmente forte) o non ne ha abbastanza (nel qual caso è fiacco). Lo scopo dell’enologo è raggiungere il perfetto equilibrio dell’acidità, così che il vino non sia né flaccido né muscoloso, ma piacevolmente deciso. La stessa cosa accade per il vino rosso, anche se la sua decisione deriva dall’astringenza tannica piuttosto che dall’acidità.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Decrepito</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un vino che sta perdendo i suoi sapori fruttati, mentre tannini, acido e alcol cominciano a sopraffare il gusto, è chiamato decrepito. Ciò accade usualmente ai vini più vecchi che sono invecchiati troppo a lungo. Non c’è nessuna speranza di salvarli.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Degustazione alla cieca</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nella degustazione alla cieca, una persona, giudicando un bicchiere di vino, non conosce da quale bottiglia esso proviene. Egli normalmente sa quali vini sono in degustazione, ma non l’ordine nel quale vengono presentati (le bottiglie sono usualmente nascoste da un foglio di carta marrone). Le degustazioni alla cieca vengono fatte perché l’etichetta non condizioni l’impressione dell’assaggiatore. Nelle doppie degustazioni alla cieca nessuno conosce il nome dei vini e neppure l’ordine di presentazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Degustazione orizzontale</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Durante una degustazione, i vini da giudicare possono essere ordinati in due modi: orizzontalmente o verticalmente. Una degustazione orizzontale presenta la stessa annata (per esempio una serie di Brunello di Montalcino 1990) vinificata da differenti produttori. Una degustazione verticale è invece l’opposto: diverse annate di uno stesso vino, come ad esempio quattro annate di Sassicaia scelte tra il 1988 ed il 1995.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Degustazione verticale</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Durante una degustazione i vidi da giudicare possono essere predisposti in due modi: orizzontalmente e verticalmente. Una degustazione verticale presenta diverse annate di uno stesso vino, come dei Barolo fatti dal 1985 al 1993. Una degustazione orizzontale, invece, si focalizza su una singola annata di uno stesso tipo di vino (es. Chianti Classico 1995) di diversi produttori.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Delicato</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">I vini di corpo leggero e medio che hanno un gusto ed una struttura leggera e piacevole, come il Riesling ed il Trebbiano, possono avere le condizioni favorevoli per diventare delicati. Voi non servirete certamente vini delicati con una grigliata di carne, per esempio, perché un vino di questo tipo manca di concentrazione o di forza per aprirsi un varco tra i sapori consistenti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Demi-sec</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tradotto approssimativamente dal francese, significa &#8220;moderatamente dolce&#8221; o &#8220;mediamente dolce&#8221;. Esso è uno dei 6 termini usati per indicare la dolcezza di uno Champagne. In ordine ascendente: extra brut (totalmente secco), brut, extra dry, sec, demi-sec e doux (dolce).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Denominazione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel gergo enologico, una denominazione è l’area o la regione dove le uve di un particolare vino sono state coltivate. Negli Stati Uniti la definizione ufficiale per una denominazione è American Viticultural Area o AVA, mentre la versione francese è Appellation d&#8217;Origine Contrôlée o AOC e quella italiana è la Denominazione d’Origine Controllata o DOC. Ma invece di dover usare oscuri acronimi o di abusare della lingua francese per domandare l’origine del vino, potete usare semplicemente la parola “denominazione”. Nei vini americani la denominazione mette in secondo piano il tipo di vitigno, mentre sarebbe senz’altro più utile sapere con quale tipo di uva il vino è stato fatto, invece di dove le uve sono state coltivate. Per i vini europei è invece l’opposto: la denominazione è così informativa che nell’etichetta del vino non è necessario elencare i vitigni.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Denominazione di Origine Controllata (DOC)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E&#8217; il sistema usato per regolare l&#8217;industria vitivinicola italiana. E&#8217; simile alla francese AOC (Appellation d&#8217;Origine Contrôlée) per il fatto che presuppone di stabilire gli standards di vinificazione e di garantire un certo livello di qualità, sebbene questo non sempre avvenga. I vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) sono classificati ad un posto più alto dei vini DOC e sono considerati l&#8217;aristocrazia dei vini italiani. Assieme, DOC e DOCG rappresentano circa il 20% della produzione vinicola italiana. Il resto è trattato senza distinzione come vino da tavola o, più recentemente, IGT (Indicazione di Geografica Tipica).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Denso</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sinonimo di &#8220;concentrato&#8221;, il termine &#8220;denso&#8221; indica un vino che ha aromi e sapori concentrati, invece che scialbi e diluiti, E&#8217; spesso usato con descrittori del vino come &#8220;ricco&#8221; e &#8220;complesso&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>DOC</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Acronimo per Denominazione di Origine Controllata.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>DOCG</b> </span><br />
<span style="font-size: 16px;"> Acronimo per Denominazione di Origine Controllata e Garantita.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Dolcetto</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Varietà d&#8217;uva rossa del Piemonte, di bassa acidità, che matura presto, il Dolcetto dà un vino rosso porpora allo stesso tempo fragrante, morbido e fruttato. Contemporaneamente ad una bassa acidità, può avere anche austeri tannini. Ci sono 7 Doc per il Dolcetto in Piemonte: Acqui, Alba, Asti, Diano d&#8217;Alba, Dogliani, Langhe Monregalesi e Ovada. Quello d&#8217;Alba, con le sue note di liquirizia e di mandorla, è considerato il migliore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Dolcezza</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La maggior parte degli assaggiatori possono descrivere la dolcezza nei vini come livelli di residuo zuccherino sopra i 5 grammi per litro (g/l). I vini al di sotto di questa cifra sono considerati molto secchi, mentre i vini con residuo zuccherino da 5 a 10 g/l sono considerati secchi. Vini con residuo zuccherino da 10 a 20 g/l sono mediamente secchi; da 20 a 30 g/l mediamente dolci; sopra i 30 g/l sono considerati dolci. Ogni nazione ha i suoi propri termini per indicare i vini dai più secchi ai più dolci. La scala francese è: brut, sec, demi-sec, doux, moelleux e liquoreux ; quella italiana : secco, abboccato, amabile, dolce.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Domaine</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Questa parola francese, che significa &#8220;tenuta&#8221;, è usata soprattutto per dare una nota di distinzione al nome di una cantina (come Domaine Chandon, Domaine Carneros o Domaine de Chavalier). E&#8217; generalmente usata per le tenute vitivinicole della Borgogna, allo scopo di differenziare le tenute di proprietà individuale ed i negozianti di vino, mentre il termine &#8220;château&#8221; viene usato più frequentemente nella regione di Bordeaux.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Dosaggio</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Durante le fasi finali del metodo champenoise, dopo la sboccatura delle fecce e quando la bottiglia è pronta per essere di nuovo tappata, una piccola quantità di dosaggio (una mistura di zucchero, vino e qualche volta distillato di vino) viene aggiunta allo Champagne per colmarlo ed aggiungere dolcezza. La secchezza dello Champagne dipende dalla dolcezza del dosaggio.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Doux</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E&#8217; la parola francese per &#8220;dolce&#8221; ed è usata per indicare un vino spumante od uno Champagne che ha un sapore dolce (all&#8217;opposto il termine &#8220;brut&#8221; viene applicato ad uno Champagne secco). Di fatto lo Champagne non può essere più dolce del &#8220;doux&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Duro</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Se un vino ha l’effetto di raggrinzire la bocca, dovuto all’alto livello di tannino e di acidi e tanto da mascherare il sapore fruttato, è da considerare duro. Questo non è necessariamente un difetto, ma piuttosto un’indicazione che il vino necessita di restare più a lungo in bottiglia per lasciare che i tannini si ammorbidiscano. Il termine viene usato normalmente per i vini rossi giovani, ma può essere una caratteristica positiva anche dei vini bianchi secchi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Eiswein</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ una categoria di vino (letteralmente significa “vino di ghiaccio”) regolata dalla legge tedesca sul vino. L’Eiswein è fatto con uve che hanno un contenuto zuccherino molto alto, ma che non è stato concentrato attraverso gli effetti della Botrytis cinerea. Questa dolcezza invece deriva dalle uve congelate sulla pianta in novembre o più tardi (da qui il nome). Il succo dolce d’uva viene separato dalle molecole d’acqua ghiacciate alla mattina presto, pressando gli acini ghiacciati. Il vino che ne risulta ha alta acidità ed un alto residuo zuccherino ed è veramente molto ricercato.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Encepagement</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine francese che si riferisce ai vari vitigni coltivati in una particolare tenuta. E’ spesso usato quando si parla di terreni nel Bordeaux, (es. “L’encepagement per Haut Brion è 55% Cabernet Sauvignon, 22% Cabernet Franc e 23% Merlot”). Ciò non significa che il vino prodotto nella tenuta è necessariamente in diretta proporzione con questo encepagement. Le esatte condizioni di ogni vitigno, piuttosto che le percentuali di coltivazione, determinano la proporzione dei vitigni usati per il taglio finale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Enologia</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La scienza e lo studio del vino e della vinificazione. L’enologia copre ogni aspetto del processo di vinificazione, dalla pressatura, spremitura e fermentazione, all’imbottigliamento ed all’invecchiamento del vino. Oggi c’è un accordo più grande sul fatto che il vino lo si comincia veramente a fare nel vigneto. Per questo molte autorità ritengono che l’enologia comprenda anche la viticoltura. Una persona che pratica l’enologia è chiamato enologo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>En primeur</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Questo è il termine francese per la vendita del vino nella forma dei contratti “futures”, prima che sia imbottigliato. Il mercato “en primeur” non è limitato ai vini di Bordeaux, ma certamente in quella regione ha avuto le sue origini ed il suo impatto più rilevante.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Equilibrio</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ottenere l’equilibrio è il Santo Graal della vinificazione e la premessa per la maturazione e l’invecchiamento. Quando tutti gli elementi di un vino (acidità, dolcezza, alcol e tannino) si fondono in completa armonia, allora si dice che il vino ha equilibrio, uno dei massimi complimenti in degustazione . Se nessuno dei componenti di un vino schiaccia gli altri mentre voi fate ruotare il vino sulle vostre papille gustative (non è troppo dolce, troppo aspro, troppo fruttato), allora il vino è ben equilibrato. Intendiamoci, il gusto di ognuno è differente: ciò che sembra equilibrato al sommelier, può essere per voi tristemente non equilibrato. O viceversa.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Elegante</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un vino acquista un grado di eleganza quando tutti i suoi componenti sono in equilibrio, raggiungendo una qualità perfetta o quasi, grazia , gusto e finezza. Un vino che manca di eleganza può essere troppo intenso o tannico o troppo pesante al palato, come se cercasse di forzare i suoi sapori. I sommeliers spesso accoppiano il termine “elegante” con altri termini favorevoli come “delicato”, “armonioso” e “di razza”.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Erbaceo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Se il Sauvignon blanc sotto il vostro naso profuma un poco come un prato tagliato di fresco, potete chiamarlo erbaceo. I Sauvignon blanc in particolare tendono ad emettere un aroma ed un gusto erbaceo, che richiamano appunto il profumo dell’erba, che, in quantità moderata, aggiungono carattere al vino, particolarmente quando è equilibrato correttamente con altri aromi e sapori.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Esile</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Se un vino è di corpo così leggero da essere praticamente acquoso, viene definito esile. E’ un termine negativo per un vino che ha un’evidente mancanza di sostanza, profondità, corpo, colore e sapore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Estratto</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La parola indica tutte le sostanze solide di un vino disciolte nel liquido, come gli zuccheri, i minerali e gli acidi. In altre parole, è tutto ciò che rimarrebbe nella bottiglia se voi lasciaste completamente evaporare il vino. Un vino definito alto in estratto è normalmente pieno e ricco e probabilmente anche tannico, per via dell’alta percentuale degli elementi solubili presenti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Estufa</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Parola portoghese che significa “stufa” e che si riferisce alle cantine riscaldate dove viene fatto il Madeira. Serbatoi riscaldati o stufe sono usate per mimare i benefici effetti della maturazione indotta con il riscaldamento, che una volta si verificava sui vini di Madeira, caricati nelle soffocanti stive delle navi del XVII secolo dirette in America. L’uso di questo processo di riscaldamento, chiamato “estufagem”, potenzialmente garantisce che il Madeira sia quasi indistruttibile e che rimarrà in perfette condizioni per molti decenni, forse secoli.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Ettaro</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un ettaro è l’equivalente europeo dell’acro americano, solo che è molto più grande (10.000 metri quadrati, 2.471 acri). Come appunto l’acro negli Stati Uniti, l’ettaro è l’unità che nei paesi europei indica le dimensioni di un vigneto. L’ettolitro (100 litri o 26,27 galloni), invece, è la misura della produzione di un vigneto europeo. Dunque la produzione di vino viene spesso espressa col termine “ettolitri per ettaro”.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Eucalipto</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine usato in degustazione che si riferisce ad un bouquet che ricorda l’albero di eucalipto. Lo si trova assai spesso nei vini rossi fatti con i vitigni bordolesi, coltivati in vigneti circondati da alberi di quello stesso tipo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Extra dry</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un altro gradino della scala del livello di dolcezza associata allo Champagne. Partendo dal basso con “brut zero”, la scala sale a “brut nature”, “extra brut” e “brut sauvage” (tutti quanti molto secchi), quindi “brut” (secco), “extra dry” (un pizzico di dolcezza), “sec” (leggermente dolce), “demi-sec” (moderatamente dolce) e “doux” (il più dolce di tutti). Perché l’extra dry sia più dolce del brut, è un mistero per tutti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Far aprire</b> </span><br />
<span style="font-size: 16px;"> Se qualcuno vi consiglia di lasciare il vostro bicchiere di vino fermo per qualche minuto per farlo aprire, significa che il vino ha bisogno di interagire con l’aria per rivelare tutti i suoi sapori ed aromi. Dar tempo di respirare è spesso necessario per i vini rossi di gran corpo invecchiati in cantina, che tendono ad uscire dalla bottiglia in qualche modo “chiusi”, finché non hanno la possibilità di aerarsi. Far aprire un vino è un processo affascinante, dal momento che voi potete essere testimoni del cambiamento di un vino, da “così-così” a stupendo, in pochi minuti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fecce</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ così chiamato il sedimento che viene attratto al fondo di un serbatoio di fermentazione dopo che il vino ha fermentato o, nel caso di un vino spumante, il sedimento che rimane nella bottiglia dopo la seconda fermentazione fino alla sboccatura. Le fecce normalmente consistono di cellule morte di lieviti, impiegati durante la fermentazione, ma possono anche contenere acini d’uva, bucce, polpa e raspi. Il vino fermentato viene quindi travasato in un altro contenitore e le fecce vengono rimosse dal serbatoio. I vini che rimangono sulle fecce per un periodo di tempo maggiore (un metodo chiamato “sur lie”) tendono a sviluppare una struttura più ricca ed un carattere più complesso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Femminile</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Qualcuno può considerare sessista questo termine, ma tuttavia esso è spesso usato per indicare un vino di qualità. Femminile indica un grado di finezza. Stile e un carattere più leggero, con una precisa mancanza di pesantezza e di severità. Lo Champagne viene spesso descritto in questo modo. Per esempio, il &#8220;Bollinger R.D.&#8221; è di stile molto maschile, mentre il &#8220;Dom Perignon&#8221; ha un carattere più leggero e più femminile.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fermentazione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Fermentazione è ciò che trasforma un ordinario succo d&#8217;uva in vino. E&#8217; un processo completamente naturale nel quale i lieviti (organismi mono-cellulari che sono naturalmente presenti sulle bucce degli acini d&#8217;uva) convertono gli zuccheri dell&#8217;uva in alcol ed anidride carbonica. Il processo può durare in qualsiasi luogo da pochi giorni a parecchi mesi, tempo durante il quale l&#8217;anidride carbonica ed il calore sono rilasciati come sottoprodotti. Per i vini secchi la fermentazione finisce quando tutto lo zucchero è convertito in alcol. Per i vini più dolci, come il Porto, l&#8217;enologo farà terminare prematuramente il processo, aggiungendo dell&#8217;alcol in forma di acquavite neutra d&#8217;uva, che uccide i lieviti e permette ad una parte degli zuccheri di rimanere non fermentati. La fermentazione era tradizionalmente effettuata in tini di legno, botti o serbatoi neutri. Oggi, per i vini che non richiedono la fermentazione in botte, molte cantine usano enormi serbatoi di acciaio inossidabile, che permettono un preciso controllo della temperatura.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fermentazione a grappolo intero</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Praticata molto comunemente in Borgogna, la fermentazione a grappolo intero è un tipo di fermentazione durante il quale i grappoli interi, i raspi e tutto quanto fermentano insieme. Questo può avere successo quando le uve sono molto concentrate e mature. Altrimenti i raspi danno troppe note vegetali al vino. Uno dei principali vantaggi della fermentazione ad acini interi è di aumentare il flusso dei succhi all&#8217;interno dei canali creati dai raspi, che apportano una benefica aerazione ed un&#8217;estrazione di colore attraverso il contatto tra succo e buccia.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fermentazione in barrique</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Occasionalmente si può leggere sulle retroetichette di alcuni costosi vini bianchi, particolarmente degli Chardonnay, la dicitura “fermentato in barrique”. La maggior parte dei vini sono fermentati i vasche di acciaio inossidabile o di legno, ma alcuni vini bianchi di alta qualità sono fatti con lo stile della Borgogna, nel quale il vino è fermentato e usualmente invecchiato in piccole botti di rovere. E’ un processo costoso, rischioso e faticoso, ma la ricompensa (è sperabile) è un vino di eccezionale struttura, complessità, fragranza e con la giusta quantità di sapori da legno. I vini rossi sono raramente fermentati in barrique, poiché succo e bucce sono fermentati insieme, rendendo il processo assai più difficile.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fermentazione malolattica (FML)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Dopo l’iniziale processo di fermentazione, con il quale il mosto viene trasformato in vino, il vino può fermentare ancora, sia che maturi in cisterna, in botte o in bottiglia. Ciò dipende dal livello di batteri lattici presente. Questa seconda fermentazione è chiamata malolattica (malica + lattica), ed avviene quando i batteri lattici convertono il rude acido malico nel più morbido, meno aspro acido lattico. Ne risulta che un vino che passa attraverso la FML tende ad avere caratteristiche “burrose”. Questo è particolarmente vero nel caso dello Chardonnay. Sebbene la FML normalmente avvenga spontaneamente, gli enologi possono provocare questo processo (aggiungendo batteri lattici) per ammorbidire un vino duro, smussare gli angoli acidi e dare maggiore complessità. Gli enologi spesso impediscono la FML in molti vini bianchi a bassa acidità, rimovendo la presenza dei batteri lattici attraverso la pastorizzazione, il filtraggio, il biossido di zolfo, ecc., perché essa può diminuire la freschezza e la vivacità.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fermentazione secondaria</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ la fermentazione che ha luogo dopo che la prima fermentazione ha convertito il mosto in vino. Vi sono due tipi di fermentazione secondaria: la fermentazione malolattica, nella quale l’acido malico viene convertito in acido lattico e la seconda fermentazione che luogo nella bottiglia durante la produzione di vino spumante e di Champagne.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fiacco</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La zona grigia tra piatto e deciso è conosciuta come “fiacco”. Un vino fiacco ha un po’ d’acidità, ma non abbastanza per dargli corpo e decisione. Di conseguenza, il sapore fruttato tende a sopraffare il vino ed a farlo apparire al gusto debole, spesso e senza mordente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Field blend</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine inglese che sta a indicare quando un vigneto viene coltivato con due o più vitigni, che sono poi vendemmiati e mescolati per fare un singolo vino.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fillossera</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ la Peste Nera dell’industria del vino. Questo minuscolo pidocchio vive nel suolo dei vigneti ed attacca le radici della vite, facendola alla fine morire, uccidendola. Originaria degli Stati Uniti orientali (dove le viti autoctone sono ad essa resistenti), fu inavvertitamente trasportata in Europa assieme a delle pianticelle di vite intorno al 1860. Il risultato fu una distruzione di massa, con ¾ dei vigneti francesi distrutti e con i vigneti di tutto il resto del mondo che iniziavano ad essere infestati. Ad oggi non è stato trovato alcun rimedio per estirpare la fillossera. Essa può essere fermata (o almeno rallentata), innestando le viti europee sulle radici di viti americane resistenti alla fillossera, che, strano a dirsi, non ha effetti sfavorevoli sulle caratteristiche dei vitigni europei. Un nuovo rigurgito del terribile pidocchio, tuttavia si ebbe alla metà degli anni Novanta e seminò distruzione nei vigneti della California settentrionale. Molti di questi hanno dovuto essere ripiantati con una considerevole spesa ed alzando perciò il pezzo dei vini californiani di qualità.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Filtraggio</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E&#8217; uno dei metodi per chiarificare il vino. Esso viene fatto passare attraverso della carta o un filtro sintetico, che rimuove i sedimenti indesiderati. Sebbene il filtraggio sia una delle maniere più facili e veloci per chiarificare il vino, certi enologi, in particolare gli europei, lamentano il fatto che questo metodo toglie al vino carattere e sapore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fin di bocca</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il fin di bocca di un vino consiste nel sapore e nell’impressione che persiste nella vostra bocca dopo che avete inghiottito il vino. Come regola generale, migliore è il vino, più lungo e più gradevole sarà il fin di bocca.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Finezza</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine usato per indicare un vino che ha complessità ed eleganza, ma anche un equilibrio perfetto, raffinatezza e delicatezza. E&#8217; essenzialmente un sinonimo di &#8220;eleganza&#8221; ed è spesso usato assieme ad altri descrittori positivi come &#8220;raffinato&#8221;, &#8220;bellezza&#8221; e &#8220;razza&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fino</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Insieme con l’Oloroso, il Fino è uno dei due principali stili dello Sherry di Jerez (Spagna) ed è considerato di gran lunga il più fine al mondo degli sherry. Il Fino è uno sherry pallido, delicato e secchissimo, che ha un caratteristico gusto leggermente salato e aroma di mandorle e lieviti. La sua forza alcolica raggiunge dai 15,5% ai 17% gradi volumetrici ed è difeso dall’invecchiamento per mezzo di un lievito che si forma naturalmente, chiamato “flor”. Il Fino viene normalmente servito fresco come aperitivo. Per vostra informazione, lo sherry Fino non può essere invecchiato perché con l’invecchiamento non migliora e può perdere la sua vitalità</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Flessibile</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Parola che si riferisce alla struttura del vino. Il termine viene quasi sempre usato per indicare vini rossi che hanno una struttura rotonda e morbida, al contrario di quelli che hanno molta acidità e tannino ed danno una sensazione di ruvidità in bocca. La flessibilità è essenzialmente il contrario di durezza, ma non ha le connotazione negative che la morbidezza talvolta può avere.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Floreale</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">I vini che mettono la fragranza dei fiori sono detti floreali o “dal bouquet fiorito”. Questo aroma lo si trova normalmente nei vini bianchi, in particolare nei Riesling.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Foglie secche</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Descrittore riferito ad un vino che profuma ed ha sapore di foglie secche. Se a voi piace quest’aroma ed apprezzate quanta complessità aggiunga al vino, tutto questo è fine ed elegante, ma se questo elemento tende ad essere sopra le righe, allora il vino è da considerasi difettoso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fotosintesi</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">In termini molto generali, la fotosintesi è responsabile della maturazione delle uve da vino. La fotosintesi viene avviata dai pigmenti verdi della clorofilla, che impiega l’energia del sole per aiutare la formazione degli zuccheri nelle piante attraverso una reazione biochimica che coinvolge l’acqua e l’anidride carbonica. Le migliori condizioni per la fotosintesi sono le stesse che noi preferiamo: cieli splendenti e temperature miti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Foxy</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ una parola inglese usata per indicare l’aroma ed il gusto dei vini fatti con uva di Vitis labrusca, originaria del Nord America. Gli esperti sono unanimemente d’accordo sul fatto che la Vitis labrusca dà un vino di pessima qualità. L’origine del termine “foxy” è piuttosto ambigua, sebbene tutto concordi sul fatto che è un aggettivo tutt’altro che positivo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fresco</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel gergo del vino, fresco è l’opposto di “stanco”. Un vino fresco è vivo, fruttato, piacevolmente acido e rinfrescante. Il termine si applica normalmente ai bianchi giovani od ai rossi leggeri, come pure ai rosati.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fresco vivo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E&#8217; un termine generalmente usato per vini bianchi secchi e leggeri di corpo, che sono piacevolmente acidi o vivaci. Bere un vino fresco vivo dà una sensazione simile al mordere una mela verde fresca (il sapore è leggermente aspro, ma in maniera piacevole). Il finale di un vino fresco vivo è molto pulito e non indugia sul palato come fanno invece i potenti vini rossi . Altri termini di degustazione che voi spesso sentite accompagnati a fresco vivo sono &#8220;vivace&#8221;, &#8220;giovane&#8221; e &#8220;fresco&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Frizzante</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Si dice di un vino fatto con una seconda fermentazione parziale in serbatoi di acciaio inossidabile e che come risultato ha una spumantizzazione più leggera di un vero e proprio vino spumante.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Frutta secca</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un vino che profuma di frutta secca: può essere un complimento od un lamento, dipende da quale tipo di vino. Molti vini fortificati (in particolare lo Sherry) e vini bianchi fermentati in barrique tendono a prendere un piacevole aroma di frutta secca, mentre i vini rossi ossidati che hanno un aroma di frutta secca possono essere considerati danneggiati. Quelli con il naso ben allenato possono realmente distinguere l’aroma di un particolare tipo di frutta secca, come mandorle, nocciole e noci.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fruttato</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Questo è un termine facile: se il vino profuma od ha un gusto di frutta, è considerato “fruttato”. Lampone, fragola, mora, uva spina, cassis, mirtillo, prugna secca, pera, pesca, ananas, mela, albicocca, ribes, fico, ciliegia, susina sono tra i molti aromi fruttati tipicamente presenti nei vini. Più complesso è il perché un vino abbia aromi fruttati, dal momento che il solo frutto realmente presente è l’uva. E’ un processo veramente sorprendente: mentre il succo d’uva fermenta e diventa vino, una complessa interazione ha luogo tra l’alcol del vino e gli acidi organici, che a turno creano miscele che imitano aromi e sapori di altri frutti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Fumoso</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine di degustazione usato per indicare vini che hanno aroma e gusto di fumo (di tabacco, di pancetta affumicata o del tipo che rilascia un fuoco all’aperto). I vini invecchiati in barriques di rovere (che sono tostate all’interno) spesso prendono una nota fumosa, come fanno certi vitigni come il Sauvignon Blanc e alcuni vini bianchi della valle della Loira (Pouilly-Fumé in particolare).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Futures</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">I futures si riferiscono al vino acquistato prima che sia imbottigliato. Il mercato dei futures del Bordeaux, chiamato mercato “en primeur” è il principale esempio dei futures nel vino.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Gabbietta</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ quel marchingegno metallico che copre il tappo di una bottiglia di Champagne per impedire che venga espulso prematuramente. Se mai qualche volta vi è partito il tappo ed avete seminato il panico tra i presenti quando avete tolto la gabbietta, sapete che essa sta là per una buona ragione. State attenti a coprire sempre il tappo con una mano quando avete tolto la gabbietta.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Gamay</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Coltivato estensivamente nel distretto di Beaujolais in Borgogna, il Gamay è il solo vitigno usato per fare i vini rossi del Beaujolais. Il vitigno produce un vino rosso leggero che è eccezionalmente fruttato e fresco, poco tannico e poco alcolico. E’ meglio conosciuto come il vitigno che dà origine al Beaujolais nouveau, un vino giovane e fruttato, fatto e imbottigliato subito dopo la vendemmia e messo in commercio nel terzo giovedì di Novembre (è veramente uno dei vini al mondo che ramazza più denaro). In effetti il Beaujolais nouveau ha reso questo vitigno famoso in tutto il mondo e inoltre ha ispirato gli enologi nel produrre Gamay di più alta qualità. Sebbene sia conosciuto meglio come un vino da bere giovane, tuttavia alcuni cru di Beaujolais possono invecchiare piuttosto bene. Il Gamay è pure coltivato nella Valle della Loira, ma anche in Canada e nella Napa Valley. Il Beaujolais nouveau richiede di essere bevuto immediatamente ed è spesso servito leggermente fresco con cibi leggeri come pizza, bruschetta, pollo alla griglia e anche pesce.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Gewürztraminer</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Quest’uva famosa dalla buccia rosata produce uno dei più vini bianchi più aromatici, vivi e pieni di corpo del mondo. Il miglior Gewürztraminer viene dall’Alsazia, dove viene fatto in versione secca, di profondo color oro, un esotico profumo di fiori e sapore di frutti cinesi. Il Gewürztraminer è tipicamente un vino morbido, alcolico e con ricco di estratto. La sua unica debolezza è il basso livello di acidità. Che tende a lasciare un impressione pesante sul palato ed un breve, brusco, quasi amaro finale. Il Gewürztraminer può anche essere fatto in una intensa e rigogliosa versione di vendemmia tardiva, come appunto le Vendange Tardives dell’Alsazia. Qualche grande esempio di Gewürztraminer si trova anche nel Nuovo Mondo, in particolare nei climi freddi della Nuova Zelanda, nella California del Nord e negli stati del Nord Est del Pacifico. Per vostra informazione, la parola tedesca &#8220;Gewürz&#8221;, significa aromatico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Giovane</b></span><br />
<span style="font-size: 16px;"> A seconda del tipo di vino, giovane può significare una cosa oppure un&#8217;altra. Se un vino (come un Beaujolais Nouveau) non è ritenuto capace di essere invecchiato, allora giovane può essere un complimento, come fresco o giovanile. Alcuni Riesling è meglio gustarli quando sono ancora giovani, prima che perdano la loro piacevole e viva freschezza ed il profumo floreale. Se, d&#8217;altra parte, parliamo dell&#8217;ultima annata di un Porto Vintage, un vino che migliorerà notevolmente con l&#8217;età, allora &#8220;giovane&#8221; significa che è immaturo e necessita ancora di maturare in bottiglia.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Grand Cru</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ la più alta classificazione possibile per un vigneto od un villaggio in determinate regioni vinicole della Francia, in particolare la Borgogna e l’Alsazia. E’ talora riferito ai Gran Cru Classées, che include tutte le 61 cantine crus classées della zona del Médoc nel Bordeaux.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Grande</b></span><br />
<span style="font-size: 16px;"> Se un vino ha un potente aroma ed è carico di sapori, è spesso definito grande. Di corpo pieno, robusto, ricco, carnoso, speziato, potente e forte: sono tutte le qualità che si possono attribuire ad un grande vino.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Grand Vin</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Denominazione usata fra gli nel Bordeaux per distinguere tra il vino principale prodotto da uno château e gli altri vini di qualità inferiore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Gran Reserva</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">I vini spagnoli di altissima qualità e di eccellenti annate sono titolati come Gran Reserva. Questi vini devono, per legge, passare un tempo più lungo in cantina per maturare. Per esempio, i vini rossi etichettati “Gran Reserva” maturano un minimo di due anni in botte ed altri tre anni in bottiglia o serbatoio prima di essere messi sul mercato. I vini bianchi “Gran Reserva” devono essere invecchiati in cantina per quattro anni, inclusi 8 mesi di maturazione in botte.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Grasso</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Quando mangiate un pezzetto di grasso, questo vi lascia una precisa impressione o un retrogusto nella vostra bocca. Un vino grasso ha caratteristiche simili. E&#8217; di corpo pieno, ricco, alto in fruttato e in glicerina (un alcol complesso che dà viscosità al vino). Per i vini dolci, grasso indica che il vino è pressoché (ma non del tutto) nauseante.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Graves</b></span><br />
<span style="font-size: 16px;"> E’ una zona vinicola della regione di Bordeaux, che è meglio conosciuta per la sua produzione di vini bianchi di Bordeaux di alta qualità (ma anche di eccellenti vini rossi). La parola francese “graves”, unifica letteralmente “ghiaie” e la zona prende questo nome dal suolo ghiaioso, che è ideale per coltivare le uve Sémillon e Sauvignon blanc, i due vitigni principali dei vini delle Graves. I bianchi giovani delle Graves sono tipicamente fresco vivi e vivaci e sviluppano una ricchezza di corpo piena e completa con l’invecchiamento. Nel 1987, gli châteaux superiori nella parte settentrionale delle Graves si sono staccati per formare l’AOC Pessac-Lèognan e creare alcuni dei più prestigiosi vini bianchi del mondo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Grenache</b></span><br />
<span style="font-size: 16px;"> La Grenache Noir (chiamata semplicemente Grenache) è uno dei vitigni rossi più largamente coltivati al mondo ed il più importante vitigno nella Francia del Sud, nella Valle del Rodano, dove è tipicamente usata per fare rossi fruttati e affidabili e rosati secchi. Sebbene sia considerata un’uva di origini spagnole, la Grenache si è ben adattata ai venti di mistral caldi e secchi del sud del Rodano ed è ampiamente coltivata nella Spagna settentrionale, come uno dei componenti principali dei vini di Rioja. Dà vini fruttati con note di lampone, di colore leggero e di sapore fresco, che sono soggetti ad una rapida ossidazione. Questa è la ragione per la quale è spesso tagliato con altri vitigni, come il Syrah, per rallentare la possibilità di un rapido deterioramento. La Grenache è anche coltivata in Sardegna (dove prende il nome di Cannonau), in Australia e in California, dove dà mediocri vini rossi e rosati. Per provarla al suo meglio, assaggiate uno Château Rayas Châteauneuf-du-Pape, fatto al 100% di Grenache.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Gusto</b></span><br />
<span style="font-size: 16px;"> In degustazione, il termine “gusto” incarna l’impressione sensoriale di sapore, bouquet e/o aroma di un vino. Il gusto trasmette il vero carattere e l’identità di un vino all’assaggiatore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Gusto di lieviti</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine usato in degustazione a indicare un vino che ha l&#8217;aroma o il gusto di lieviti (simile all&#8217;odore del pane fresco). E&#8217; una caratteristica prevista e desiderabile nello Champagne, che ha passato tre anni o più sulle fecce, cosa che permette di sviluppare un aroma di lieviti caratteristico. Se un giovane vino da tavola odora troppo di lieviti, comunque, ciò normalmente indica che il vino ha bisogno di essere invecchiato più a lungo per permettere ai lieviti residui di dissolversi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Gusto di tappo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un vino che sa di tappo trasmette un odore ed un sapore, secco, ammuffito e cattivo. Se voi bevete molto vino, c&#8217;è una buona probabilità che lo incontriate, dal momento che non è affatto raro (circa 3 bottiglie su 100, così almeno dicono gli esperti). Un vino che sa di tappo non è un vino malato ma è certamente imbevibile. La colpa è del tricloroanisolo, una muffa causata da un uso sbagliato del cloro nel sughero del tappo (e questo è un argomento a favore dei tappi di silicone). Una cosa poco conosciuta: la durata della vita di un tappo sano è di circa 20 anni, dopodiché la bottiglia deve essere nuovamente tappata.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Gustoso</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ un termine usato in degustazione, abbastanza soggettivo. Molto spesso è associato ad un rosso di Bordeaux, di Borgogna o del Rodano invecchiato in bottiglia ed indica un vino che ha note molto mature e terrose. In Inghilterra tuttavia il termine si riferisce al sapore strettamente associato a quello della selvaggina da penna, che raggiunge il perfetto grado di frollatura (sì, c’è qualcuno che trova l’aroma piuttosto piacevole). Troppo “gustoso”, in ognuno dei due sensi, è considerato un difetto del vino.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Halbtrocken</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Parola tedesca che letteralmente significa “mezzo secco”, si riferisce ad un tipo di vino che è molto più basso in zuccheri residui degli auslese, degli spätlese o dei kabinett, ma non così basso come i trocken. Halbtrocken non è un indicatore di qualità, ma solo di contenuto zuccherino.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Hospices de Beaune </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Una delle più antiche aste di vino per beneficenza al mondo (1851), essa va a vantaggio dell’ospedale Hôtel Dieu e viene tenuta durante la famosa celebrazione di fine vendemmia delle “Trois Glorieuses” (i tre giorni di gloria), ogni anno nel terzo week-end di Novembre. Molto importante è il fatto che l’asta funge da punto di riferimento per l’annuale valutazione di qualità del Borgogna e gioca un ruolo significativo nello stabilire il prezzo al quale ogni vendemmia viene venuta.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>IGT</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Acronimo per Indicazione Geografica Tipica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Imbottigliato all’origine</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Questo termine che appare sull’etichetta frontale di molti vini, indica che la cantina è responsabile sia della coltivazione delle uve, che della vinificazione e dell’imbottigliamento del prodotto. Imbottigliato all’origine, implica anche normalmente un alto livello di consistenza e qualità, ma anche un vino da caraffa può fare questa affermazione se rispetta quelle date condizioni. Per un vino “imbottigliato all’origine”, sia la cantina che il vigneto devono trovarsi nella stessa area vitivinicola. I termini equivalenti sono «mis en bouteille au château» o «mis en bouteille au domain» in Francia e «estate-bottled» negli Stati Uniti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Imbottigliato da</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Normalmente vedete questa scritta sui vini meno cari, perché significa che il vino è stato imbottigliato dalla Ditta X, la quale o ha svolto per contratto questa operazione per conto di un’altra cantina o ha semplicemente acquistato il vino in blocco e quindi lo ha imbottigliato sotto il proprio nome.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Immaturo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Se un vino non è maturato nello stesso tempo di altri vini di tipo simile e della medesima vendemmia ed ha bisogno di più tempo in botte o in bottiglia, esso viene definito immaturo. Sì, perché un vino può anche essere precoce.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Imperial</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La più grande delle bottiglie da vino, un’Imperial contiene 6 litri di vino, l’equivalente di 8 bottiglie normali. Ha generalmente la forma di una classica bordolese.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>INAO</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Acronimo per Institut National des Appellations d&#8217;Origine.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Indicazione Geografica Tipica</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ una categoria di denominazione di controllo introdotta in Italia nel 1992, che si colloca al di sotto della DOC e al di sopra (ed a un livello più alto) del Vino da Tavola. Il suo scopo è di classificare i vini di determinate aree geografiche, fatti usando vitigni o proporzioni non approvate dalle più prestigiose categorie DOC e DOCG. Molti produttori di alta qualità in regioni come Toscana e Piemonte preferiscono questa categoria ai VdT per i loro vini fatti con vitigni non tradizionali (come Cabernet Sauvignon e Chardonnay), perché, a differenza dei vini VdT, i vini IGT possono indicare il luogo d’origine, l’annata ed il vitigno.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Inebriante</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">In gergo un vino che ha un’inebriante (letteralmente e figurativamente) concentrazione di alcol e forti aromi. Un vino di vendemmia tardiva ben fatto può avere un “vigoroso, inebriante profumo”.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Innesto</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">L’innesto è un metodo di riproduzione di una vite, che si mette in opera prendendo un pezzo di un vite per poi unirlo ad una radice di un’altra vite resistente alla fillossera. L’innesto è universalmente praticato sui vitigni di tutto il mondo per impedire alla fillossera (un pidocchio che attacca le radici) di distruggere un intero vigneto. E’ un metodo caro, ma fino ad adesso la sola via che si conosce per impedire un’infestazione da fillossera.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Institut National des Appellations d&#8217;Origine (INAO)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ l’organizzazione responsabile della direzione, dell’amministrazione e del conferimento delle denominazioni francesi. Esso inoltre serve a conservare e proteggere il patrimonio agricolo di circa 100mila viticoltori francesi. Fu creato nel 1935 ed ha svolto un ruolo determinante per l’amministrazione delle denominazioni controllate in una realtà enologica in continuo sviluppo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Integrated Pest Management (IPM) </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Parte del complesso sistema di riduzione dei prodotti chimici in agricoltura (che sono stati quasi sempre usati in passato in maniera cieca) fino ad uno ristretto minimo. Oggi, il moderno vignaiolo è meglio educato e prende in considerazione i cicli della vita degli insetti nocivi della vigna, i loro predatori naturali e le specifiche condizioni dell’ambiente che circonda il vigneto, prima di sviluppare i rimedi per ridurre i cattivi effetti degli insetti nocivi sulla salute della vite e dell’uva. IPM è un componente integrale nello sviluppo di un’agricoltura enologica organica e biodinamica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Intenso</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un termine che si riferisce tipicamente ad un certo aspetto di un vino anziché al vino nel suo insieme. “Intenso” è usato quasi sempre in maniera positiva per descrivere un sapore o un aroma più evidente e pronunciato degli altri, come in: “Quest’Amarone ha un intenso aroma di liquirizia”. Se l’intensità è troppo forte, il termine diventa invece peggiorativo, assumendo il significato di “prepotente” o “sbilanciato”. I sommeliers usano qualche volta il termine per indicare un&#8217;impressione complessiva riguardo al vino, particolarmente se si distingue tra le altre annate.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Invaiamento</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E&#8217; il momento, durante il ciclo di coltivazione dell&#8217;uva rossa, nel quale l&#8217;acino da verde diventa rosso ed è anche il momento nel quale alcuno produttori di vino rimuovono i le uve verdi che non sono diventate rosse. Il proposito è quello di creare vino più concentrato e di qualità più alta, riducendo la resa ed assicurando anche più maturazione al raccolto. All&#8217;inizio dell&#8217;invaiamento le uve sono piccole (quasi la metà del loro aspetto finale), aspre e verdi, molto alte in acidità e mancanti di fruttosio e glucosio. Da allora in poi le uve prenderanno colore, dimensione e maturazione, mentre l&#8217;acidità diminuirà.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Invecchiamento</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ il periodo di tempo che passa tra il momento in cui il vino è fatto a quello in cui viene servito. L’invecchiamento può durare, dovunque, da poche settimane per i vini da caraffa a 15 anni o più per i vini di altissima qualità. La maggior parte dei vini viene invecchiata in botti, tini, tini d’acciaio inossidabile o bottiglie, preferibilmente in ambienti freschi, bui e moderatamente umidi. Lo scopo dell’invecchiamento è quello di lasciare il vino sviluppare sapori addizionali (per esempio trasmessi dalle botti di rovere), ammorbidire i tannini ed armonizzare la sua struttura. Un invecchiamento prolungato è previsto solo per una piccola parte di vini di alta qualità, per aumentarne sia la complessità che il prezzo. La maggior parte dei grandi vini bianchi d’oggi è pronta per essere consumata prima che essi siano vecchi di 2 anni e molti vini rossi commerciali e di media qualità prima che abbiano quattro o cinque anni di invecchiamento. Un po&#8217; di tempo di troppo ed il vino può perdere il suo sapore e divenire stanco. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Invecchiato in bottiglia</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Questo è un altro di quei termini di vinificazione che voi trovate sulle retroetichette della bottiglie. Significa semplicemente che il vino è stato invecchiato in bottiglia per lasciarlo maturare e sviluppare. Molte cantine invecchiano il loro vino in bottiglia da poche settimane a molti anni. I vini di alta qualità, specialmente i rossi, una volta acquistati dal consumatore, possono necessitare di ancora un po’ di invecchiamento, mentre la maggior parte dei vini comuni sono fatti per essere bevuti entro poco tempo dopo la loro messa in commercio.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>IPM</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Acronimo per Integrated Pest Management.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Jeroboam</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Bottiglia molto grande di vino o di Champagne, più grande di una Magnum, ma più piccola di una Rehoboam. Ci sono due formati a seconda della bevanda: una Jeroboam di vino contiene 4,5 litri o 6 bottiglie normali, mentre una Jeroboam di Champagne (conosciuta anche come doppia magnum) contiene 3 litri o quattro bottiglie normali. Detto per inciso, Jeroboam fu il re della Palestina settentrionale intorno al 900 a.C.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Kabinett </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La prima e più basilare classificazione di Prädikat tedesco, basato sul livello di zucchero contenuto nel mosto. Sebbene questi livelli siano diversi secondo la regione ed i vitigni, i vini Kabinett sono generalmente più secchi, più delicati e meno cari degli altri livelli di vini Prädikat. Dunque se volete un Riesling tedesco secco, cercate la dizione Kabinett sull’etichetta.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Kir</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ un aperitivo molto rinfrescante che consiste di vino bianco secco mescolato ad una piccola quantità di crème de cassis, un liquore dolce a base di ribes nero. Per fare un “kir royale”, sostituite il vino con dello Champagne. La bevanda prende il nome da Félix Kir (1876-1968), che fu sindaco della città francese di Digione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Leggero</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Leggero si riferisce alla struttura, al peso, al colore e/o alla percentuale di alcol di un vino (ogni vino sotto il 12% di alcol viene considerato leggero). Un Cabernet Sauvignon ricco, pieno di corpo è tutto fuorché leggero, mentre un Pinot Noir tende ad essere più leggero nel corpo e più basso in contenuto alcolico. Un buon esempio di vino rosso leggero è il Beaujolais nouveau. Comunque, se un vino non è stato costruito per essere leggero, questo termine viene usato nel significato di scialbo o debole.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Legnoso</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Se un vino rosso viene lasciato fermentare o macerare troppo a lungo con i raspi, può acquistare un sapore ed un aroma abbastanza spiacevoli (come se voi masticate un raspo d’uva). I raspi sono carichi di tannino, che non è necessariamente una cattiva cosa, ma troppo contatto con i raspi causerà un vino legnoso, duramente astringente e secco. Un vino può anche avere aromi e sapori che vi ricordano il legno (come se masticaste uno stuzzicadenti). Un aroma legnoso di questo genere normalmente implica che il vino è stato invecchiato troppo ed ha preso questi sapori legnosi dalla botte di rovere.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Lieviti</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Detto semplicemente, i lieviti sono ciò che trasforma il mosto in vino. I microrganismi unicellulari che sono naturalmente presenti sulla buccia degli acini, convertono lo zucchero dell&#8217;uva in alcol in un processo chiamato fermentazione. Molti enologi, comunque, preferiscono controllare la fermentazione, aggiungendo lieviti selezionati, che sono più facili da controllare e da prevedere. I lieviti impartiscono inoltre al vino un carattere unico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Limpidezza</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel gergo enologico la limpidezza si riferisce al livello di pulizia di un vino. Quando è in bottiglia o nel bicchiere, il vino deve essere sempre pulito e privo di sedimenti. Il termine usato per descrivere un vino cristallino è “brillante” o “lucente”. L’opposto (e ciò che voi non desiderate) è un vino il cui livello di limpidezza è leggermente velato, velato o torbido.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Lunghezza, lungo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Se, quando sorseggiate un vino, i suoi sapori evocano una risposta positiva da tutti i vari punti di controllo del gusto nella vostra bocca e continua ad indugiare gradevolmente nella vostra bocca anche dopo che lo avete inghiottito, si dice che il vino ha lunghezza o ha un finale o un retrogusto “lungo”. Questo è uno dei migliori complimenti che si possono fare ad un vino e la lunghezza è un segno sicuro che state bevendo della roba di prima qualità.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Lussureggiante, ridondante</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nessun significato nascosto qui. Un vino lussureggiante è uno che ha abbondanza di frutto, corpo e voluttuosità. Pieno, ricco, maturo, morbido, importante sono tutte caratteristiche di un vino lussureggiante. Può esse usato anche per indicare un vino da dessert o una “muffa nobile” che ha un lato livello di residuo zuccherino.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Macerazione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il termine enologico macerazione sta a significare il periodo nel processo di fermentazione durante il quale il succo d’uva dei vini rossi resta a contatto con bucce e raspi. Lo scopo è di lasciare che l’alcol naturale del vino funzioni come solvente per trarre colore, tannino ed aroma dalle bucce dell’uva. La macerazione normalmente ha luogo in enormi contenitori sigillati e la lunghezza del processo varia con il tipo o il modo di fare il vino, la temperatura durante la fermentazione e le condizioni delle uve. Quando la macerazione continua oltre il processo di fermentazione, ciò viene fatto per intensificare il colore e l’aroma di un vino e per ammorbidire i tannini più ruvidi e normalmente finisce dopo 30 giorni (macerazione prolungata).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Macerazione carbonica</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La macerazione carbonica è un tipo di processo di fermentazione ad acino intero, nel quale grappoli interi di uve rosse non pressate vengono ammucchiati in contenitori riempiti di anidride carbonica (per escludere l’indesiderato ossigeno). I contenitori vengono poi sigillati e le uve sono lasciate fermentare da sole nelle loro proprie bucce. Il risultato tipico è un vino di colore brillante, semplice, fruttato, poco tannico, che dev’essere bevuto giovane e non dev’essere conservato troppo a lungo. Il procedimento di macerazione carbonica guadagnò fama nel Beaujolais, ma è anche eseguito in Italia, Spagna ed Australia.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Madeira</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Madeira è allo stesso tempo un tipo di vino fortificato e un’isola sub-tropicale non lontana dalle coste del Nord Africa, dove appunto il Madeira viene fatto. Il Madeira comincia come un vino bianco e dopo essere riscaldato per un minimo di 3 mesi in “estufas” (stanze calde), esso prende un colore ambrato ed un sapore assolutamente unico di caramello bruciato. Perché viene riscaldato? Bene, facciamo un passo indietro nel XVII secolo. Si scoprì allora che il vino di Madeira migliorava veramente se veniva tenuto nelle caldissime stive delle navi da carico che attraversavano l’equatore. Da allora in poi, il vino di Madeira viene riscaldato nei tini a più di 38° C per permettere agli zuccheri di caramellizzarsi. Il risultato è un indistruttibile vino ad alto contenuto alcolico, che può durare oltre la vostra vita. I tagli standard di Madeira sono fatti principalmente con un vitigno locale chiamato Tinta Negra Mole, mentre le riserve di più alta qualità e i Madeira d’annata vengono fatti con uno dei quattro vitigni nobili tradizionalmente usati per fare i Madeira (Sercial, Verdelho, Bual e Malmsey, elencati in ordine ascendente di dolcezza). Tutti e quattro questi nobili vitigni furono distrutti dalla fillossera alla fine del XIX secolo e sono stati ripiantati lentamente sull’isola con una spesa considerevole. I Madeira di qualità più bassa sono usati per la maggior parte per cucinare, ma i pezzi buoni, le annate prima della fillossera dal 1795 fino al 1920, sono trattati ed acquistati dai collezionisti fino a 300$ la bottiglia. Nonostante che l’isola di Madeira sia una provincia del Portogallo, gli inglesi hanno commercializzato ed esportato I suoi vini per secoli.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Maderizzato</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ un termine usato in degustazione per vini che si sono rovinati per ossidazione, per surriscaldamento e/o per un invecchiamento troppo prolungato. I vini maderizzati tendono ad essere di color ambra e ad avere un sapore dolciastro simile a quello dei vini fortificati di Madeira (da qui il nome).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Magnum </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il formato grande più comune di una bottiglia di vino che voi potete trovare in commercio. Contiene il doppio di vino di una bottiglia normale (1,5 litri). E’ realmente preferibile da usare per invecchiare vini di alta qualità, perché una bottiglia di vino più larga fa invecchiare il vino più lentamente, permettendogli di sviluppare un carattere più complesso. Inoltre solo alcuni vini spumanti fatti con il metodo champenoise sono fermentati in bottiglie di formato magnum, mentre normalmente queste bottiglie di grosso formato sono riempite con vini fermentati altrove, con un risultato che non può essere (ovviamente) altrettanto buono.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> <b>Magro</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un vino che ha alta acidità, poco fruttato e corpo limitato viene definito “magro” (che in enologia come nella vita è l’opposto di grasso). E’ un guaio comune ai vini fatti con uve coltivate in climi freddi, dal momento che le uve stesse non tendono a maturare pienamente in queste condizioni. Altre cause includono i vigneti troppo spuntati, troppo umidi o che ricevono poca insolazione. Qualche vino, del resto, viene intenzionalmente fatto magro (in particolare i vini spumanti secchi) e sono preferiti da coloro che amano i vini austeri ed acidi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">(Fonte: © FISAR - <a href="http://www.fisar.com/"><b>www.fisar.com</b></a>)</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nota Applicativa Glossario N.39 – Glossario sensoriale per valutazione qualità prodotti alimentari</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 10:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Note App. Glossari]]></category>
		<category><![CDATA[Note Applic.]]></category>

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		<description><![CDATA[Lista di alcuni descrittori sensoriali impiegati nella valutazione della qualità dei prodotti agroalimentari. I descrittori sensoriali della qualità di un determinato prodotto possono e devono essere definiti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><img alt="AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative" src="http://www.aroundlabnews.com/it/wp-content/uploads/2013/07/AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative.jpg" width="600" height="100" /></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Lista di alcuni descrittori sensoriali impiegati nella valutazione della qualità dei prodotti agroalimentari.</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">I descrittori sensoriali della qualità di un determinato prodotto possono e devono essere definiti e compresi univocamente all’interno di un  panel. Per la costituzione di quest’ultimo è quindi fondamentale la fase di addestramento volta a far sperimentare ai panellisti i principali descrittori sensoriali, relativi al prodotto in esame, che ne individuano il profilo e ne  determinano l’accettabilità. Infatti, a parte l&#8217;aspetto visivo, ad esempio, per le  ciliegie sono importanti la dolcezza, la succosità, l’aroma, per i biscotti la croccantezza e la friabilità, per la carne è la tenerezza il fattore maggiormente legato al suo gradimento.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Descrittori sensoriali e relative definizioni:</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Dolce</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Gusto fondamentale percepibile prevalentemente sulla punta della lingua caratteristico degli zuccheri (es. saccarosio).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Salato</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Gusto fondamentale percepibile  prevalentemente sulla punta della lingua e nelle zone laterali immediatamente circostanti caratteristico del cloruro di sodio.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Acido</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Gusto fondamentale percepibile  prevalentemente ai lati della lingua caratteristico degli acidi organici (es. acido citrico, aceto, acido lattico).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Amaro</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Gusto fondamentale percepibile prevalentemente alla base della lingua stimolato da alcune sostanze (es. caffeina o chinina).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Umami</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sensazione orale stimolata dal glutammato monosodico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Retrogusto</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Complesso di sensazioni percepite una volta scomparso lo stimolo dalla bocca, distinte da quelle previamente percepite.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Persistenza</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Permanenza della percezione gustativa dopo la deglutizione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Agro</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sensazione olfatto-gustativa stimolata da alcuni fattori in rapporto con il processo di fermentazione (es. acetica o lattica) di un prodotto alimentare.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Odore</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sensazione percepita dall&#8217;organo olfattivo quando si inspirano determinate sostanze volatili.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Aroma</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sensazioni gradevoli percepite dall&#8217;organo olfattivo per via indiretta all&#8217;assaggio di un alimento.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Flavour</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Insieme delle sensazioni aromatiche e gustative percepite nella cavità orale durante la masticazione e influenzate da effetti tattili, termici e cinestetici.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Astringente</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sensazione tattile indotta chimicamente, caratterizzata da contrazione delle gengive, impressione di secchezza e rugosità sulla lingua, netta diminuzione della salivazione. E&#8217; una sensazione &#8220;allappante&#8221; che si manifesta comunemente mangiando frutti poco maturi (es. i tannini del cachi e della prugna).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Piccante</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sensazione tattile pungente (pizzicore) nella cavità boccale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Consistenza</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sensazione tattile misurata al morso con gli incisivi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Durezza</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Attributo meccanico relativo alla resistenza che oppone un alimento alla compressione tra i molari all’inizio della deformazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Tenerezza</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Attributo tattile  inversamente proporzionale alla forza richiesta per comprimere un alimento tra i molari.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Gommosità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Attributo meccanico relativo alla velocità con cui un alimento si disintegra tra i molari.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Masticabilità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Attributo meccanico relativo al numero di masticazioni necessarie per ridurre un alimento ad una consistenza tale da permettere la deglutizione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Elasticità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Attributo meccanico relativo all’attitudine di un alimento a riacquistare la forma e le dimensioni iniziali tolta la pressione della masticazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Friabilità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Attributo meccanico relativo all’attitudine del prodotto a generare numerosi frammenti all’inizio della masticazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Deformabilità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Attributo meccanico relativo all’attitudine del prodotto a deformarsi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Coesione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Attributo meccanico relativo all’entità della deformazione prima della rottura durante la masticazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Adesività</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Attributo meccanico relativo al lavoro necessario con la lingua per staccare un alimento incollato al palato e ai denti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Viscosità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Attributo meccanico relativo alla forza necessaria per aspirare un liquido da un cucchiaio in bocca.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Croccantezza</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sensazione di resistenza alla masticazione, che cede bruscamente, fornendo piacevoli sensazioni uditive.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Fibrosità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Attributo geometrico relativo alla percezione di particelle di consistenza e forma diversa dal resto della massa durante la masticazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Succosità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Attributo tattile che esprime il grado di percezione in bocca dell’umidità, rilasciata dal campione, quando viene sottoposto a pressione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Collosità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Grado di adesione del prodotto ai denti durante la masticazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Solubilità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sensazione che si sviluppa quando l’alimento fonde molto rapidamente nella saliva.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;">Riferimenti Bibliografici</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Caratterizzazione sensoriale delle produzioni a denominazione di origine. Quaderni della ricerca Regione Lombardia n. 86 – giugno 2008.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Documento COI/ T.20/ Doc. n. 4 del  18 giugno 1987 relativo all&#8217;analisi sensoriale  dell&#8217;olio di oliva.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Lavanchy P, Bérodier F, Zannoni M, Noël Y, Adamo C, Squella J, Herrero L.. Guida per la valutazione sensoriale della struttura dei formaggi a pasta dura e semidura. Institut National de la Recherche Agronomique, INRA Editore, Parigi 1994.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Lawless H.T., Heymann H., Sensory Evaluation of Food: Principles and Practices, Chapman and Hall, New York, 1998.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Meilgaard M., Civille G. V., Carr B.T., Sensory Evaluation Tecniques, 3rd Edition, CRC Press, Boca Raton (FL), 1999.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Norme ISO 5492, Sensory Analysis &#8211; Vocabolary, 2008.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Porretta S., Analisi Sensoriale &amp; Consumer Science, Chiriotti editori, Pinerolo, 2000.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"> Fonte: <a href="http://www.gustosalutequalita.it/it/attivita-ibimet/analisi-sensoriale/glossario">http://www.gustosalutequalita.it/it/attivita-ibimet/analisi-sensoriale/glossario</a></span></p>
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		<title>Nota Applicativa Glossario N.38 – GLOSSARIO Agenti biologici</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 10:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Accuratezza Grado di accordo tra il risultato di una misura ed il valore di riferimento accettato del misurando. Aerobio Organismo (batterio) che ricava la propria energia (sintetizza [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><img alt="AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative" src="http://www.aroundlabnews.com/it/wp-content/uploads/2013/07/AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative.jpg" width="600" height="100" /></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Accuratezza</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Grado di accordo tra il risultato di una misura ed il valore di riferimento accettato del misurando.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Aerobio</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Organismo (batterio) che ricava la propria energia (sintetizza l’ATP che gli è necessario) attraverso l’ossidazione di composti chimici ed utilizza a questo scopo l’O<sub>2</sub> atmosferico che funziona da accettore finale di idrogeno o meglio di elettroni.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Microrganismo che vive e si sviluppa in presenza di O<sub>2</sub> libero ed aria</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Anaerobio</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Organismo che si procura energia usando accettori di elettroni diversi dall’O<sub>2 </sub>quali sostanze inorganiche (solfati, nitrati) o attraverso le fermentazioni (che si svolgono in assenza di ossigeno e che si servono di composti organici quali accettori finali).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Microrganismo che vive e si sviluppa in assenza di O<sub>2</sub> libero ed aria<b> </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Asporigeno</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Organismo non in grado di trasformarsi in spora, tipica forma di resistenza che consente di sopportare condizioni di difficile sopravvivenza.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Aerosol</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Dispersione di solidi o liquidi in un ambiente gassoso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Agar</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Polisaccaride complesso, estratto dalle alghe rosse, utilizzato nella pratica analitica microbiologica come substrato di crescita di batteri, miceti, ecc. Ha una temperatura di fusione di circa 100°C ed una temperatura di solidificazione di 44°C (passa dallo stato di sol a quello di gel).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ciò consente di effettuare incubazioni alla temperatura più idonea per i diversi generi e specie di microrganismi di interesse diagnostico da determinare.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Normalmente viene impiegato in sospensione acquosa all’1,5-2%.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">L’agar risulta inoltre del tutto inerte, e pertanto privo di qualunque interazione con le colture microbiche che supporta. Tale proprietà lo rende particolarmente adatto per l’impiego di cui sopra. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Agente biologico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Qualsiasi microrganismo, anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni. (D.Lgs. 626/94-titolo VIII capo I, art. 74) </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Agente chimico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Qualsiasi elemento chimico e/o prodotto, da soli o in miscela come si trovano in natura o come vengono originati da un’attività lavorativa, sia che siano prodotti intenzionanalmente oppure no, sia che siano immessi sul mercato oppure no.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Allergene</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sostanza di diversa natura, innocua per la maggior parte degli organismi, ma che in alcuni soggetti è in grado di indurre reazioni allergiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Anticorpo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Cellula del sistema immunitario che ha il compito di “difendere” l’organismo da vari tipi di insulti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Struttura molecolare di natura proteica (immunoglobulina) formata da un organismo in risposta ad un antigene, con il quale reagisce in modo specifico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Anticorpo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Si tratta di un particolare costituente del siero, con le caratteristiche delle immunoglobuline, che viene prodotto quando sostanze eterogenee provviste di peculiari requisiti (i cosiddetti antigeni) penetrano in un organismo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Antigene</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Qualsiasi sostanza diversa dal proprio protoplasma che, se introdotta nell’organismo, scatena la produzione di anticorpi</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sostanza che, introdotta in un organismo vivente (vertebrato) di natura diversa, stimola la produzione di un anticorpo specifico</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nella grande maggioranza dei casi, gli antigeni sono strutture di natura proteica: talvolta anche polisaccaridi possono indurre la produzione di anticorpi (deve comunque trattarsi di macromolecole con un peso molecolare superiore a 10.000.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Qualsiasi sostanza diversa dal proprio protoplasma che, se introdotta in un organismo vivente, stimola la produzione di anticorpi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nella grande maggioranza dei casi, gli antigeni sono strutture di natura proteica, talvolta però anche i polisaccaridi possono indurre la produzione di anticorpi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b> </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Batterio</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Organismo unicellulare procariota, metabolicamente attivo, nella maggior parte dei casi capace di vita propria, la cui dimensione può raggiungere qualche decina di micrometri. Normalmente è in grado di moltiplicarsi per scissione binaria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Batteriofago</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Agente virale il cui ciclo vitale si sviluppa in una specifica cellula batterica ospite.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Bioaerosol</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tipologia particolare di aerosol nel quale la dispersione nel gas è costituita da agenti biologici.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Campionatore</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Apparecchiatura per il prelievo di inquinanti aerodispersi. Permette di regolare il flusso di prelievo e di misurare il volume di aria prelevata. Può essere destinato a prelievi di inquinanti chimici o biologici.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il campionatore per agenti biologici permette di campionare i microrganismi presenti in ambiente indoor o outdoor attraverso l’impatto su di un terreno di coltura appositamente preparato.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Campionatore ad impatto ortogonale</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Campionatore per agenti biologici nel quale la collisione fra i microrganismi e la superficie solida avviene in modo perpendicolare alla superficie stessa.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Campionatore ad impatto tangenziale</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Campionatore per agenti biologici nel quale la collisione fra i microrganismi e la superficie solida avviene in modo tangenziale alla superficie stessa.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Capsula Petri (piastra)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Apposito supporto, per lo più di materiale plastico monouso sterile, di diametro variabile, in cui può essere stratificato un substrato di crescita agarizzato, allo scopo di ottenere in modo pratico e razionale colture microbiche.<b> </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Carica microbica</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Concentrazione di microrganismi rilevata in un determinato substrato, attraverso il conteggio diretto delle cellule microbiche in grado di differenziare colonie su terreni colturali agarizzati, o per mezzo di valutazioni statistiche riferentesi a sviluppi microbici in terreni liquidi (criterio M.P.N. –Most Probable Number-).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Cellula</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">l&#8217;unità fondamentale della vita di tutti gli esseri viventi (con esclusione dei virus): è il più piccolo aggregato di materia vivente in grado di avere e mantenere una vita propria. La forma della cellula è legata allo stato di aggregazione e alla sua funzione: esistono cellule sferoidali, ma la massima parte delle cellule assume forme più varie in seguito alle spinte meccaniche e alla pressione delle cellule contigue.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Clostridi solfito-riduttori</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Gruppo di batteri anaerobi sporigeni Gram-positivi, riconducibili al genere <i>Clostridium</i>, normalmente presenti sia a livello ambientale che nell’intestino dell’uomo e degli animali.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Le loro spore possono permanere per periodi anche molto lunghi in substrati poveri di sostanze nutritizie, quali l’acqua, e costituire pertanto utili indicatori di contaminazione remota, anche in assenza di coliformi ed enterococchi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Coliformi</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Gruppo di batteri Gram-negativi, aerobi o anaerobi facoltativi, non sporigeni, in grado di fermentare il lattosio, tipicamente diffusi nell’intestino umano ed animale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Con la eccezione della specie <i>Escherichia coli</i>, generalmente i coliformi possono adattarsi a sopravvivere a livello ambientale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Coliformi fecali</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Coliformi in grado di svilupparsi e di mantenere le medesime proprietà biochimiche sia a 37 °C sia a 44 °C.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Coltura cellulare</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il risultato della crescita in vitro di cellule derivate da organismi pluricellulari .(D.Lgs. 626/94-titolo VIII capo I, art. 74).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Compensazione della portata</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Correzione del valore di portata impostato in modo che tale valore rimanga costante al variare delle perdite di carico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Contaminazione microbica</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Condizione per la quale, in un determinato substrato, oltre alla microflora propria del medesimo (autoctona o endogena), è presente una microflora di derivazione esterna, ambientale o umana (alloctona o “di contaminazione”), che comunque non appare riconducibile alla ecologia microbica del substrato stesso.<b> </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b> </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Dose infettante</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Numero di microrganismi necessari per indurre, sperimentalmente o accidentalmente, l’infezione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La capacità infettante di un microrganismo, misurata nell’animale da esperimento, viene generalmente espressa come DI 50.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Dose infettante 50</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Indica il numero di microrganismi necessari per causare un’infezione oggettivabile nel 50% degli animali sottoposti a contagio sperimentale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Enterococchi</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Gruppo di batteri Gram-positivi, aerobi o anaerobi facoltativi, tipicamente diffusi nell’intestino dell’uomo e degli animali a sangue caldo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Catalasi-negativi, sono in grado di svilupparsi a 45 °C e di idrolizzare la esculina.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">A livello ambientale non risultano normalmente in grado di moltiplicarsi, ma possono sopravvivere per tempi maggiormente prolungati rispetto ad <i>Escherichia coli</i>: in virtù di ciò, la loro presenza nel mezzo idrico, anche in assenza di <i>E. coli</i>, viene considerato un indice attendibile di contaminazione fecale, prevalentemente di origine animale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b><i>Escherichia coli</i></b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Specie di batteri Gram-negativi, aerobi o anaerobi facoltativi, tipicamente diffusi nell’intestino dell’uomo e degli animali a sangue caldo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sono in grado di fermentare lattosio e mannitolo, con produzione di acido e gas, oltre che di produrre indolo dal triptofano e di idrolizzare il 4-metil-umbelliferil-β-D-glucuronide, sempre ad una temperatura di 44 °C.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Non si moltiplicano a livello ambientale, ove la loro capacità di sopravvivenza è limitata, per cui la loro presenza in una matrice di tale derivazione è indice di recenti episodi di contaminazione fecale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Esposizione biologica</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Quantità di un agente biologico che raggiunge l’organismo umano, di norma espressa in termini di concentrazione dell’agente, durata e frequenza.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b> </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Flambare</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine correntemente utilizzato nella pratica analitica microbiologica per indicare l’azione con cui, in occasione di prelievi di campioni da sottoporre a prova o nel corso della attività di laboratorio, si portano a contatto con la fiamma utensili (ad esempio pinze metalliche) oppure vetreria (matracci o bottiglie in corrispondenza delle rispettive imboccature) allo scopo di ottenerne una sia pur empirica sterilizzazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Funghi</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">organismi viventi aventi le seguenti caratteristiche:</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">- Completa mancanza di tessuti differenziati e di elementi conduttori</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">- Sistema riproduttivo attraverso elementi detti spore (e non attraverso uno stadio embrionale come avviene per Animali e Piante)</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Al regno dei Fungi in senso stretto appartengono decine di migliaia di organismi, da molto semplici (unicellulari) a più complessi, pluricellulari, con struttura vegetativa organizzata in cellule filamentose dette ife, le quali si sviluppano all&#8217;interno del substrato di crescita a formare un reticolo intrecciato detto micelio.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>IA  (Indice di Amplificazione)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ dato dal rapporto fra IGCM indoor e IGCM outdoor (IGCM indoor / IGCM outdoor). E’ indice della capacità del sistema di ventilazione di abbattere la carica batterica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>ICM  (Indice di contaminazione da batteri mesofili)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ dato dal rapporto fra le concentrazioni di batteri mesofili e quella di batteri psicrofili ( UFC/m<sup>3 </sup>37°C / UFC/m<sup>3 </sup>20°C).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Indica la prevalenza relativa dei batteri di origine antropica oppure ambientale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>IGCM  (Indice globale di contaminazione microbica)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nasce dalla somma delle concentrazioni di batteri mesofili, psicrofili, muffe e lieviti (UFC/m<sup>3</sup> 37°C +UFC/m<sup>3</sup> 20°C + UFC/m<sup>3</sup> muffe e lieviti). Indica il livello di contaminazione batterica di un ambiente di vita o di lavoro; il valore di IGCM permette di attribuire una classe di contaminazione che varia da molto bassa ad alta. Quando la classe di contaminazione è superiore ad intermedia si valutano i valori di ICM ed IA.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Impinger</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sistema di prelievo per aeriformi, che consente l’adsorbimento della sostanza ricercata in una soluzione liquida a seguito di gorgogliamento.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Incertezza di misura</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Parametro che caratterizza la dispersione dei valori di una misura e definisce un intervallo entro il quale una larga frazione della distribuzione dei risultati potrebbe, ragionevolmente, essere attribuita al misurando.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Incubazione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Periodo di esposizione di una coltura microbica ad una temperatura controllata, per ottenerne lo sviluppo o la rivivificazione. Normalmente è effettuata per mezzo di termostati (ad aria o ad acqua).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Inoculo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Trasferimento di una ridotta carica microbica in un substrato favorevole per ottenerne un consistente sviluppo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Lieviti</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">I lieviti sono un gruppo di funghi, formati da un unico tipo di cellula eucariota di forma ellittica o sferica. Sono state catalogate più di mille specie di lieviti. La maggior parte dei lieviti appartengono al gruppo degli Ascomiceti. Un piccolo numero di lieviti, come la Candida albicans, possono causare infezioni nell’uomo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Linee guida</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Documento operativo contenente informazioni per la gestione di un particolare problema; ad esempio gli orientamenti necessari per l’effettuazione di un campionamento in un determinato ambiente (ad es: linee guida ISPESL ’99 per le sale operatorie) e le concentrazioni da ritenersi accettabili per i vari punti campionati.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Linfocita</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Cellula presente nel sangue che costituisce il fondamentale mediatore della risposta immunitaria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Si differenzia da una cellula staminale linfatica- immunoblasto- che diventa linfoblasto e poi linfocita.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Esistono due popolazioni di linfociti e più precisamente:</span></p>
<p><i style="font-size: 16px;">- Linfociti B(</i><span style="font-size: 16px;">da bone marrow = midollo osseo o borsa) dai quali dipende l’immunità umorale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Rappresentano circa il 30% del totale, vivono pochi giorni, sono i precursori delle plasmacellule e si trovano nel punto di congiungimento corticomidollare dei linfonodi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">- <i>Linfociti T </i>(da timo).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Costituiscono<i> </i>circa il 65-80% del totale e sono responsabili dell’immunità mediata da cellule. Hanno vita lunga, dell’ordine di mesi o anni, e colonizzano nelle zone paracorticali dove .si moltiplicano sempre come linfociti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La popolazione di linfociti T dipende dalla presenza del timo funzionante ed, in generale, una deficienza del sistema dei linfociti T si manifesta come difetto della immunità a mediazione cellulare.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ stato però dimostrato che ambedue le popolazioni linfocitarie sono necessarie per la risposta immunitaria, in altre parole i linfociti T oltre a determinare l’immunità di tipo cellulare intervengono anche in quella umorale (cellule helper).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>LOD  (Limit of detection)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">In campo microbiologico è rappresentato dal numero di particelle per porzione analitica dove la probabilità di un risulato negativo è uguale a 5%. Il calcolo secondo la distribuzione Poisson indica che tale numero di particelle è 3.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>LOQ  (Limit of quantitation)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">In campo analitico è rappresentato usualmente dal valore ottenuto moltiplicando per 10 lo scarto tipo del risultato ottenuto.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Lipopolisaccaride (LPS)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Importante componente della parete cellulare dei batteri Gram-negativi. Costituito da un lipide complesso (lipide A) e da un polisaccaride composto da una parte centrale e da una serie terminale di unità ripetute.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il polisaccaride rappresenta l’antigene di superficie della cellula batterica (antigene O), mentre alla componente lipidica è associata la tossicità tipica (endotossina, liberata quando la cellula subisce una azione di lisi).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Membrana in gelatina</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tipo di supporto utilizzato per l’esecuzioni di particolari monitoraggi biologici.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Micelio</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il micelio o tallo fungino è costituito dall’insieme delle ife (strurrure tubulari semplici o ramificate) che in parte penetrano nel terreno a dare il micelio vegetativo, che assorbe le sostanze nutritizie, in parte si sviluppano al di sopra della superficie formando il micelio aereo (o riproduttivo) che reca le strutture riproduttive. Le forme più evolute dispongono di strutture pluricellulari con ife settate.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">In genere ogni cellula del micelio è avvolta da una parete (o tunica) che si continua con quella della cellula vicina.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Miceti </b>o funghi</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Microrganismi eucariotici, ubiquitari, che a volte danno luogo ad organizzazioni pluricellulari di notevole grandezza. Abbondano nel suolo, nelle acque, nella vegetazione e possono altresì determinare manifestazioni patologiche a carico di vegetali, animali (zoofili) e anche nell’uomo (antropofili).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sono chemiosintetici, eterotrofi ed immobili. Presentano parete rigida, chiamata tunica, composta da chitina. Il corpo di qualsiasi micete è denominato tallo ed è costituito da filamenti di tipo tubulare –ife-il cui diametro è sempre maggiore ad 1 micron</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Si riproducono per spore generalmente asessuate (solo in qualche caso si assiste a fenomeni tipicamente sessuali).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Miceti (o funghi)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Con tale termine si indica una molteplicità di organismi eucariotici, eterotrofi, ubiquitari, con cellule dotate di nucleo ben definito e privi di materiale fotosintetico (clorofilla). Diversi generi possono dar luogo alla formazione di spore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Comprendono i lieviti (organismi unicellulari) e le muffe (organismi pluricellulari e filamentosi).</span><span style="font-size: 16px;">                                                                                                                       </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Microrganismo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Qualsiasi entità microbiologica, cellulare o meno, in grado di riprodursi o trasferire materiale genetico (D.Lgs. 626/94-titolo VIII capo I, art. 74).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Microrganismi mesofili</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Microrganismi la cui temperatura ottimale di sviluppo si colloca tra i 20 ed i 45 °C.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Microrganismi psicrofili</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Microrganismi la cui temperatura ottimale di sviluppo risulta inferiore ai 20  °C.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Microrganismi termofili</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Microrganismi la cui temperatura ottimale di sviluppo risulta superiore ai 45 °C.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Misurando</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Grandezza particolare sottoposta a misura</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Muffe</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Le muffe sono micro-organismi appartenenti al regno vegetale. Durante la crescita producono le spore, di forma sferica e dimensioni molto piccole (assai simili a pollini), che si disperdono nell&#8217;aria durante il periodo di sporulazione (principalmente in estate e autunno) e causano i sintomi allergici. Le muffe possono crescere sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno delle abitazioni.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">All&#8217;interno si trovano principalmente su alimenti non adeguatamente conservati, su indumenti di lana, su pareti e pavimenti umidi, su carta da parati, sul terriccio e le foglie di piante ornamentali, nei sistemi di condizionamento d&#8217;aria, negli umidificatori, nei frigoriferi, in particolare intorno alle guarnizioni di chiusura dello sportello. All&#8217;esterno delle abitazioni si trovano principalmente sul suolo e su materiale organico in decomposizione (frutta, legno, cereali, foglie ecc.). Possono trovarsi in grandi quantità in particolari ambienti di lavoro come caseifici, salumifici, cartiere, stalle, silos, magazzini, vivai e serre, e nelle industrie farmaceutiche. Le condizioni ottimali per il loro sviluppo sono date da una temperatura compresa tra i 18° e i 40°C e un&#8217;umidità compresa tra il 75% ed il 95%. Nel nostro paese la muffa più allergizzante è l&#8217;Alternaria, seguita da Cladosporium, Aspergillus, Epicoccum e Penicillium<b>.</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>OEL  (Occupational Exposure Limits)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Lista di valori limite di esposizione pubblicata dallo SCOEL (Scientific Comittee for Occupational Exposure Limits), organismo scientifico dell’Unione Europea.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Parassita</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Essere vivente che vive e si accresce a spese di un altro. In genere l’organismo parassita è sempre più piccolo di quello ospite.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il parassitismo è una forma di simbiosi che può verificarsi anche tra due specie batteriche.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Patogeno</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Organismo (specie microbica) in grado di determinare malattia nell’uomo e negli altri esseri viventi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Possiede ben sviluppate capacità che gli permettono di invadere l’ospite e di provocare in esso la malattia infettiva.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Patogenicità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Proprietà per cui un microrganismo può esplicare una azione lesiva nell’organismo umano. Tale azione si sviluppa attraverso la sintesi o liberazione di sostanze tossiche (tossicità) o conseguentemente alla capacità di penetrare nei tessuti, moltiplicarsi e diffondersi anche ad altri organi o tessuti (invasività).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Piastra da contatto (“contact plate”)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Particolare tipo di capsula Petri che, in virtù di una specifica conformazione, consente di portare direttamente a contatto il terreno agarizzato in essa contenuto con una superficie dalla quale si intenda effettuare un prelievo per prove microbiologiche.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 16px;">Portata</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Volume di fluido che attraversa una determinata sezione nell’unità di tempo; riferita al campionamento definisce la quantità di aria prelevata nell’unità di tempo.</span><span style="font-size: 16px;"><b> </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Precisione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Grado di accordo tra i risultati di test indipendenti ottenuti con un procedimento di analisi in condizioni ben specificate.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b> </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Ripetibilità.</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Precisione in condizioni secondo cui i risultati indipendenti sono ottenuti con lo stesso metodo, sugli stessi campioni, nello stesso laboratorio, con lo stesso operatore, usando la stessa apparecchiatura entro brevi intervalli di tempo</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Riproducibilità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Precisione in condizioni secondo cui i risultati indipendenti sono ottenuti con lo stesso metodo, sugli stessi campioni, in laboratori diversi, con diversi operatori e diverse apparecchiature.</span><span style="font-size: 16px;"><b> </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Rischio</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Combinazione fattoriale fra la probabilità che si verifichi un evento avverso e la gravità del danno provocato dall’evento.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">R= P X G</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Combinazione della probabilità di un evento avverso e delle sue conseguenze sull’uomo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Rischio biologico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Rischio connesso alla azione di agenti biologici, la cui presenza può essere nota e/o dovuta ad azioni volontarie, oppure sconosciuta e legata a fattori accidentali e/o non preventivabili.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Probabilità di un effetto avverso sull’uomo come conseguenza di una determinata esposizione ad un agente biologico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Salmonella</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Genere di batteri Gram-negativi, aerobi o anaerobi facoltativi, non sporigeni e con cellule di forma bastoncellare.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Non sono in grado di fermentare il lattosio e risultano ossidasi-negativi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sono tra i più comuni agenti eziologici di forme intestinali nell’uomo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Scostamento (bias)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Differenza tra la media dei risultati analitici ottenuti in condizione di ripetibilità e il valore di riferimento accettato.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Slides (Divora)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Spora batterica (endospora)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Forma di resistenza a condizioni sfavorevoli in cui determinati generi batterici possono trasformarsi quando si trovino in condizioni di esaurimento nutritivo, e che si libera nella fase in cui la cellula madre subisce un processo di autolisi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La spora è, di fatto, una cellula in fase non attiva, altamente resistente al disseccamento, al calore ed agli agenti chimici.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Quando si ripristinano condizioni favorevoli per lo sviluppo dei germi in questione, la spora può germinare e dare nuovamente origine ad una cellula vegetativa.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sporigeno</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Organismo in grado di dar luogo alla formazione di spore. A livello batterico evidenziano tale capacità il genere <i>Clostridium</i> (anaerobio obbligato), il genere <i>Bacillus</i> (aerobio obbligato) ed il genere <i>Sporosarcina</i> (Gram-positivo con cellule di forma coccoide).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Stripes (Divora)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sviluppo microbico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Evidenziazione di popolazioni microbiche, che può essere ottenuta sia su terreni colturali agarizzati, con differenziazione di colonie, sia in terreni liquidi, con comparsa di una caratteristica torbidità ed eventuale viraggio di colore del substrato stesso.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Tampone</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Dispositivo sterile di raccolta, atossico e non inibente la crescita dei microrganismi campionati, formato da una specifica matrice di idonee dimensioni, montato su un applicatore (da UNI EN ISO 14698-1)</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Terreno agarizzato</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Substrato di crescita specifico per i microrganismi, costituito da agar , contenente:</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">base minerale<b> (</b>tutti quei nutrienti che possono essere somministrati ad un qualsiasi microrganismo in forma inorganica ) </span><span style="font-size: 16px;">sorgente di energia, di carbonio, di azoto, fosforo, di zolfo </span><span style="font-size: 16px;">qualsiasi altro fattore di crescita richiesto.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">I terreni possono essere nutritivi, selettivi o selettivi e differenziali.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b> </b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Terreno di coltura</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Miscela di diversi componenti, naturali o di sintesi, formulata per permettere la crescita dei microrganismi al di fuori del loro habitat originale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Substrato in grado di supportare la crescita microbica essendovi, nella propria composizione, tutti i fattori a tal fine necessari (fonti di carbonio e azoto, donatori ed accettori di idrogeno, minerali, fattori specifici di crescita).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Può essere utilizzato allo stato liquido o addizionato di agar per ottenerne la solidificazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">In funzione della tipologia di microrganismi per i quali risulta adatto, può essere classificato come terreno di coltura completo, minimo, selettivo, differenziale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Terreno liquido o brodo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Semplice soluzione in acqua di componenti nutritivi essenziali per lo sviluppo microbico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>TLV  (Threshold Limit Value)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Lista di valori limite pubblicata annualmente dalla ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists). Vengono indicati valori TWA (Time Weighted Average, riferiti ad esposizioni professionali di 8 ore per 5 giorni alla settimana), STEL (Short Term Exposure Limit, riferiti ad esposizioni di breve durata) e CEILING (valore limite che non deve mai essere superato).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Unità formante colonia (UFC)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine correntemente in uso per indicare il numero di cellule microbiche rilevate in un conteggio effettuato su terreno colturale agarizzato.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La norma UNI ENV ISO 13843:2003 sconsiglia tuttavia l’utilizzo di tale termine, rilevando al riguardo che una colonia può originarsi non solo da una singola cellula, ma anche da un aggregato di cellule e non risulta pertanto corretto considerare rigidamente una corrispondenza tra numero di colonie osservate e numero di cellule presenti sul substrato.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il riferimento a termini quali: unità di crescita, particella vitale, germe, appare più rispondente alla realtà, oltre che maggiormente adatto non solo a conteggi su piastra, ma anche a prove condotte con il criterio M.P.N.).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Unità vitale-VU</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Una o più particelle vitali contate come singola unità.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Valore limite</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Concentrazione di riferimento di un agente chimico o biologico in aria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Valore limite di soglia</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Concentrazione di sostanze contaminanti alla quale si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa essere esposta senza effetti negativi per la salute. Le liste di valori limite sono promulgate da diversi organismi scientifici internazionali.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Valore guida</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Concentrazione di agenti chimici o biologici a cui si deve tendere in quanto raggiungibile con l’utilizzo delle migliori tecnologie possibili (BAT) e per la quale non è nota l’insorgenza di effetti avversi alla salute.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Virus</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Parassita endocellulare obbligato, costituito da una molecola di acido nucleico (DNA o RNA), racchiuso in un involucro proteico (capside). L’intera unità infettiva viene definita virione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Volume di aspirazione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Quantità di aria aspirata durante le operazioni di campionamento; viene in genere indicato a condizioni normalizzate di pressione e temperatura.</span></p>
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		<title>Nota Applicativa Glossario N.37 – GLOSSARIO TERMINI TECNICI UTILIZZATI NELLE NORME ISO 14644-1-2-3-4-5</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2014 10:02:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Note App. Glossari]]></category>
		<category><![CDATA[Note Applic.]]></category>

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		<description><![CDATA[Zona critica di processo ( process core) inteso come la frontiera in cui accadono le interazioni tra processo ed ambiente, (area o zona critica). Cliente ( customer) [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><img alt="AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative" src="http://www.aroundlabnews.com/it/wp-content/uploads/2013/07/AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative.jpg" width="600" height="100" /></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Zona critica di processo</b> ( process core) inteso come la frontiera in cui accadono le interazioni tra processo ed ambiente, (area o zona critica).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Cliente </b>( customer) inteso sia come organizazione che come agente, responsabile per la specificazione dei requisiti delle camere o delle zone a contaminazione controllata.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Fornitore </b>(  supplier) inteso come organizzazione incaricata di soddisfare i requisiti specificati delle camere o delle zone a contaminazione controllata.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Livello di contaminazione </b>( cleanliness) inteso come condizione  di un prodotto, superfice, dispositivo, gas fluido etc  con un definito livello di contaminazione. NOTA: la contaminazione può essere da particelle, biologica, molecolare o di altra consistenza.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Istruzioni per le ispezioni sulla costruzione </b>( commissioning) intese come una serie documentata e pianificata  di ispezioni, aggiustamenti, e prove funzionali effettuate sistematicamente per porre ogni componente della installazione e l’installazione nella corretta operatività tecnica, come da specifiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Contaminante </b>( contaminant) inteso come ogni particella, molecola, non particella e entità  biologica che può avere effetti negativi sul prodotto o sul processo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Avviamento </b>( start-up) inteso come l’insieme di azioni per preparare e porre una installazione in servizio, inclusi tutti i sistemi.ESEMPIO: i sistemi possono includere  le procedure, i corsi di istruzione, le infrastrutture, i servizi di supporto e gli incarichi al personale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Dispositivo di accesso (</b>access device) inteso come un dispositivo per la manipolazione di un processo, attrezzo o prodotto all’interno di uno spazio confinato</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Livello di azione </b>( action level) inteso come valori  impostati dall’utilizzatore nel contesto di un ambiente controllato. NOTA: quando i livelli di azione sono superati è necessario una immediata verifica così come una investigazione con conseguente  azione correttiva</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Aerosol di prova </b>( aerosol challenge) inteso sia come aerosol per eseguire la misura della penetrazione di un sistema filtrante o di un filtro che di una sospensione di particelle. Quando l’integrità di un sistema filtrante o di un singolo filtro è eseguita per mezzo di un fotometro la concentrazione di particelle con predefinita distribuzione dei diametri  viene espressa in termini di massa per unità di volume di gas.Quando la integrità dei filtri è misurata per mezzo di un Contatore di Particelle Discreto tale concentrazione è espressa in termini di numero di particelle di dato diametro  per unità di volume di gas.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Fotometro per aerosol </b>(aerosol photometer) inteso come un indicatore della concentrazione della massa delle particelle aeroportate  utilizzante la luce diffusa all’interno di una camera ottica per effettuare la misura.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Ricambi orari </b> ( air exchange rate) <b> </b>espresso come ricambi per unità di tempo ( R ) e calcolato facendo il rapporto fra la portata di aria totale entrante in un dato ambiente  ed il volume dell’ambiente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Particella aeroportata </b>( Airborne particle) intesa come un oggetto, comunque complesso, che può essere vitale o non vitale, solida o liquida. Le particelle con una dimenzione di soglia ( diametro equivalente) compreso tra 0,1 e 5 micrometri, estremi compresi, sono normalmente misurate per certificare la classe di contaminazione nelle cleanroom o nelle zone pulite. Le particelle minori di 0,1 micrometro, denominate ultrafini, sono misurate per definire il descrittore U. Le particelle maggiori di 5 micrometri, denominate macroparticelle, sono misurate per definire il descrittore M.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Bussola di isolamento </b> (Air lock) intesa come una camera od un area intermedia, normalmente ventilata ed usata al fine di minimizzare il trasferimento di contaminazione aeroportata da un’area ad un’altra.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Livello di allerta </b>(Alert level)<b> </b>inteso come livello<b> </b>impostato dall’utilizzatore per i parametri ambientali,  tenuti sotto controllo che indica una potenzialmente pericolosa variazione dalle condizioni normali (pre allarme). Quando tali livelli sono superati è necessario effettuare una ricerca  per assicurare che il processo e l’ambiente sia sotto controllo. Questa definizione si applica anche nel caso della biocontaminazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Campionamento non isocinetico </b>(Anisokinetic sampling) inteso come condizione di campionamento nella quale la velocità dell’aria nella sezione di ingresso  della sonda di prelievo è significativamente differente dalla velocità media del flusso unidirezionale nella stessa posizione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Come costruito  </b>( As built) intesa come condizione di installazione completata, con tutti i servizi connessi e funzionanti, ma priva degli equipaggiamenti produttivi, dei materiali e del personale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>A riposo </b>(At rest) intesa come condizione di installazione completata e funzionante anche negli equipaggiamenti produttivi, operante con modalità definite in accordo tra fornitore ed utilizzatore, ma senza personale presente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Percorso di verifica </b>( Audit trail) inteso come un insieme di documenti collegati tra di loro, che permettono il riconoscimento di informazioni collegate</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Portata media di aria </b>( average airflow rate) intesa come quantità di aria per unità di tempo mediata sulla sezione trasversale al flusso, utilizzata per calcolare i ricircoli in una camera o zona a contaminazione controllata, misurata im m3/h</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Rumore di fondo </b>(Background noise count ) inteso come conteggio prodotto da un contatore discreto di particelle dovuto a rumore esterno od interno quando non vi sono particelle.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Barriera </b>(Barrier) intesa come mezzo impiegato per realizzare una separazione in senso fisico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Barriera tecnica </b>intesa come tecnica impiegata per realizzare un elemento di separazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Bioaerosol </b>( Bioareosol) inteso come aerosol polidisperso di particelle biologicamente attive in un mezzo gassoso . L’attività biologica delle particelle in questo caso è strettamente intesa nel senso del danno biologico che esse possono arrecare e quindi la dizione si riferisce sia alla presenza di tossine, sostanze allergeniche, prodotti biologicamente attivi che di microoganismi (PFC).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Camera a contaminazione biologica controllata  </b>( Biocleanroom) intesa come camera a contaminazione controllata usata per prodotti e processi che sono sensibili alla contaminazione biologica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Biocontaminazione </b>(Biocontamination) intesa come contaminazione di materiali, dispositivi, individui, superfici, liquidi, gas o aria causata da particelle biologicamente attive (PFC).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Biofilm </b>(Biofilm) inteso come comunità biologica aderente ad una superfice. I biofilm si formano preferenzialmente sulle superfici bagnate delle camere, degli equipaggiamenti e dei macchinari nei quali viene manipolata materia organica in condizioni di non controllo della contaminazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Velocità di contenimento </b>( breach velocity) intesa come quella velocità  che origina una portata di aria in una apertura sufficiente a impedire il movimento di particelle in senso contrario al flusso</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Impattore a cascata  </b>(Cascade impactor) inteso come un dispositivo di collezionamento di particelle di un aerosol utilizzante il principio dell’impatto su di una serie di superfici di collezionamento. Ogni successiva superficie di impatto è esposta ad un flusso di aerosol a velocità maggiore di quella precedente, questo permette il collezionamento di particelle via via più piccole.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Spogliatoio </b>(Changing room)  camera  dove il personale può cambiarsi d’abito prima di entrare, o quando esce, da  un ambiente a contaminazione controllata.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Classificazione </b>( Classification) inteso come livello di contaminazione da particolato aeroportato applicabile ad un ambiente o zona a contaminazione controllata espresso in termini di “ISO classe N” che rappresenta la massima concentrazione permessa ( in particelle per metro cubico di aria) per le particelle della dimensione considerata. Nota 1: Le concentrazioni sono determinate utilizzando la equazione “1” del punto 3.2 della ISO14644-1.NOTA2: La classificazione in accordo con questo standard è limitata all’intervallo compreso tra la ISO classe 1 fino alla ISO classe9. NOTA3: Le dimensioni considerabili per le particelle (minimo valore di soglia) applicabili per la classificazione in accordo con questo standard internazionale devono essere comprese nell’intervallo 0.1 – 5 micron. La contaminazione dell’aria può essere descritta e specificata, ma non classificata, in termini di descrittore “U” o “M” se si considerano particelle aventi dimensioni al di fuori dell’intervallo considerato per la classificazione.NOTA 4: numeri di classificazione ISO intermedi possono essere definiti, con la limitazione che il più piccolo incremento permesso è di 0.1. In questo modo le classi ISO possono essere estese dalla classe 1.1 fino alla 8.9. NOTA 5: La classificazione può essere specificata in ognuno dei tre stati occupazionali.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Dispositivo di ventilazione a contaminazione controllata </b>( clean air device) inteso come dispositivo fisso per il trattamento e la pulizia dell’aria al fine di raggiungere definite condizioni ambientali.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Cappa a contaminazione controllata </b>( Clean air hood) intesa come zona separata ad uso industriale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Zona a contaminazione controllata</b> ( clean zone) intesa come uno spazio dedicato nel quale la concentrazione di particolato aeroportato è tenuta sotto controllo e che è costruita ed usata in modo tale da minimizzare la introduzione, la generazione e la ritenzione di particolato all’interno di essa. All’interno di essa, se necessario, altri parametri ritenuti rilevanti, quali temperatura, umidità e pressione, possono essere tenuti sotto controllo. In generale queste zone possono essere sia aperte che chiuse e non necessariamente allocate all’interno di una camera a contaminazione controllata.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Pulizia</b> (cleaning)  intesa come azione di rimozione e dissoluzione o dispersione dello sporco da una superfice. NOTA. La pulizia può essere effettuata per mezzo di uno o più mezzi: ad azione fisico-chimica (detergenti); ad azione chimica ( p.e. soda caustica); ad azione biochimica ( enzimi); fisica ( forze di tagli causate da spazzolatura). L’efficienza di pulizia è anche dipendente dalla temperatura e dalla durata della applicazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Camera a contaminazione controllata- Camera bianca </b>(Cleanroom) camera nella quale la concentrazione di particolato aeroportato è controllata e che è costruita ed usata in modo da minimizzare la introduzione, la ritenzione e generazione di particelle all’interno della camera e nella quale altri parametri rilevanti, quali temperatura umidità e pressione, sono controllati come necessario.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Diametro mediano delle particelle </b>( Count of median particle diameter –CMD-) è il diametro mediano  basato sul numero delle particelle. Dato un conteggio di particelle discriminate in funzione delle dimensioni, il diametro mediano è quel diametro per il quale il numero di particelle di dimensioni minori è uguale al numero di particelle aventi dimensioni maggiori.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Contatore di nuclei di condensazione </b>( Condensation nucleus counter – CNC-) Strumento nel quale le particelle ultra fini vengono aumentate in dimensione utilizzando la condensazione sulle medesime di un vapore in condizioni di sovrasaturazione al fine di poterle conteggiare per mezzo di un contatore ottico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Dispositivo di contatto </b>(Contact device) Contenitore di speciale disegno contenente un appropiato e sterile terreno di cultura avente una superficie accessibile da utilizzare nel campionamento delle superfici.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Piastra di contatto </b>(Contact plate) Dispositivo di contatto dove il contenitore è un disco rigido</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Contenimento </b>( Containment) insieme di barriere, contenitori etc. che determinano un elevato grado di separazionetra tra operatori e operazioni</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Contaminante  </b>( Contaminant) inteso come ogni particella, molecola, non particella o entità biologica che può avere effetti deleteri sul prodotto o sul processo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Continuo-i </b>(Continuos) inteso come dati che vengono forniti con continuità. Es.: monitoraggio continuo</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Punto di controllo </b>( Control point) inteso come punto di un ambiente controllato nel quale si effettuano i controlli microbiologici e nel quale il rischio di biocontaminazione può essere prevenuto, eliminato o ridotto a livelli accettabili</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Ambiente controllato </b>( Controlled environment) inteso come zona delimitata nella quale le sorgenti di contaminazione sono controllate con mezzi specifici.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Azione correttiva</b> ( Corrective action) indica l’azione che deve essere fatta nel caso in cui i risultati del monitoraggio biologico indicano un superamento dei livelli di allerta o di azione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Efficienza di conteggio </b>( Counting efficiency) intesa come il rapporto tra la concentrazione  misurata di particelle di una data dimensione o intervallo di dimensioni e la concentrazione dichiarata per dette particelle.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Panca di passaggio </b>( Cross-over bench) Attrezzatura utilizzata come aiuto per cambiare gli abiti da camera bianca finalizzata a creare una barriera al trasporto della contaminazione del pavimento.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Raggruppamento dati </b>( Data stratification) riarrangiamento dei dati eseguito in modo tale da poter meglio evidenziare e comprendere le linee di tendenza o le deviazioni.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Decontaminazione </b>(Decontamination) intesa come riduzione della materia indesiderata fino a livelli definiti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Conteggio di particelle per sedimentazione </b>( Deposited particle count) inteso come conteggio del numero per unità di superficie, con relativa misura delle dimensioni, delle particelle depositate sopra un piatto od altra superficie di collezionamento posizionata all’interno di una installazione per un tempo definito. ( Fall-out)</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Perdita definita </b>(Designed leak) Intesa come la massima penetrazione permessa attraverso una fuga  rilevabile con un test a scansione di una installazione con un contatore discreto o un fotometro.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Analizzatore di mobilità differenziale </b>( Differential mobility analyzer – DMA-) Sistema di misura della distribuzione delle dimensioni delle particelle basato sulla mobilità elettrica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Elemento di batteria a diffusione </b>(Diffusion battery element)  Componente di un dispositivo multiplo di rimozione, in funzione delle dimensioni, delle piccole particelle da un aerosol utilizzante il meccanismo della diffusione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sistema di diluizione </b>( Dilution system) Dispositivo nel quale un aerosol è mescolato con un gas di diluizione privo di particelle, in rapporto volumetrico noto,  allo scopo di ridurne la concentrazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Tempo di scarica </b>( Disharging time) Inteso come il tempo necessario per ridurre il potenziale di un campione conduttivo di controllo al suo iniziale valore di carica</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Contatore di particelle discreto </b>(Discrete particle counter – DPC-) Strumento di misura in grado di mostrare e registrare il conteggio in funzione delle dimensioni delle particelle separate contenute in un dato volume di aria</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Disinfezione </b>(Disinfection) Viene intesa come rimozione, distruzione, o disattivazione dei microorganismi in un oggetto o su di una superficie.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Efficienza </b>(Efficiency) Intesa come efficienza di pulizia, di disinfezione, o di processi comprendenti queste azioni anche in combinazione, espressa come logaritmo in base 10 del rapporto della quantità iniziale e della quantità finale anche se espresse per mezzo di concentrazione di  traccianti. Si indica con E. L’efficienza è un numero adimensionale che indica la dimunuzione dell’ordine di grandezza.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Stima </b>(Estimate) Intesa come valore dato da un perito come risultato di una valutazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Valutazione </b>(Estimation) Intesa come operazione di assegnare, dall’osservazione di un campione, i valori numerici dei parametri della distribuzione statistica presa a riferimento per il campione in oggetto.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Falso conteggio</b> (False count) Vedere conteggio di fondo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Fibra </b>(Fibre) intesa come particella avente il rapporto lunghezza/larghezza maggiore o uguale a 10</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Filtro finale </b>( Final filter) Viene inteso come un dispositivo di collezionamento del particolato sospeso in aria, usualmente costituito con un mezzo fibroso di grande superficie sigillato su di un telaio rigido, caratterizzato dalla sua minima efficienza di collezionamento per le particelle sub microniche utilizzato come ultimo elemento di filtrazione prima che l’aria entri in una camera bianca.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Misuratore di portata</b> ( flowhood with flowmeter) dispositivo costruito in modo tale da misurare direttamente la portata totale di aria emessa da un filtro terminale o da un diffusore in una installazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Ripetitivo </b>( frequent) evento che accade ad intervalli non superiori ai 60 minuti durante le operazioni.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Gauntlet </b>( gauntlet) guanti in un solo pezzo che ricoprono interamente le braccia</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Guanti </b> (glove) componente di un dispositivo di accesso che determina una effettiva barriera permettendo alle mani di un operatore di entrare nel volume circoscritto di una apparecchiatura di separazione</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Scatola a guanti </b>(glove box) specifica apparecchiatura industriale di separazione</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Portella per guanti </b>( glove port)  posto di connessione per guanti, maniche o gauntlets</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sistema guanto manica</b> ( glove sleeve system) dispositivo di accesso multi componente che mantiene una effettiva barriera  rendendo nel mentre possibile la sostituzione della manica connettendo il polsino e il guanto</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Mezzo scafandro </b>(half suit) dispositivo di accesso che mantiene una effettiva barriera pur permettendo alla testa, al tronco ed alle braccia di un operatore di entrare nel volume circoscritto di una apparecchiatura di segregazione</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Fattore di Rischio </b>( hazard) Viene inteso come un elemento o fattore biologico, chimico o fisico che esercita una azione avversa nei confronti degli individui, dell’ambiente , del processo o del prodotto.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Tasso di perdita orario ,Tf </b> (hourly leak rate) Inteso come rapporto tra la perdita oraria (F) ed il volume circoscritto di una apparecchiatura di separazione (V) funzionante a condizioni normali</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Campionatore ad impatto </b>( impact sampler) Dispositivo progettato per collezionare le particelle vitali contenute nell’aria o in altro gas, per mezzo della collisione con una superficie solida.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Gorgogliatore </b>(impingement sampler) Dispositivo progettato per collezionare particelle vitali contenute nell’aria od in altro gas attraverso collisioni con un mezzo di cultura liquido e conseguente cattura.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><strong>I</strong><b>nstallazione</b> (installation)  intesa come l’insieme costituito da una camera od una o più zone a contaminazione controllata , i relativi impianti di trattamento aria, elettrici, strutture associate, servizi e fluidi necessari.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sitema filtrante </b>( installed filter system)  Insieme composto dal filtro, dalla griglia od altro apparato meccanico, installato nel soffitto, nelle pareti, negli apparati o nei condotti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Campionamento isoassiale </b>( iso-axial sampling) Condizione di campionamento nella quale la velocità dell’aria  in ingresso sulla sonda ha la stessa direzione del flusso unidirezionale che viene campionato</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Campionamento isocinetico </b>( isokinetic sampling) condizione di campionamento nella quale la velocità media dell’aria entrante nella sonda è uguale alla velocità media del flusso unidirezionale che viene campionato nella locazione di campionamento</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Isolatore </b>(isolator) specifica apparecchiatura di segregazione industriale</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Perdita ( di sistema filtrante) </b>(leak of air filter system) penetrazione di contaminanti superiore al valore atteso per la concentrazione di uscita a causa di perdita di integrità o difetti</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Perdita ( apparecchiatura di segregazione) </b>(leak of separative enclousure) Difetto evidenziato dalla variazione di pressione interna di una apparecchiatura non causata da variazione di pressione atmosferica</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Prova di tenuta </b>( leakage test) prova eseguita per confermare che i filtri finali sono propiamente installati verificando che vi è assenza di perdite per bypass nella installazione e che i filtri ed i dispositivi di serraggio sono privi di difetti e persite.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Contatore di particelle a diffusione di luce </b>( light scattering particle counter) Vedere Contatore ottico di particelle (OPC)</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Descrittore M </b>( M descriptor) Specificata o misurata concentrazione di macroparticelle per metro cubo di aria espressa in termini di diametro equivalente caratteristico del metodo di misura utilizzato.        Nota: questo descrittore può essere considerato anche come un limite superiore delle medie nei punti di campionamento o come un limite superiore di confidensa, dipendendo ciò dal numero di campioni nella media. Il descrittore M non può essere usato per definire una classe di contaminazione, ma esso deve essere valutato indipendentemente o congiuntamente con la classe.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Macroparticella </b>( macroparticle) Particella con un diametro equivalente superiore a 5 micron</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Diametro mediano di massa delle particelle </b>(mass median particle diameter MMD) .E’ il diametro mediano basato sulla massa delle particelle. Data una distribuzione di particelle il diametro mediano di massa la divide in due parti tali che la massa totale delle particelle più piccole di detto diametro sia pari alla massa totale delle particelle più grandi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Mini-ambiente </b>(mini-environment) specifica apparecchiatura di segregazione industriale</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Controllo programmato </b>(monitoring) osservazioni fatte per mezzo di misure pianificate eseguite secondo metodi definiti al fine di evidenziare le prestazioni di una installazione. Queste informazioni possono essere usate per individuare gli andamenti dei parametri e quindi fornire informazioni di supporto allo sviluppo dei processi</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Flusso non unidirezionale </b>(non-unidirectional airflow) Sistema di distribuzione dell’aria di ricambio in una zona pulita dove l’aria immessa si mescola per induzione con l’aria ambiente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Potenziale di carica </b>( offset voltage) E’ il potenziale elettrico al quale si carica un piatto inizialmento scarico quando esposto in un ambiente con aria ionizzata.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Operative </b>(operational) Condizione nella quale la installazione funziona nel modo specificato, con lo specificato numero di persone presenti e lavora secondo gli accordi</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Operatore </b>( operator) Persona che lavora nella cleanroom sia effettuando produzione che stilando le procedure necessarie al processo</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Contatore ottico di particelle</b> ( optical particle counter OPC)  Strumento di misura del diametro e del numero di particelle per mezzo della misura dell’intensità e del numero degli impulsi di luce diffusa</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Particella </b>(particle) Oggetto solido o liquido che, ai fini della classificazione della pulizia dell’aria, è compreso dimensionalmente in una distribuzione cumulativa che parte da una soglia limite inferiore di 0,1 micron ed arriva a 5 micron</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Concentrazione delle particelle </b>( particle concentration) Numero di particelle per unità di volume di aria</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Diametro delle particelle </b>( particle size) Diametro di una sfera che produce una risposta, in un dato strumento di misura dei diametri, equivalente a quella fornita dalla particella misurata. Nota: nel caso di contatori discreti di particelle a diffusione luminosa, viene utilizzato il diametro ottico equivalente</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Discriminatore a soglia per particelle</b> ( particle size cutoff device) Dispositivo in grado di rimuovere le particelle più piccole di un dato predefinito diametro (soglia). Normalmente utilizzato in ingresso di DPC o CNC</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Distribuzione di particelle </b>( particle size distribution) Distribuzione cumulativa delle particelle in funzione del diametro di riferimento</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Personale </b>( personnel) Insieme delle persone abilitate ad entrare, per qualsiasi motivo, in una installazione a contaminazione controllata</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Aerosol generato pneumaticamente </b>( pneumatically generated aerosol) Aerosol prodotto suddividendo un liquido in gocce per mezzo di un getto d’aria ad alta velocità. Con questo sistema si possono generare anche aerosol solidi quali quelli utilizzati per le calibrazioni dei DPC</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Prefiltro </b>(pre-filter) qualsiasi filtro installato prima di un altro con l’intendimento di ridurne l’intasamento.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Integrità alla pressione </b>(pressure integrity) Capacità di fornire una quantificabile perdita di pressione sotto ripetibili condizioni di prova</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Processo </b>(process) Insieme delle azioni, combinate o in sequenza, pianificate per conseguire un  determinato risultato</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Nocciolo di processo</b> ( process core) inteso come la frontiera in cui accadono le interazioni tra processo ed ambiente, (area o zona critica)</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Qualificazione</b> ( qualification ) Processo che dimostra se l’entità è capace di soddisfare i requisiti specificati. Per entità si deve intendere: attività o processi, prodotti, organizzazione o qualsiasi combinazione di questi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Riqualificazione </b>( requalification) esecuzione della seguenza delle prove specificate per l’installazione al fine di dimostrare la conformità con le ISO 14644-1 in accordo con la classificazione della installazione includendo anche la verifica delle predefinite condizioni di pre prova.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Risciacquo </b>( rinsing) Azione utilizzante un liquido, in genere acqua, per rimuovere, talvolta dissolvere, lo sporco</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Rischio </b>(risk) Probabilità di una dannosa consequenza di un malfunzionamento</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Zona di rischio </b>( risk zone) Spazio delimitato dove gli individui, il prodotto, i materiali ed ogni loro combinazione, sono particolarmente vulnerabili alla biocontaminazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Scansione </b>(scanning) Metodo per scoprire perdite nelle unità muovendo, con passate sovrapposte, la sonda di un fotometro o di un contatore di particelle sopra la superficie in prova.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Descrittore di separazione </b>(separation descriptor [Aa:Bb]) Abbreviazione numerica per definire la classe tra due ambienti separati da un dispositivo di segregazione. “A” indica la classe ISO interna al dispositivo valutata per particelle di diametro ”a”, “B” indica la classe ISO all’esterno  valutata per il diametro “b”.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Dispositivo di separazione</b> ( separative enclousure) Equipaggiamento utilizzante mezzi statici  o dinamici  per creare livelli assicurati di separazione tra l’interno e l’esterno di un definito volume.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Piastra di sedimentazione</b> ( settle plate ) Idoneo contenitore ( piastra di Petri) di dimenzioni appropiate, contenente un brodo di cultura sterile che viene lasciato aperto per un definito periodo di tempo per collezionare le particelle vitali sedimentate dall’aria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sporco</b> (soiling) Deposito di sostanze organiche o minerali non contenente particelle vitali.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Penetrazione nominale di una perdita </b>( standard leak penetration)  Penetrazione di una perdita che dovrebbe essere rilevata da un DPC o da un fotometro con un campione nominale di portata quando la sonda di misura è ferma sopra la perdita.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Propietà dissipativa </b>( static-dissipative property) Capacità di ridurre la carica elettrostatica della superficie di un prodotto, per conduzione od altro, a livelli specificati o al livello nominale zero.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Portata d’aria immessa </b>(supply airflow rate) Volume d’aria immesso in una installazione per mezzo dei filtri finali o dei condotti dell’aria nell’unità di tempo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Agente bloccante </b>( surface blocker) Contaminante molecolare aeroportato che causa uno strato molecolare protettivo su di una superficie</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Agente corrosivo </b>( surface corroder) Contaminante molecolare aeroportato che causa variazioni chimiche distruttive su di una superficie</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Agente modificante </b>( surface modifier) Contaminante molecolare aeroportato che modifica le caratteristiche fisiche di una superficie.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Potenziale superficiale </b>( surface voltage level) Potenziale negativo o positivo, frutto di un caricamento elettrostatico, della superficie di un prodotto come indicato da idoneo strumento</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Tampone </b>( swab) Dispositivo sterile di raccolta di microorganismi , non tossico e non inibitore della crescita dei medesimi, consistente in una specificata matrice di idonee dimensioni montata su di un applicatore</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Livello di riferimento </b>(Target level) Livello di contaminazione biologica definito dall’utilizzatore in funzione delle sue necessità</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Prova </b>(test) Procedura concordata conforme ad un metodo definito per determinare le caratteristiche funzionali di una installazione o di un suo elemento</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Aerosol di prova </b>( test aerosol) Sospensione gassosa di particelle solide o liquide con concentrazione e distribuzione delle dimenzioni conosciuta e controllata.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Generatore di aerosol di prova </b>( test aerosol generator)  Apparecchiatura capace di generare particelle di materia con una appropiata dispersione dimenzionale (  per esempio da 0,05 mm a 2 mm) con costante concentrazione.I mezzi di generazione possono essere molteplici: termici, idraulici,pneumetici, scustici od elettrostatici</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Piano di misura </b>(testing plane, measuring plane) Sezione trasversa di prova o misura delle caratteristiche funzionali quali la velocità dell’aria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Diametro di soglia </b>(threshold size) Minima dimenzione delle particelle selezionata per misurare la concentrazione cumulativa. NOTA: il DPC utilizzato deve avere approssimativamente un efficienza di conteggio compresa tra il 50 +- 20% per il diametro di soglia selezionato</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Misura del tempo di volo della particella </b>( time of flight particle measurement) determinazione del diametro ( aerodinamico) delle particelle calcolato  per mezzo di relazioni tra la velocità dell’aria e la velocità della particella nel punto di misura.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Portata totale di aria </b>( total airflow rate) Volume totale di aria che passa attraverso una sezione di una installazione per unità di tempo espresso in m3/h</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Tracciante </b>( tracer) Sostanza o microorganismo utilizzata per misurare lo sviluppo quantitativo di un substrato</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Nota 1 : </b>al fine di determinare la efficienza di un processo, i microorganismi che si sono formati all’interno di un substrato, con o senza la formazione di un biofilm, possono essere utilizzati come tracciante.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Nota 2 : </b>attività come la pulizia, il risciacquo, o le azioni biochimiche o meccaniche eliminano i substrati e i          biofilm per rimozione. Lo scopo della disinfezione è, per definizione, la distruzione o la inattivazione dei microorganismi. Può essere, conseguentemente, desiderabile misurare, all’interno della efficienza globale del processo, quale parte può essere attribuita all’azione di eliminazione ( pulizia) per distinguerla dall’azione di distruzione (disinfezione). Per questo fine possono essere scelti uno o più traccianti addizionali, sia tra quelli naturalmente presenti nel substrato o aggiunti ad esso, tali che non siano soggetti alla distruzione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Dispositivo di trasferimento </b>( tranfer device) Meccanismo per effettuare la movimentazione di materiale tra l’interno e l’esterno di un dispositivo di separazione inteso a minimizzare l’ingresso o l’uscita di materiale indesiderato.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Descrittore U </b>( U descriptor) Concentrazione misurata o specificata, espressa in particelle per metro cubo di aria, comprensiva delle particelle ultrafini. <b>NOTA: </b>il descrittore U può essere considerato come il limite superiore per le medie nelle postazioni di misura ( o come un limite di confidenza superiore, dipendendo questo dal numero di postazioni di misura utilizzate per caratterizzare la camera bianca o la zona pulita) Il descrittore U non può essere utilizzato per definire la classe di contaminazione, ma esso può essere quotato indipendentamente o in congiunzione con la classe di contaminazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Particelle ultrafini </b>( ultrafine particle) particelle aventi diametro equivalente inferiore ad un micron.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Flusso d’aria unidirezionale </b>(unidirectional airflow) Flusso d’aria che attraversa l’intera sezione trasversale di una zona pulita con velocità costante e secondo linee di flusso approssimativamente parallele. NOTA: Questo tipo di flusso d’aria genera  un trasporto diretto di particelle dalla zona pulita.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Flusso d’aria uniforme </b>( uniform airflow) Flusso unidirezionale nel quale le velocità lette punto per punto lungo le linee di flusso sono contenute all’interno di un definito intervallo percentuale della velocità media dell’aria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Validazione </b>( validation) Conferma, per mezzo di evidenze oggettive, che i requisiti per  uno specifico uso od applicazione sono stati soddisfatti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Verifica </b>( verification) Conferma, per mezzo di evidenze oggettive, che i requisiti per uno specifico uso od applicazione sono soddisfatti. NOTA:  metodi di controllo e revisione, procedure e prove, inclusi campionamenti estemporanei a analisi, possono essere usati nella verifica di un sistema formale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Particella vitale </b>(viable particle) Particella che consiste in, o supporta, uno o più microorganismi viventi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Unità vitale (UV) </b>( viable unit VU) Una o più particelle vitali che sono enumerate come una singola unità. Quando le UV sono enumerate come colonie su di un terreno di cultura è uso comune denominarle unità formanti colonia (UFC)</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Impattore virtuale </b>(Virtual impactor) Dispositivo di campionamento che separa le particelle più grandi e più piccole contenute in un aerosol dirigendo, ad alta velocità, il getto che contiene l’aerosol direttamente in un flusso a bassa velocità con la stessa direzione ed aspirando, da una parte, la maggior parte del  flusso principale, allontanandolo, con la maggior parte delle particelle più piccole al di fuori di questo flusso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Capsula di sedimentazione </b>( witness plate) Materiale sensibile alla contaminazione di area superficiale definita utilizzato al posto della valutazione diretta di una superficie specifica che è o inaccessibile o troppo sensibile per essere maneggiata. La capsula di sedimentazione deve essere posta il più vicino possibile alla superficie sulla quale la deposizione della contaminazione deve essere caratterizzata.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Conteggio zero </b>( zero count) Vedere rumore di fondo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Fonte: Ing. Leonello Sabatini ASCCA News.</span></p>
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		<title>Nota Applicativa Glossario N.36 – GLOSSARIO BUONA PRASSI DI PESATA</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2014 09:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Accuratezza &#8211; Grado di concordanza tra il risultato di una misurazione ed il valore vero del misurando. Autocalibrazione &#8211; Calibrazione automatica con l’impiego di una massa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><img alt="AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative" src="http://www.aroundlabnews.com/it/wp-content/uploads/2013/07/AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative.jpg" width="600" height="100" /></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>A</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Accuratezza &#8211; Grado di concordanza tra il risultato di una misurazione ed il valore vero del misurando.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Autocalibrazione &#8211; Calibrazione automatica con l’impiego di una massa campione esterna.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Autozero &#8211; Sistema automatico che permette l’azzeramento della bilancia senza intervento manuale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>B</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Bilancia a due piatti &#8211; Confronto di due masse gravitazionali. All’equilibrio, le due forze peso sono uguali e sono quindi uguali le quantità di materia poste sui due piatti. E’ una leva di 1° genere costituita da un giogo a bracci uguali con fulcro al centro; alla estremità del giogo sono appesi due piattelli.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Bilancia a compensazione elettromagnetica &#8211; Confronto tra una massa gravitazionale ed una forza elettromagnetica. L’azione della forza peso agente su un corpo viene bilanciata da una forza elettromagnetica generata da una corrente immersa in un campo magnetico, prodotto da un magnete permanente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Bilancia analitica &#8211; Consente di determinare la massa con l’approssimazione di 1 mg.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Bilancia idrostatica &#8211; Permette di misurare la densità relativa di un campione sia solido che liquido sfruttando il principio di Archimede secondo cui “un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del volume di fluido spostato”.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Bilancia tecnica &#8211; Consente di determinare la massa con un approssimazione massima di 0,01 grammi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>C</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Calibrazione bilance elettroniche &#8211; Operazione che consiste nel far memorizzare allo strumento il valore nominale di una massa campione pari al fondo scala dello strumento stesso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Carica elettrostatica &#8211; La presenza di elettricità statica sulla superficie del corpo da pesare può essere causa di sensibile errore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Certificato di taratura &#8211; Documento dove sono riportati ripetibilità, eccentricità del carico, scostamenti dalla linearità, incertezza espansa di taratura; temperatura, data, luogo etc.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Calibrazione esterna &#8211; Operazione di calibrazione che deve essere eseguita posizionando manualmente pesi certificati sul piattello di pesata.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Calibrazione interna &#8211; Funzione della bilancia che consente il posizionamento interno automatico sulla cella di carico di una massa di riferimento per l’autocalibrazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Certificazione &#8211; Controllo ufficiale di una bilancia che attesta che lo strumento ha soddisfatto le condizioni della certificazione in rispetto delle caratteristiche costruttive e metrologiche ed in particolare in conformità con i limiti di tolleranza della calibrazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Classe di accuratezza delle bilance &#8211; In conformità alla linee guida internazionali EC e OIML , le bilance sono classificate: Bilance ad alta capacità = IIII; bilance commerciali = III; bilance di precisione = II; bilance di alta precisione = I.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ct &#8211; Carati.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>G</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Gravità &#8211; Forza di gravità direttamente correlata all’accelerazione di gravità. Essa è in funzione della distanza che esiste tra noi ed il centro della Terra.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>I</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Indicatore di livello &#8211; Sistema utilizzato per posizionare in piano la bilancia. E’ tradizionalmente costituito da una bolla d’aria in un liquido.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">ISO &#8211; International Organisation for Standardisation.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>L</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">lb &#8211; Libra=454 grammi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">LCD &#8211; Liquid Crystal Display. Visualizzatore a cristalli liquidi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Linea a piombo &#8211; Mezzo utilizzato per mettere in piano la bilancia.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Linearità &#8211; Scostamento tra curva caratteristica reale della bilancia e la curva caratteristica ideale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>M</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Macrobilancia &#8211; Bilancia analitica per pesate comprese tra 100 e 200 g. I valori di divisione della scala di lettura sono inferiori a 10-5 della portata massima.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Massa &#8211; (m) E’ la quantità di materia che costituisce un corpo. Unità di misura è il kg campione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Microbilancia &#8211; Bilancia analitica per pesate comprese tra 3 e 50 g. I valori di divisione della scala di</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">lettura sono inferiori a 10-5 della portata massima.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Microgrammo &#8211; 10-9 kg.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Milligrammo &#8211; 10-6 kg</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>N</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Navicella di pesata &#8211; Recipiente sagomato come una piccola nave, in vetro, porcellana o plastica, per contenere il campione da pesare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>O</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">OIML &#8211; Organisation International de Metrologie Legale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Oz &#8211; Once</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ozt &#8211; Once troy &#8211; Unità di misura del settore orafo. Grammi 31,104.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>P</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Pesafiltro &#8211; Contenitore cilindrico in vetro o resina plastica, dotato di coperchio a tenuta d’aria, usato per contenere e trasferire il campione sul piattello della bilancia.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Peso certificato &#8211; Un peso che è usato per regolare la sensibilità di una bilancia.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Peso (forza peso) &#8211; E’ la forza con cui un corpo è attratto verso il centro della Terra ed è, in modulo, proporzionale alla quantità di materia che lo compone.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Peso commerciale &#8211; Peso di accuratezza limitata. Nel caso di 1 kg, il limite di tolleranza è di ± 0.4 g.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Peso netto &#8211; Il peso di un campione detratto dalla tara.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Picnometro &#8211; Recipiente in vetro di conosciuto esatto volume che serve per determinare la densità di un fluido o di piccole parti insolubili (ad esempio polveri).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Portata &#8211; E’ il carico massimo che può essere sopportato dalla bilancia senza che si verifichi alcuna interferenza con la normale capacità operativa dello strumento.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>R</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Resettaggio di stabilità &#8211; Operazione che consente di regolare la bilancia in funzione delle condizioni ambientali.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Riferibilità &#8211; Proprietà che la bilancia acquisisce quando viene sottoposta a taratura impiegando “campioni di lavoro” le cui masse sono state assegnate con riferimento a campioni riconosciuti come primari in un determinato contesto.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ripetibilità &#8211; E’ il grado di concordanza tra i risultati di successive pesate dello stesso oggetto condotte nello stesso modo, dallo stesso operatore, con la stessa bilancia, nello stesso luogo, nelle stesse condizioni di utilizzazione, entro un breve periodo di tempo. Quantitativamente è la deviazione standard calcolata sui risultati di un certo numero di pesate eseguite nelle condizioni sopra riportate.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Riproducibilità &#8211; E’ il grado di concordanza tra i risultati di pesate successive dello stesso oggetto quando le singole misurazioni siano condotte cambiando operatore, bilancia, luogo, condizioni di utilizzazione, tempo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Risoluzione &#8211; La più piccola variazione di massa capace di modificare in modo apprezzabile l’indicazione dello strumento. Nelle bilance con visualizzatore digitale rappresenta il valore di massa associato all’unità dell’ultima cifra.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>S</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sistema di bloccaggio &#8211; Sistema per proteggere la bilancia quando non in uso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sensibilità &#8211; Rapporto tra il numero di divisioni di cui si sposta l’indice e la corrispondente variazione di carico (div/mg – div/g)</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">SI &#8211; Sistema Internazionale di Unità di Misura.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">SIT &#8211; Servizio di Taratura in Italia.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">S.N.T. &#8211; Servizio Nazionale di Taratura.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Stabilizzazione &#8211; Una bilancia è in equilibrio quando, dopo aver eseguito il carico del piatto di pesata, tutte le parti mobili che sono coinvolte nel processo di pesata hanno raggiunto una posizione di equilibrio stabile.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>T</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tara elettrica &#8211; E’ il carico massimo che, elettricamente, può essere sottratto dal valore numerico indicato sul visualizzatore digitale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tara meccanica &#8211; E’ rappresentata dal carico massimo che può essere bilanciato usando masse sostitutive.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Taratura &#8211; Serie di operazioni che stabiliscono, sotto precise condizioni, la relazione tra i valori indicati dallo strumento ed i corrispondenti valori noti di masse campioni.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Temperatura di esercizio &#8211; Intervallo di temperatura in cui la bilancia fornisce risultati affidabili in accordo alle specifiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termobilancia &#8211; Bilancia tecnica dotata di sistema di essiccazione per la determinazione diretta del contenuto di umidità del campione in esame.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nota Applicativa Glossario N.35 – GLOSSARIO RADIOPROTEZIONE</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 09:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
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		<category><![CDATA[Note App. Glossari]]></category>
		<category><![CDATA[Note Applic.]]></category>

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		<description><![CDATA[A Attività – Numero di disintegrazioni dei nuclidi  entro una sostanza radioattiva che avvengono nell’unità di tempo. L’unità di misura è il Becquerel.   B Becquerel – [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><img alt="AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative" src="http://www.aroundlabnews.com/it/wp-content/uploads/2013/07/AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative.jpg" width="600" height="100" /></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">A</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Attività – Numero di disintegrazioni dei nuclidi  entro una sostanza radioattiva che avvengono nell’unità di tempo. L’unità di misura è il Becquerel.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">B</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Becquerel – Unità di misura dell’attività nel sistema SI. L’unità utilizzata anteriormente era il curie.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">C</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Contaminazione radioattiva – Contaminazione di una matrice, superficie, individuo, ambiente di vita o di lavoro prodotta da sostanze radioattive.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Decreto Legislativo N.230/95 – Decreto che regola la radioprotezione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Decontaminazione – Rimozione del materiale radioattivo dalle superfici o dalla matrice su cui si è depositato.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Direttore di struttura – Dirigente incaricato di attuare e verificare l’applicazione delle norme e procedure vigenti sulla sicurezza all’interno della propria struttura.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Dose assorbita (D) – Quantità di energia ceduta dalle radiazioni ionizzanti alla unità di massa del materiale. L’unità di misura è il gray (Gy).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Equivalente di dose – Grandezza usata in radioprotezione per esprimere la dose assorbita mediamente in un tessuto biologico, attraverso il prodotto tra la dose assorbita D ed il valore di pericolosità della radiazione incidente. L’unità di misura della dose equivalente è il sievert Sv.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Emivita o tempo di dimezzamento – Vi sono 3 tipi di emivite caratteristiche di ogni radionuclide: emivita fisica = tempo richiesto da una sostanza radioattiva per perdere il 50% della sua attività di decadimento radioattivo</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">emivita biologica = intervallo di tempo in cui l’attività del radionuclide incorporato considerato si riduce  alla metà in un certo comportamento per effetto dei processi di rinnovo e ricambio</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">emivita effettiva = tempo richiesto da un nuclide radioattivo presente nell’organismo per ridursi del 50%, attraverso l’azione combinata del decadimento radioattivo e della normale escrezione corporea.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Esperto Qualificato – Persona che possiede le cognizioni e l’addestramento necessari sia per effettuare misurazioni, esami, verifiche o valutazioni di carattere fisico, tecnico, radiotossicologico e per assicurare il corretto funzionamento dei dispositivi di protezione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Esposizione (irradiazione) – Qualsiasi esposizione di persone a radiazioni ionizzanti. Densità di ionizzazione in aria, dovuta ai raggi X o Gamma. L’unità di misura attuale è il coulomb per chilogrammo. L’unità utilizzata anteriormente era il roentgen.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">G</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Gray – Unità di misura della dose assorbita nel sistema SI. L’unità utilizzata anteriormente era il rad.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">I</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Incorporazione (assunzione) – Contaminazione interna, a seguito della quale sostanze radioattive partecipano al metabolismo dell’organismo o a processi organici.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">L</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Limiti di dose – Limiti fissati per le dosi riguardanti l’esposizione dei lavoratori esposti per le attività alle quali si applicano le disposizioni del D.Lgs N.230/95.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Lavoratore -  Vedi operatore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">M</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Medico competente –  Medico in possesso della specializzazione in medicina del lavoro o equipollente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">N</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nuclide – Specie atomica definita dal numero atomico (Z) che individua le proprietà chimiche, dal numero di massa e dallo stato energetico del nucleo, che definisce le proprietà radiogene.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">O</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Operatore – Lavoratore che opera all’interno del laboratorio.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">P</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Preposto – Soggetto incaricato dal Direttore della struttura di sovrintendere alle attività che comportano  l‘uso di sorgenti di radiazioni ionizzanti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">R</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Radioattività – Fenomeno di disintegrazione  spontanea di un nuclide, con una emissione di una particella corpuscolare o di un fotone o di entrambi e che comporti la formazione di un nuovo nuclide.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Radiotossicità – Tossicità dovuta alle radiazioni ionizzanti  emesse da un radionuclide introdotto e dai suoi prodotti di decadimento. I radionuclidi sno suddivisi in 4 gruppi di radiotossicità.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Responsabile di Laboratorio – Persona che co-ordina o dirige le attività che si svolgono in uno specifico laboratorio.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Rifiuto radioattivo – Qualsiasi materia radioattiva, ancorché contenuta in apparecchiature o dispositivi in genere, di cui non è previsto il riutilizzo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">S</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sievert (Sv)- Unità di misura dell’equivalente di dose nel sistema SI. L’unità di misura utilizzata anteriormente era il rem.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sorgente di radiazione – Apparecchio generatore di radiazioni ionizzanti dei quali, ai fini della radioprotezione, non si può trascurare l’attività o la concentrazione di radionuclidi o l’emissione di radiazioni.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Spessore equivalente – Spessore di un determinato materiale che, impiegato come schermo, riduce l’intensità della radiazione del 50%.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Z – Zona classificata – Ambiente di lavoro sottoposto a regolamentazione per motivi di protezione contro le radiazioni ionizzanti. Le zone classificate possono essere <i>zone controllate o zone sorvegliate.</i></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nota Applicativa Glossario N.34 – GLOSSARIO  ERGONOMIA</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 09:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Note App. Glossari]]></category>
		<category><![CDATA[Note Applic.]]></category>

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		<description><![CDATA[Definizione di Ergonomia “Ergonomia” deriva dalla parole greche “ergon” (lavoro) e “nomos” (legge). Nella progettazione delle postazioni lavorative, il centro dell’interesse ergonomico è l’ uomo. Tutto viene  [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><img alt="AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative" src="http://www.aroundlabnews.com/it/wp-content/uploads/2013/07/AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative.jpg" width="600" height="100" /></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Definizione di Ergonomia</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">“Ergonomia” deriva dalla parole greche “ergon” (lavoro) e “nomos” (legge). Nella progettazione delle postazioni lavorative, il centro dell’interesse ergonomico è l’ uomo. Tutto viene  studiato e progettato in funzione dei suoi limiti e delle caratteristiche “naturali”, delle sue capacità fisiche e psichiche e delle esigenze e bisogni che si manifestano in relazione alla tipologia del lavoro svolto in relazione ad uno  specifico contesto ed a precisi obiettivi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il ruolo primario nell’ergonomia viene svolto contemporaneamente da numerosi fattori che includono la postura e movimento corporeo (posizione eretta, sollevamento, etc., fattori ambientali (rumore, vibrazioni, etc.), informazioni ed operazioni, organizzazione del lavoro (lavori ripetitivi e monotoni).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">A.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Abduzione – Movimento attivo o passivo d’allontanamento di un segmento del corpo dalla parte mediana del corpo o dal segmento del corpo cui è collegato. Movimento opposto all’adduzione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Abilità – Capacità dell’utente di svolgere l’azione richiesta in modo completo e soddisfacente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Acustica – Branca della scienza che ha come obiettivo lo studio del suono, le sue proprietà ed i suoi meccanismi di produzione, propagazione e ricezione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Adduzione – Movimento attivo o passivo che permette l’avvicinamento di un segmento del corpo (esempio gamba) all’asse mediano del corpo stesso od alla parte di questo cui è collegato. Movimento contrario all’abduzione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Affaticamento – Indebolimento che si manifesta in seguito a sforzo eccessivo, sofferenza, disagio fisico o psichico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Affidabilità – Certezza di corretto funzionamento che un impianto, un apparecchio od un dispositivo possono dare in base alle loro caratteristiche tecniche e di fabbricazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Allergia – Malattia che, in persone predisposte si manifesta al contatto con alcune sostanze; può essere una malattia della pelle (dermatite da contatto), una malattia respiratoria (asma, rinite).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Analisi delle posture a rischio – Metodo utilizzato per definire il rischio delle diverse posture assunte secondo criteri precisati, ad esempio prevede la valutazione dei carichi articolari.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Angolo visivo – Angolo sotteso da due linee che hanno origine nell’occhio dell’osservatore, ciascuna delle quali raggiunge una estremità dell’oggetto.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Antropometria – Letteralmente significa la misurazione dell’uomo. Essa è pertanto la scienza che si occupa dei procedimenti di misura dei caratteri misurabili del corpo mano (statura, peso, lunghezza arti).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Articolazione – Punto di congiunzione tra due o più ossa, in genere finalizzata ad assicurare il movimento.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Audiometria – Esame con cui si misura l’udito di una persona. Permette di vedere se un lavoratore ha o sta sviluppando un’ipoacusia.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Automazione – Tecnica che prevede la sostituzione della macchina all’uomo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Autonomia – Capacità di relazionarsi direttamente con l’ambiente e di portare a compimento le attività richieste senza bisogno di aiuto esterno. Libertà di azione dell’operatore nel decidere come eseguire un compito.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Avvertenza – Istruzione fornita all’utente ai fini della scurezza.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Azione correttiva – Azione intrapresa per eliminare le cause di esistenti non conformità, difetti od altre situazioni non desiderate con lo scopo di prevenirne il ripetersi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Azione pericolosa – Azione che il lavoratore compie di sua volontà e possibile causa di infortuni; tale tipo di azione è attribuibile al fattore umano (disattenzione, fretta, disordine).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Azione preventiva – Azione intrapresa per eliminare le cause di potenziali non conformità, difetti od altre situazioni indesiderate con lo scopo di prevenirne il verificarsi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">B.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Benessere – Stato armonico di salute fisica, psichica e relazionale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Bilancio termico – Risultato della differenza tra calore prodotto od accumulato dall’organismo e calore dissipato nell’ambiente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Biomeccanica – Parte della biologia che studia l’influenza delle leggi meccaniche sui fenomeni vitali nell’applicazione della meccanica alla biologia e medicina.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">C</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Caloria – Unità di misura delle quantità di calorie. Una caloria è la quantità di calore necessaria per portare 1 grammo di acqua da 14,5°C a 15,5°C alla pressione atmosferica normale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Campione – Gruppo di oggetti o elementi statisticamente rappresentativi della popolazione da cui derivano.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Campo visivo – Regione dello spazio esterno in cui l’occhio, quando è in posizione fissa,può vedere gli oggetti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Caratteristica ergonomica – Termine usato per descrivere gli aspetti di un prodotto in grado di influenzare il benessere psicofisico od il piacere di chi usa gli oggetti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Carpo – Insieme di 8 irregolari ossicini che articolandosi da un lato con le ossa dell’avambraccio e dall’altro con il metacarpo, costituiscono l’articolazione del polso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Certificato di Conformità – Documento emesso secondo regole di un sistema di certificazione, il quale  indica che un determinato prodotto è conforme ad una specifica norma o ad altro documento normativo</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Certificazione – Procedura in base alla quale un organismo di certificazione attesta per iscritto che un prodotto è conforme ai requisiti specificati nella normativa.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Cibernetica – Scienza che studia i sistemi di controllo e comunicazione sia meccanici che naturali.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ciclo di lavoro – Sequenza completa di operazioni elementari necessarie a svolgere una specifica attività od un compito particolare.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Confort – Stato fisiologico di benessere generale in cui l’individuo esprime soddisfazione per l’ambiente che lo circonda.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Compito lavorativo – Attività di lavoro finalizzata all’ottenimento di un risultato specifico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Compito di vigilanza – Compito in cui l’operatore deve monitorare un processo per un periodo di tempo relativamente lungo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Condizione pericolosa – Causa possibile di infortuni dovuta all’ambiente, a difetti di materiale o macchine nell’ambito dei quali e con i quali il lavoratore opera; si tratta di un fattore indipendente dalla volontà dell’operatore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">D</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Danno biologico – Menomazione dell’integrità psicofisica della persona.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Decibel – Unità di misura del livello dell’intensità energetica del suono, pari alla decima parte del bel.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Deviazione radiale – Curvatura della mano all’altezza del pollice.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Deviazione ulnare – Curvatura della mano all’altezza del polso in direzione del mignolo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Distanza di protezione – Valore minimo stabilito dalla norma, delle distanze misurate orizzontalmente tra il perimetro in pianta e ciascun elemento pericoloso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Disturbo muscolo scheletrico – Patologia che ritrova la sua causa nella degenerazione dei dischi della colonna vertebrale, nell’affaticamento muscolare o nell’infiammazione delle strutture tendinee a causa dell’assunzione di posizioni inadeguate ( posizioni di lavoro fisse e mantenute per tempi prolungati o movimenti rapidi e ripetitivi delle mani). I sintomi sono senso di fastidio, dolore, rigidità che generalmente colpiscono collo, schiena, spalla, braccia, mani.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">D.L.vo N. 493/96 – Decreto che detta le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">D.L.vo N. 626/94 – Decreto la cui emanazione è stata determinante per una estensione degli ambiti di applicazione dell’ergonomia.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Documento normativo – Documento che fornisce regole, direttive o caratteristiche concernenti determinate attività od i loro risultati.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">D.P.I. – Qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Efficacia – Relazione  ottimale tra  mezzi utilizzati ed i risultati ottenuti grazie ad essi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Efficienza – Rapporto esistente tra sforzo/mezzi impiegati e risultato raggiunto; minori sono lo sforzo ed i mezzi impiegati per raggiungere l’obiettivo, maggiore è il grado di efficienza.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Emissione – Qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell’atmosfera, proveniente da un impianto che possa produrre inquinamento atmosferico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Esposizione – Contatto tra un agente chimico o fisico e il lavoratore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">F.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Fatica – Sforzo intenso e prolungato che porta all’indebolimento progressivo delle facoltà di resistenza fisiche o psichiche e ad una conseguente diminuzione della performance.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Fattore ambientale – Fattore caratterizzante un ambiente (ad es. rumore, vibrazioni, illuminazione, microclima)</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Fisiologia – DisciplinA che studia le funzioni vitali degli organismi viventi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Forza – Sforzo fisico richiesto al lavoratore per l’esecuzione delle azioni tecniche.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">G</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Guida tecnica – Documento che indica i metodi e le procedure da seguire per uniformarsi alle regoe tecniche.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">I</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Igiene posturale – Analisi delle posture a rischio nel contesto lavorativo unitamente alle misure organizzative per la riduzione del rischio stesso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Indice antropometrico – Rapporto tra due misure del corpo umano espresso in termini centesimali (ad es. indice ponderale= pesox100/statura verticale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Infortunio – Caso particolare di cattivo funzionamento del sistema uomo-macchina-ambiente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Intervento di bonifica – Intervento messo n atto per modificare un ambiente di lavoro, un impianto, una macchina al fine di renderlo meno pericoloso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">L</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Lesione dorso-lombare – Malattia e disturbi dei muscoli, delle ossa o delle articolazioni della schiena.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">M</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Malattia professionale – Malattia provocata dalle condizioni dell’ambiente di lavoro.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Marchio obbligatorio – Marchio che attesta la conformità di un prodotto, processo, servizio ad una regola tecnica (Norma obbligatoria).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Metabolismo basale – Rappresenta il minimo dispendio di energia necessario per mantenere l’organismo in vita. E’ l’energia prodotta da n individuo in completa assenza di attività muscolare.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Microclima – Insieme dei parametri ambientali che determina l’insieme degli scambi termici tra l’uomo ed un ambiente confinato.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Monitoraggio ambientale – Misura della concentrazione nell’aria dei principali inquinanti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Monitoraggio biologico – Misura della quantità di sostanza assorbita dall’organismo mediantela determinazione di indicatori biologici in campioni di urina, sangue, capelli.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">N</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Non conformità – Non soddisfacimento da parte del sistema qualità di un requisito richiesto.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Norma armonizzata – Norma elaborata da Enti Europei di normazione (CEN, CENELEC) sulla base di un mandato della Commissione delle Comunità Europee.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Norma UNI – Norma tecnica italiana emessa dall’Ente Nazionale Italiano di unificazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">O</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Oggetto ergonomico – Oggetto che consente o facilita lo svolgimento di attività in modo da non alterare l’equilibrio fisiologico e psicologico dell’essere umano.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Organo di vigilanza – Servizio dell’ ASL per controllare l’applicazione delle leggi in materia di igiene e sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">P</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Pericolo – Proprietà o qualità intrinseca di una determinata entità avente il potenziale di causare danni.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Pittogramma – Immagine grafica che rappresenta una situazione o che prescrive uno specifico comportamento.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Popolazione – Gruppo di persone, istituzioni , eventi di studio sui quali si vogliono trarre delle generalizzazioni</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Postura – Complesso di meccanismi neuro muscolari per cui i muscoli striati ricevono sempre un’innervazione subliminale atta a mantenere gli atteggiamenti corporei caratteristici della specie.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Prevenzione – Complesso delle disposizioni o misure adottate per diminuire i rischi professionali durante l’attività lavorativa.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Processo – Insieme di risorse e di attività tra loro interconnesse che trasformano egli elementi di ingresso in elementi in uscita (ISO 8402/1995).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Protezione – Serie di interventi per evitare o ridurre il rischio.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Psicometria – Valutazione e misurazione di capacità, efficienza, potenzialità, funzioni mentali e psicologiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Q</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Qualità percepibile – Qualità percepibile con i normali mezzi posseduti dal singolo quali vedere, toccare, sentire.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">R</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Rachide – Struttura portante del nostro corpo costituita da ossa (vertebre), dischi intervertebrali, muscoli e legamenti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Range – Intervallo tra due valori definiti. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Rischio – Probabilità che sia raggiunto il livello di potenziale danno nelle condizioni d impiego e/o esposizione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">S</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Scheda di sicurezza – Documento in cui è spiegato che cosa contiene il prodotto, le caratteristiche delle sostanze presenti, i possibili effetti tossici e le precauzioni da prendere.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sindrome del tunnel carpale – Compressione del nervo mediano all’altezza del carpo che determina la comparsa di disturbi sensitivi e motori, in genere associato a lavori ripetitivi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Specifica – Documento che stabilisce dei requisiti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Stress – Sindrome generale di adattamento. E’ la reazione adattiva di un organismo stimolato da situazioni esterne di svariata natura.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">T</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">TLV – Thresold Limit Values (Volori limite di soglia). Valori riportati nella tabella dell’ACGIH che corrispondono alla media ponderale nelle 8 ore giornaliere, per 40 re settimanali, per un’intera vita lavorativa.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tossicità – Capacità di un agente di provocare danni alla salute.</span></p>
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		<title>Nota Applicativa Glossario N.33 – GLOSSARIO CLEAN ROOM</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 09:47:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Note App. Glossari]]></category>
		<category><![CDATA[Note Applic.]]></category>

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		<description><![CDATA[A Aerobico Un microrganismo in grado di moltiplicarsi in presenza di ossigeno. Agrobiologia Branca della biologia che si interessa dello studio, cattura, numerazione, identificazione dei microrganismi che si [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><img alt="AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative" src="http://www.aroundlabnews.com/it/wp-content/uploads/2013/07/AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative.jpg" width="600" height="100" /></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>A</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Aerobico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un microrganismo in grado di moltiplicarsi in presenza di ossigeno.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Agrobiologia</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Branca della biologia che si interessa dello studio, cattura, numerazione, identificazione dei microrganismi che si trovano nell’aria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Aerosol</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Liquido o particelle solide sospese in un gas, generalmente aria. La nebbia è un esempio di aerosol naturale. L’aerosol contenente microrganismi è frequentemente generato in laboratorio con attività quali centrifugazione, omogeneizzazione, pipettamernto. Rappresenta un potenziale rischio biologico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Alofilo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un microrganismo capace di moltiplicarsi in presenza di alte concentrazioni di sale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Ambiente controllato</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Vedi Controlled Environment.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Anaerobico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un microrganismo in grado di moltiplicarsi in assenza di ossigeno.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Anemometro</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Strumento per controllare la velocità dell’aria. E’ utilizzato per monitorare il flusso d’aria laminare e per validare il volume d’aria aspirato dai campionatori d’aria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Antisettico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Prodotto chimico in grado di distruggere od inibire la moltiplicazione di microrganismi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Area bianca</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Vedi Clean Room.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Area critica</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Lo spazio che circonda le operazioni di confezionamento asettico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Area asettica</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Lo spazio che circonda l’area critica di un sistema di confezionamento asettico. Deve essere conforme </span><span style="font-size: 16px;">ad un livello di contaminazione particellare minimo Classe M4.5.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Area controllata</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Lo spazio per la produzione o conservazione di prodotti non sterili, contenitori ed altri prodotti che </span><span style="font-size: 16px;">possono venire in contatto con prodotti manipolati. In genere questa area deve essere conforme ad un </span><span style="font-size: 16px;">livello di contaminazione particellare Classe M6,5. Il conteggio microbico non dovrebbe superare le 67,5 </span><span style="font-size: 16px;">u.f.c./m3 di aria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Asettico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Letteralmente si può definire “assenza di materia infetta”, ma frequentemente è usato erroneamente </span><span style="font-size: 16px;">come sinonimo di “sterile”.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Autoclave</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Strumentazione per la sterilizzazione di oggetti con vapore sotto pressione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Azione correttiva</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Azione, riportata in POS, che si deve intraprendere quando vengono superate determinate condizioni </span><span style="font-size: 16px;">prefissate.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>B</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Barriera assoluta</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ambiente confinato o cabina costruita in modo tale che non si possa avere passaggio di contaminazione </span><span style="font-size: 16px;">tra la parte interna e l’area circostante. Una cabina biologica Classe III è un esempio di barriera </span><span style="font-size: 16px;">assoluta.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Barriera parziale</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ambiente confinato o cabina che, a seguito di una sua parziale apertura, offre al prodotto ed </span><span style="font-size: 16px;">all’operatore solo una parziale protezione dalla contaminazione. Tipico esempio è la cabina di sicurezza </span><span style="font-size: 16px;">biologica Classe II.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Battericida</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Si riferisce alla capacità di uccidere cellule batteriche vegetative, ma non necessariamente spore </span><span style="font-size: 16px;">batteriche.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Batteriostatico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Si riferisce alla capacità di fermare la moltiplicazione di cellule batteriche vegetative, senza </span><span style="font-size: 16px;">necessariamente ucciderle. La loro moltiplicazione in genere riprende nel momento in cui il </span><span style="font-size: 16px;">batteriostatico viene rimosso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Bioburden</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il livello di contaminazione microbica interna o superficiale di un oggetto o materiale immediatamente prima del processo di </span><span style="font-size: 16px;">sterilizzazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Biocidi</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un agente che uccide i microrganismi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Biofilm</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Popolazione di microrganismi tenacemente attaccata ad una superficie grazie a sostanze polisaccaridi che si trovano sulla superficie </span><span style="font-size: 16px;">delle cellule. Il biofilm non è sempre di facile eliminazione e può causare seri problemi in produzione quali fenomeni di corrosione e di </span><span style="font-size: 16px;">contaminazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Biotecnologia</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sfruttamento commerciale di un processo biologico. Molto spesso coinvolge applicazioni di biologia molecolare ed ingegneria genetica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Brodo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Liquido nutriente per la moltiplicazione di microrganismi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>C</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Cabina di biosicurezza</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sistema per proteggere gli operatori da microrganismi a rischio e, in alcuni casi, per proteggere l’area di lavoro dalla contaminazione </span><span style="font-size: 16px;">ambientale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Cambi d’aria</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La frequenza per unità di tempo (minuti, ore) con cui l’aria di un ambiente confinato è sostituita. L’aria può essere parzialmente ricircolata </span><span style="font-size: 16px;">o totalmente sostituita.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Campionatore d’aria</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Vedi SURFACE AIR SYSTEM e SLIT TO AGAR.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Campionatore superfici</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Vedi Rodac-Weight</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Cellula vegetativa</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Cellula microbica in grado di riprodursi mediante divisione, contrariamente a quanto avviene per le spore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Citotossicità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il grado di tossicità di una sostanza verso cellule animali. Fa in genere riferimento a disinfettanti, antisettici od altri prodotti che possono </span><span style="font-size: 16px;">venire a contatto con un tessuto animale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Classificazione purezza dell’aria</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel settore farmaceutico, Classe 100 (M3,5), Classe 10.000 (M5,5) e Classe 100.000 (M6,5) sono le classi che più frequentemente si </span><span style="font-size: 16px;">riscontrano nei processi produttivi asettici.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Clean Room</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ambiente confinato nel quale la concentrazione di particelle aeroportate è mantenuta sotto controllo per attenersi ad una specifica Classe </span><span style="font-size: 16px;">di Cleanliness. Anche la concentrazione di microrganismi ambientali deve essere monitorata e tenuta sotto controllo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Clean zone</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Uno spazio definito nel quale la concentrazione di particelle aeroportate e di microrganismi è tenuta sotto controllo per attenersi a specifici </span><span style="font-size: 16px;">livelli di classificazione Cleanliness.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Colonia</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un accumulo visibile ad occhio nudo di moltiplicazione microbica sulla superficie di un terreno nutriente agarizzato.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Confezionamento asettico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Procedimento con il quale contenitori sterili sono riempiti di prodotto sterile e sigillati con sistemi di chiusura sterile. In genere è un </span><span style="font-size: 16px;">procedimento adottato con prodotti che non tollerano un processo di sterilizzazione finale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Conta particellare aeroportata</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Le particelle hanno una dimensione di 0,5 um o più grande. Quando è specificato il numero, ci si riferisce al numero massimo ammissibile </span><span style="font-size: 16px;">di particelle per metro cubo di aria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Conta di particelle vitali aeroportate</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Quando viene indicato un numero di microrganismi, ci si riferisce al numero massimo di unità formanti colonia per metro cubo di aria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Controlled environment</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Qualsiasi area di un processo asettico per il quale il livello di particelle aeroportate e di microrganismi è mantenuto sotto stretto controllo </span><span style="font-size: 16px;">in funzione della attività che si deve svolgere in tale ambiente.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>D</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Decontaminazione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Rimozione o distruzione di organismi viventi a bassi livelli di popolazione, senza necessariamente arrivare a zero.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Disinfettante</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Agente chimico in grado di uccidere le forme vegetative di batteri, miceti, virus che causano malattie, ma non le spore batteriche. Si </span><span style="font-size: 16px;">applica ad oggetti inanimati.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Distribuzione di Poisson</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Calcolo statistico che predice la frequenza di un evento tenendo in considerazione quanto spesso si verifica e quali sono le opportunità </span><span style="font-size: 16px;">perché ciò si verifichi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>DOP</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sostanza chimica in grado di produrre particelle di fumo di dimensioni uniformi. Utilizzato per testare l’efficienza dei filtri d’aria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Droplet</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Particella aeroportata costituita essenzialmente da liquido. Le “droplet” di saliva sono frequentemente generate mentre si parla, si </span><span style="font-size: 16px;">mangia, si starnuta, si tossisce. La maggioranza delle “droplet” sedimenta in breve tempo sul pavimento e sulle superfici. Altre invece </span><span style="font-size: 16px;">perdono umidità, si riducono di dimensione diventando “droplet nuclei” e rimangono in sospensione a lungo nell’aria aggiungendo un </span><span style="font-size: 16px;">significativo numero di microrganismi all’ ambiente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Droplet nucleus</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Particella aeroportata che ha avuto origine da una “droplet” che ha perso umidità.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>F</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Facoltativo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Si riferisce a determinati microrganismi in grado di moltiplicarsi in diverse condizioni ambientali. Per esempio gli anaerobi facoltativi </span><span style="font-size: 16px;">possono svilupparsi sia in condizioni di aerobiosi che di anaerobiosi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Fall-out</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Metodo per valutare il numero di microrganismi dell’aria che per sedimentazione naturale sono raccolti sul terreno nutritivo di una scatola </span><span style="font-size: 16px;">Petri rimasta aperta per un certo periodo di tempo (minuti, una ora). Questo metodo non sostituisce le prestazioni di un campionatore </span><span style="font-size: 16px;">d’aria ad impatto dove il volume d’aria aspirato è noto, ma si può affiancare per specifiche aree della Clean Room, ad esempio nei punti </span><span style="font-size: 16px;">attorno ad apparecchiature dove il flusso d’aria è deviato causando deposito di particelle sulla superficie o sul prodotto o sul contenitore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Federal Standard 209E</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Airborne Particulate Cleanliness Classes in Clean Rooms and Clean Zones &#8211; Documento USA che riguarda la progettazione, costruzione, </span><span style="font-size: 16px;">controllo di Clean Room.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Flusso d’aria laminare</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Movimento d’aria nel quale tutte le molecole si muovono alla stessa velocità e nella stessa direzione. Condizione difficile da raggiungere,</span><span style="font-size: 16px;">se non in piccoli spazi confinati, perché strumenti, apparecchiature, mobili, oggetti vari possono causare una naturale turbolenza.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Fomite</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un oggetto inanimato o materiale che agisce come portatore intermedio di una contaminazione microbiologica. Tipici esempi sono la </span><span style="font-size: 16px;">maniglia della porta, strumenti chirurgici, etc.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>H</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>HEPA filtro</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">High Efficiency Particulate Airfilter. Filtri utilizzati nei sistemi a flusso laminare. Efficienza di filtrazione superiore a 99,99% per particelle </span><span style="font-size: 16px;">sino a 0,3 um.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>I</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Indicatore biologico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un insieme di cellule batteriche (in genere spore) di tipo e numero conosciuto che è sottoposto ad un processo di sterilizzazione per </span><span style="font-size: 16px;">accertare il corretto funzionamento della apparecchiatura di sterilizzazione. Le cellule batteriche, sottoposte al trattamento, sono </span><span style="font-size: 16px;">successivamente coltivate e la loro mancata moltiplicazione è indice di raggiunte condizioni di sterilizzazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Indicatore chimico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Strisce, etichette, nastri adesivi, cartoncini impregnati di sostanze chimiche che virano di colore al raggiungimento di una determinata </span><span style="font-size: 16px;">prefissata temperatura. Sono utilizzati per dimostrare che un prodotto è stato sottoposto a trattamento di sterilizzazione, ma ciò non </span><span style="font-size: 16px;">implica che il prodotto sia diventato sterile.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Inoculo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Piccola quantità di microrganismi vivi che sono trasferiti su un terreno sterile per dare inizio ad una nuova moltiplicazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Integrità dei filtri</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Prova che assicura che la funzionalità di un filtro è soddisfacente. Ad esempio DOP test o Bubble Point Test.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>L</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Livello di Allerta</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Si riferisce ad un livello di contaminazione, riportato in una POS, che, se superato, allerta il personale che esiste una apparente </span><span style="font-size: 16px;">deviazione dalle normali condizioni operative. Il livello di allerta è sempre inferiore al livello di azione. Il livello di allerta è stabilito sulla </span><span style="font-size: 16px;">base di un dato storico secondo un programma di monitoraggio.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Livello di Azione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Si riferisce ad un più alto livello di contaminazione, riportato in una POS, che, se superato, richiede un immediato intervento correttivo da </span><span style="font-size: 16px;">parte del personale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Livello di Assicurazione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">(= Level of assurance) &#8211; Probabilità che una popolazione microbica sottoposta a trattamento di sterilizzazione contenga ancora una </span><span style="font-size: 16px;">cellula viva. Ad esempio un livello di assicurazione di 10-6 indica che esiste una possibilità su un milione che la popolazione microbica </span><span style="font-size: 16px;">non sia stata sterilizzata.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Livelli di bio-sicurezza</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Il CDC (Center for Disease Control) ed il NIH (National Institute of Health) hanno definito quattro livelli di sicurezza biologica. Il livello 1 fa </span><span style="font-size: 16px;">riferimento ad organismi che in adulti sani, normali non provocano malattie. Il livello 2, 3 e 4 sono designati per organismi che, in ordine </span><span style="font-size: 16px;">crescente, rappresentano un rischio biologico per gli esseri umani.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>M</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>MAXI contact plate</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Piastre a contatto diametro 84 mm che consentono di controllare la presenza di una possibile fonte di contaminazione delle mani nude o </span><span style="font-size: 16px;">guantate degli operatori secondo il test “touch plates”.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Media fill test</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Prova di validazione di riempimento asettico usando un terreno nutriente sterile in sostituzione del prodotto; la mancata moltiplicazione di </span><span style="font-size: 16px;">microrganismi nel recipiente, al termine di un periodo di incubazione, conferma il riempimento asettico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Membrana filtrante</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Filtro prodotto con differenti materiali quali cellulosa, polietilene, nylon, etc. con pori di piccole dimensioni per trattenere particelle </span><span style="font-size: 16px;">microscopiche e sub-microscopiche. Una classica utilizzazione è la sterilizzazione di liquidi termolabili.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Mesofilo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un microrganismo che si moltiplica tra +4°C e +25°C.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Microaerofilo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un microrganismo che si moltiplica meglio in presenza di tracce di ossigeno, in contrasto con un aerobio che si moltiplica meglio in </span><span style="font-size: 16px;">presenza di un normale livello di ossigeno dell’aria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Microbiological Evaluation of Clean Rooms</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Documento 1116, Supplemento Ottavo della Farmacopea USA. Capitolo dedicato ai processi di produzione asettica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Micron</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine obsoleto per indicare l’unità di lunghezza: 10-6 metri, 10-3 millimetri. E’ sostituito da micrometro (μm).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>N</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Numero Più Probabile</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Metodo statistico per stimare popolazioni batteriche molto basse in liquidi, osservando le proporzioni di aliquote del campione che non </span><span style="font-size: 16px;">contengono cellule vive ed applicando la distribuzione di Poisson. Tecnica microbiologica in genere utilizzata per valutare la qualità </span><span style="font-size: 16px;">batteriologica dell’acqua.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>O</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Obbligato</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Si riferisce a microrganismi incapaci di moltiplicarsi se non ad una specifica condizione ambientale. Per esempio i batteri anaerobi </span><span style="font-size: 16px;">obbligati si sviluppano solo in completa assenza di ossigeno gassoso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Opportunista</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un microrganismo in grado di causare malattie solo in condizioni specifiche. Organismo che in genere non è pericoloso, ma prende </span><span style="font-size: 16px;">l’opportunità che gli si offre (ad esempio con individui immunosoppressi).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Ossido di etilene</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Gas incolore impiegato come sterilizzante. Ha una grande capacità di penetrazione ed è efficiente a temperatura ambiente, pur avendo </span><span style="font-size: 16px;">necessità per agire, di un certo grado di umidità. E’ tossico, infiammabile, sospetto carcinogeno. La sua infiammabilità può essere ridotta </span><span style="font-size: 16px;">miscelandolo con anidride carbonica.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>P</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Parassita</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un organismo che si procura le sostanze nutrienti da altri organismi viventi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Parenterale</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Prodotto somministrato a pazienti non per via orale, ma intravenosa o muscolare.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Particella infetta</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Particella che veicola uno o più organismi patogeni.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Particella “viable”</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Particella quale polvere, cellula dell’epidermide che trasporta uno o più microrganismi vivi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Patogeno</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un organismo in grado di produrre malattie.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Piano di campionamento ambientale</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Piano documentato che descrive le procedure ed i metodi di campionamento di un ambiente controllato. Identifica i punti di </span><span style="font-size: 16px;">campionamento, la frequenza di campionamento, il numero di campioni. Descrive i metodi analitici e la interpretazione dei risultati.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Piastra a contatto</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">(=RODAC) &#8211; Piastra ideata in modo tale che la superficie dell’agar formi una convessità che sporga dalla piastra a contatto rendendo </span><span style="font-size: 16px;">possibile la valutazione microbiologica di una superficie mediante impronta. Oltre che per il monitoraggio delle superfici, la piastra a </span><span style="font-size: 16px;">contatto è utilizzata anche per il controllo dell’aria e delle mani.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Pirogeno</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Una sostanza che produce febbre.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>POS</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Vedi Procedura Operativa Standard.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Procedura Operativa Standard</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Documento scritto che riporta operazioni, test, campionamento, interpretazione dei risultati, azioni correttive in relazione alle operazioni </span><span style="font-size: 16px;">che avvengono in un ambiente a contaminazione controllata. Modifiche al documento originale devono essere approvate per iscritto dal </span><span style="font-size: 16px;">dirigente responsabile delle operazioni.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Processo asettico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Modo di trattare prodotti farmaceutici o presidi medici: alla separata sterilizzazione del prodotto e del contenitore fa seguito il </span><span style="font-size: 16px;">confezionamento in condizioni microbiologiche rigide, ben definite.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Programma di monitoraggio ambientale</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Programma documentato, implementato mediante una POS, che descrive in dettaglio le procedure ed il metodo per il monitoraggio delle </span><span style="font-size: 16px;">particelle ambientali e dei microrganismi (aria, superfici, vestiario del personale).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Prova di fertilità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">(=”Media growth promotion”) &#8211; Test per dimostrare che il terreno nutritivo impiegato nell’esame microbiologico ambientale consente una </span><span style="font-size: 16px;">ideale moltiplicazione dei microrganismi ricercati.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Psicrofilo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un microrganismo che si moltiplica bene a temperatura inferiore a +20°C.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Punti di campionamento</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Posizioni geografiche documentate, all’interno di un ambiente controllato, per il campionamento ambientale ai fini della valutazione </span><span style="font-size: 16px;">microbiologica ambientale. In genere questi punti sono scelti in funzione del contatto potenziale tra prodotto, contenitore, chiusura, </span><span style="font-size: 16px;">operatore.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>R</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Rodac-Weight</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sistema per valutare il grado di contaminazione microbica di una superficie: standardizzazione del contatto della piastra a contatto con la </span><span style="font-size: 16px;">superficie in esame in base al tempo ed al peso.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>S</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Saprofita</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un microrganismo che si procura i nutrienti da materia organica non vivente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>SAS</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Vedi Surface Air System</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Shock termico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Procedimento batteriologico per eliminare le cellule vegetative, lasciando intatte le spore. Si esegue in genere a 80°C per 10-20 minuti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Slit to agar</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sistema di campionamento microbiologico dell’aria a fessura. L’aria viene aspirata in continuo attraverso una fessura e fatta impattare sul </span><span style="font-size: 16px;">terreno agarizzato di una scatola Petri in continua lenta rotazione. E’ così possibile evidenziare eventuali picchi di contaminazione che si </span><span style="font-size: 16px;">manifestano durante un ciclo produttivo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sporicida</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un agente in grado di uccidere le spore batteriche.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sterile</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Esente da microrganismi vivi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sterile media fill test</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Vedi Media Fill Test</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sterilizzazione </b>– <b>Sterilità</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Completa rimozione o distruzione di tutti gli organismi viventi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Secondo una stretta definizione di sterilità, un articolo si può definire sterile in completa assenza di microrganismi vitali. La sterilità </span><span style="font-size: 16px;">assoluta non può essere praticamente dimostrata se non analizzando ogni singolo componente di un lotto di produzione. Poiché ciò è </span><span style="font-size: 16px;">praticamente impossibile, la sterilizzazione è pertanto definita in termini di probabilità, dove la possibilità di un articolo contaminato sia </span><span style="font-size: 16px;">accettabilmente remota.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sterilizzazione a calore secco</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sterilizzazione termica con umidità relativa inferiore al 100%. E’ meno efficiente del calore umido dove l’umidità relativa è 100% e </span><span style="font-size: 16px;">richiede tempi di trattamento più lunghi e temperature più elevate.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sterilizzazione a calore umido</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sterilizzazione termica con umidità relativa al 100%.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sterilizzazione terminale</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Processo dove contenitori non sterili sono riempiti con prodotti non sterili, chiusi e sterilizzati come fase produttiva finale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Superficie di contatto con il prodotto</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Area e superfici in ambiente controllato che sono a diretto contatto con il prodotto, i contenitori o le chiusure ed il cui stato microbiologico </span><span style="font-size: 16px;">può determinarne una contaminazione. Queste superfici, una volta identificate, dovrebbero essere monitorate più frequentemente che </span><span style="font-size: 16px;">non le altre superfici di non contatto con il prodotto.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Surface Air System</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sistema di campionamento microbiologico dell’aria per impatto sulla superficie dell’agar di una piastra a contatto. Conoscendo il volume </span><span style="font-size: 16px;">di aria aspirato, è possibile rapportare il numero di microrganismi ad 1 metro cubo di aria (=1000 litri) per valutare lo stato microbiologico </span><span style="font-size: 16px;">dell’ambiente controllato.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Surfair</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Vedi piastra a contatto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>T</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Tampone</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Bastoncino sterile con estremità assorbente utilizzato per campionare in genere superfici irregolari per valutarne le condizioni </span><span style="font-size: 16px;">microbiologiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Tecnica asettica</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tutte le pratiche che servono ad evitare una contaminazione microbiologica, quali la flambatura della imboccatura di un recipiente dopo </span><span style="font-size: 16px;">la sua apertura e l’impiego di camici e guanti sterili.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Termofilo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Microrganismo che si moltiplica meglio a temperature superiori a +40°C.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Touch plate</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Metodo, applicato a regolari intervalli, per evidenziare la possibile fonte di contaminazione delle mani degli operatori di Clean Room. Le </span><span style="font-size: 16px;">dita nude e/o guantate sono premute per 10 secondi sulla superficie del terreno agarizzato di una piastra MAXI Contact. Per ottenere una </span><span style="font-size: 16px;">impronta microbiologica. Dopo incubazione, si contano le colonie (u.f.c.) che si sono sviluppate e si decide per eventuali interventi </span><span style="font-size: 16px;">correttivi in funzione della POS aziendale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>U</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Unità Formante Colonia</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">(=u.f.c.) &#8211; Il risultato della formazione di una colonia su un adatto terreno nutritivo solido. Si presume che ogni colonia sia originata da una </span><span style="font-size: 16px;">singola cellula microbica, ma difficile da provare.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>ULPA filtro</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Filtro con efficienza superiore a 99,9999 % per particelle sino a 0,1 um.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>V</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Validazione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Documentazione completa, dettagliata che dimostra che tutti i processi e le procedure sono applicate, hanno funzionato e stanno </span><span style="font-size: 16px;">funzionando secondo quanto indicato da un documento di riferimento.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Valore-D</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tempo di riduzione decimale: il tempo richiesto da un agente fisico o chimico per ridurre la popolazione microbica del 90% (un log). Si </span><span style="font-size: 16px;">esprime in minuti (ore) quando ci si riferisce al calore; in megarad quando ci si riferisce a radiazione ionizzante. Il reciproco del Valore-D, </span><span style="font-size: 16px;">1/D, si riferisce alla costante K.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Virucida</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Agente in grado di uccidere virus.</span></p>
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		<title>Nota Applicativa Glossario N.32 – GLOSSARIO BIOTECNOLOGIE</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 09:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
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		<description><![CDATA[A Aerobi &#8211; Microrganismi che svolgono i loro processi vitali (metabolismo) in presenza di ossigeno. Agitazione &#8211; Processo fondamentale atto a soddisfare differenti esigenze quali: (a) la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><img alt="AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative" src="http://www.aroundlabnews.com/it/wp-content/uploads/2013/07/AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative.jpg" width="600" height="100" /></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>A</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Aerobi &#8211; Microrganismi che svolgono i loro processi vitali (metabolismo) in presenza di ossigeno.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Agitazione &#8211; Processo fondamentale atto a soddisfare differenti esigenze quali: (a) la dispersione di aria nel brodo di fermentazione con lo scopo di mantenere costante la concentrazione di ossigeno richiesto dal microrganismo in crescita; (b) la omogeneizzazione del brodo di fermentazione al fine di equilibrare la temperatura e la concentrazione dei nutriliti solidi; (c) la sospensione dei microrganismi; (d) la dispersione dei liquidi non miscibili quali oli ed altri.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Anaerobi &#8211; Microrganismi che sono in grado di moltiplicarsi in assenza di ossigeno in quanto lo sostituiscono con nitrati, solfati, ioni ferrici o altri composti chimici.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>B</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Biomassa &#8211; Massa di microrganismi ottenuti dalla loro moltiplicazione in condizioni controllate.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>C</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Cellule adese a superfici &#8211; Anchorage-Dependent (ADP) Cells. Sono cellule che si moltiplicano, sopravvivono, e mantengono le loro funzioni vitali nel migliore modo quando sono attaccate ad una superficie inerte come vetro o plastica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">La maggior parte delle cellule primarie e dei ceppi cellulari sono ADP.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Cellule in sospensione &#8211; Sono cellule che si moltiplicano sospese liberamente in un terreno liquido.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Cellule ricombinanti &#8211; Sono linee cellulari prodotte mediante clonaggio di un gene desiderato che è stato inserito in una cellula ospite. Il DNA e la cellula ospite possono essere di differenti specie.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Cellule da ibridoma &#8211; Sono linee cellulari ottenute per fusione di un linfocita produttore di un anticorpo di interesse e una cellula tumorale (in genere mieloma). Il prodotto della fusione, ibridoma, è in grado di crescere indefinitamente in coltura e possiede l’informazione genetica per produrre l’anticorpo caratteristico del linfocita parentale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>F</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Fase stazionaria &#8211; Nel momento in cui il substrato è metabolizzato o si sono formate sostanze tossiche, la moltiplicazione rallenta o si arresta completamente. La biomassa aumenta solo gradualmente o rimane costante, mentre la composizione delle cellule può variare. I metaboliti che si formano in questa fase sono spesso di notevole interesse biotecnologico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Fermentazione &#8211; Processo che descrive la produzione di uno o più prodotti mediante l’impiego di grosse masse di microrganismi, a condizioni controllate e ripetibili.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Fermentatione a “batch” &#8211; Si può considerare un sistema chiuso dove a tempo t = 0 si inoculano in una soluzione nutriente sterile dei microrganismi, facendo seguire la incubazione. Nel corso della fermentazione si aggiungono solo ossigeno (se si tratta di microrganismi aerobi), un agente antischiuma, acidi o basi per controllare il pH. La composizione del terreno di coltura, la concentrazione della biomassa e la concentrazione dei metaboliti in genere sono in continua variazione quale risultato del metabolismo delle cellule.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Fermentazione “fed-batch” &#8211; Tipo di fermentazione dove parte dei nutriliti sono aggiunti sterilmente durante il processo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Fermentazione “in continuo” (perfusione) &#8211; I nutritili sono aggiunti in continuo sterilmente nel bioreattore e simultaneamente un quantitativo equivalente di brodocoltura, contenente il principio attivo desiderato, è prelevato dal bioreattore. In un chemostato la velocità di flusso è regolata su un particolare valore e la velocità di crescita della coltura si autoregola su questa velocità di flusso. In un turbistato si è in presenza di un sensore ottico che misura l’assorbanza della coltura (densità) indice della crescita cellulare. La velocità di flusso è qui regolata dal segnale elettrico proveniente dal sensore, per cui la velocità di crescita si adegua a questa velocità di flusso.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>M</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Microcarriers &#8211; Piccole sfere di dimensioni di circa 150 micron che forniscono una superficie di adesione per le cellule ADP</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>N</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nutrienti &#8211; Tutti i microrganismi per la loro attività necessitano di diverse sostanze nutrienti: aminoacidi, carboidrati, elementi chimici ed ioni inorganici, fonti di azoto, lipidi, purine e pirimidine, vitamine e fattori di crescita.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>P</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Peso secco della massa cellulare &#8211; Quantitativo ponderale della massa cellulare essiccata durante od al termine del processo di fermentazione.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>S</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Scambio gassoso &#8211; E’ uno dei fattori più critici nella attività di un fermentatore. L’ossigeno è il substrato gassoso più importante per il metabolismo microbico; l’anidride carbonica è il prodotto gassoso metabolico più importante.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sterilizzazione &#8211; Virtualmente, in tutti i processi fermentativi è fondamentale non avere contaminazione delle colture dalla fase iniziale a quella finale. La sterilizzazione di un fermentatore si ottiene tradizionalmente con immissione di vapore alla temperatura di 120 °C per 20-30 minuti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>T</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Temperatura di incubazione &#8211; Un abbassamento della temperatura di incubazione rispetto ai valori ottimali determina una riduzione dell’attività metabolica. Un aumento della temperatura di incubazione può provocare una riduzione sia della concentrazione della biomassa che della vitalità delle cellule a causa della diminuzione della attività enzimatica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Per ottenere la massima resa, il fermentatore deve essere mantenuto a temperatura costante. Per effetto del metabolismo, la produzione di calore è una conseguenza della termodinamica di tutta l’attività microbica. In genere, il quantitativo di calore prodotto è così alto che, se non venisse rimosso, determinerebbe l’innalzamento della temperatura della biomassa raggiungendo livelli al di fuori delle condizioni ottimali richieste.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>V</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Vaccini umani ed animali &#8211; I vaccini sono prodotti tradizionalmente da cellule ADP e richiedono microcarriers ed una infezione virale. Altri vaccini sono di origine ricombinante come le proteine; altri da DNA.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Viscosità &#8211; L’abilità di un materiale a resistere alla deformazione. E’ una proprietà importante che influenza il movimento dei liquidi all’interno del bioreattore. Ne sono coinvolti il pompaggio, il mescolamento, il trasferimento del calore e della massa e l’areazione.</span></p>
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		<title>Nota Applicativa Glossario N.31 – GLOSSARIO IGIENE AMBIENTALE</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2014 09:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
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		<category><![CDATA[Note App. Glossari]]></category>
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		<description><![CDATA[A ACGIH American Conference of Governmental Industrial Hygienists (USA) Allarme (Livello di Allarme) Prestabilito livello di particelle vitali che richiedono un immediata attenzione e azione correttiva se [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><img alt="AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative" src="http://www.aroundlabnews.com/it/wp-content/uploads/2013/07/AROUNDLABNEWS-txt-note-applicative.jpg" width="600" height="100" /></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>A</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>ACGIH</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">American Conference of Governmental Industrial Hygienists (USA)</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Allarme (Livello di Allarme)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Prestabilito livello di particelle vitali che richiedono un immediata attenzione e azione correttiva se necessario.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Aerosol</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Particelle (biologiche o particolate) solide o liquide disperse in un ambiente gassoso con caratteristiche gra­vitazionali limitate.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Agar</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un polisaccaride complesso derivato da un’alga marina ed utilizzato come agente solidificante in un terreno nutritivo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Allerta (Livello di Allerta)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Prestabilito livello di particelle vitali che danno un primo segnale di possibile deviazione dalle normali condi­zioni operative e che richiedono un rafforzamento delle misure di controllo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Anione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Atomo o gruppo di atomi caricati negativamente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Agente antimicrobico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un prodotto chimico che distrugge i patogeni senza danneggiare i tessuti del corpo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Antimicrobico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un composto o formulazione utilizzato per ritardare la moltiplicazione od uccidere microrganismi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Antisettico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Una sostanza che previene od inibisce lo sviluppo dei microrganismi senza necessariamente ucciderli. Il termine antisettico è in genere associato a sostanze che riguardano l’uomo o gli animali.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Antistatico (Composto Antistatico)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Una sostanza chimica in grado di neutralizzare una carica superficiale. La maggior parte dei composti anti­statici agiscono mediante una delle due seguenti proprietà:</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">- neutralizzazione della carica elettrostatica; la carica superficiale di una polarità è dissipata applicando</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">materiale di opposta polarità. I composti antistatici più efficienti di questa categoria sono i quaternari</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">di ammonio;</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">- formazione di un film; l’umidità presente nell’aria è assorbita in un film di un composto antistatico,</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">dissipando così la carica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>APHA</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">American Public Health Association (USA)</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Asettico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Assenza di contaminazione da organismi non desiderati.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>ASTM</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">American Society for Testing and Material (USA).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>At rest (condizione di non operatività)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Terminologia anglosassone per indicare un ambiente dove non è in corso alcuna attività produttiva (contrario di “non operation”)</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Attività Residua</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Residuo, che può essere attivo o non attivo, che rimane su una superficie dopo trattamento con una sostanza antimicrobica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Autoclave</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Strumentazione per sterilizzare mediante vapore sotto pressione (in genere 121°C a 15 PSI).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>B</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Batteri</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Organismi microscopici viventi visibili al microscopio. Misurano in genere da 0,2 a 50 micron in diametro.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Spora batterica</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Corpo resistente prodotto da una cellula batterica vegetativa. La spora è in grado di resistere al calore, alla luce ultravioletta, alla essiccazione e può rimanere allo stato dormiente per periodi molto lunghi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Battericida</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Una sostanza o formulazione in grado di distruggere i microrganismi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Batteriostatico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Una sostanza o formulazione in grado di ritardare o prevenire la moltiplicazione batterica. Il batteriostatico è reversibile: una volta rimosso, la cellula riprende la sua attività riproduttiva.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Bioaerosol</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Agenti biologici (microrganismi, allergeni, tossine, composti biologici attivi di origine microbica) dispersi in un ambiente gassoso con caratteristiche gravitazionali limitate.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Bioburden</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sinonimo di Conta Microbica. Una misura (ufc) del numero di microrganismi che si trovano sopra o dentro un prodotto od oggetto.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Brodo nutriente</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Terreno in forma liquida per la moltiplicazione dei microrganismi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>C</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Campionatore d’aria</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Strumentazione utilizzata per monitore la qualità dell’aria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>cGLP</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">current Good Laboratory Practice; corrente Buona Prassi di Laboratorio.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>cGMP</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">current Good Manufacturing Practice; corrente Buona Prassi di Fabbricazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>cGHP</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">current Good Hygiene Practice; corrente Buona Prassi Igienica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Catione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Atomo o gruppo di atomi caricati positivamente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>CCP (Critical Control Point)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Posizione o luogo dove, seguendo una precisa definita procedura, si deve applicare un’azione di controllo con lo scopo di ottenere:</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">a) un completo controllo del rischio &#8211; CCP1;</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">b) un incompleto controllo del rischio &#8211; CCP2.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>CDC</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Center for Disease Control (Ente USA).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>cfu (Colony Forming Unit)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Vedi ufc (Unità Formante Colonia).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Clean Room</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Area a contaminazione controllata.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Colonia</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Un insieme di cellule batteriche su terreno nutritivo che si possono vedere ad occhio nudo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Conta Batterica (Carica Batterica)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Vedi Bioburden.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Contacolonie</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Strumento usato per contare il numero di colonie su una superficie agarizzata.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Contact Plate</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine inglese per indicare la piastre a contatto per il monitoraggio microbiologico delle superfici.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Contaminazione biologica</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Contaminazione di materiale, mezzi, strumentazione, apparecchiature, personale, superfici, fluidi, gas, aria con microrganismi vitali.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>D</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Decontaminazone</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Rimozione di microrganismi e/o particolato da liquidi, superfici, aria, gas.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Deodorante</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Composto o formulazione in grado di mascherare odori indesiderabili.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Detergente</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sostanza utilizzata per pulire/detergere.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Disinfettante</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Agente che disinfetta mediante distruzione, neutralizzazione od inibizione ed impedisce la moltiplicazione di organismi pericolosi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Disinfezione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Distruzione di microrganismi mediante mezzi fisici o chimici. Non coinvolge le spore batteriche.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>F</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>FDA (Food and Drug Administration)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ente Statunitense.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Flora</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Insieme di microrganismi che si trovano nell’ambiente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Flusso laminare</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Aria filtrata attraverso filtro HEPA per eliminare la presenza di microrganismi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Flusso di Aria Nominale</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">I litri di aria aspirati da un campionatore in 1 minuto.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Fumigazione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Processo di decontaminazione che impiega il decontaminante in forma gassosa a pressione ambiente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Fungicida</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sostanza o formulazione in grado di distruggere i miceti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Fungistatico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sostanza o formulazione in grado di prevenire la moltiplicazione dei miceti. I fungistatici sono reversibili: una volta rimossi, la cellula riprende la sua normale attività riproduttiva.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>G</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Gram</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tecnica di colorazione microscopica messa a punto dal dr H. Gram che permette la classificazione dei batteri.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Gram-negativo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Batterio che non trattiene il colore cristal violetto se trattato con la tecnica Gram.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Gram-positivo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Batterio che trattiene il colore cristal violetto se trattato con la tecnica Gram.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>H</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>HACCP</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Hazard Analysis Critical Control Point.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>HVAC</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Heating Ventilation Air Conditioning &#8211; Impianto di condizionamento e ventilazione dell’aria.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>I</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Impatto</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Azione fisica che determina la cattura dei microrganismi sulla superficie agarizzata di una piastra a contatto.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Incubazione (tempo di incubazione)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tempo richiesto per la moltiplicazione dei microrganismi in un terreno nutritivo.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Infezione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Malattia provocata da patogeni che si sono moltiplicati nel corpo umano od animale.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Infezione Nosocomiale</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Una infezione che si verifica durante la ospedalizzazione e non era presente al momento dell’ingresso in ospedale del paziente.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>In operation (condizione di operatività)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Terminologia anglosassone per indicare un ambiente dove è in corso una attività produttiva (contrario di “at rest”)</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>ISS</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Istituto Superiore di Sanità.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>L</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Legionellosi</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Malattia che può essere associata a contaminazione dell’aria.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Lievito</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Micete unicellulare appartenente agli Ascomiceti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>M</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Miceti</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Microrganismi non fotosintetici, dotati di pareti cellulari, che si moltiplicano in genere con molte raamificazioni e filamenti chiamati miceli. Le forme miceliali sono chiamate muffe, le forme non miceliali sono chiamate lieviti. In genere misurano più di 0,4 micron in diametro.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Microrganismo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Organismo vivente non visibile ad occhio nudo. Include batteri, protozoi, miceti, virus.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Muffa</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Micete che forma micelio ed appare in genere “cotonoso”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>N</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Non ionico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine per descrivere i composti o formulazioni che non posseggono materiali con carica.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>P</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Patogeno</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Microrganismo in grado di provocare una malattia.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>PDA (Parenteral Drug Association)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ente Americano.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Pirogeno</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sostanza in grado di provocare febbre. I pirogeni più comuni sono le endotossine, lipolisaccaridi che si trovano nella parete cellulare dei microrganismi Gram-negativi e sono il prodotto del metabolismo cellulare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>R</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Rodac</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Acronimo “Replicate Organism Direct Contact” per indicare la piastra a contatto usata per monitorare le condizioni microbiologiche di una superficie.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>S</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sanificazione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine tipicamente anglosassone per indicare la riduzione sostanziale del numero di microrganismi su una superficie precedente­mente pulita.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Shelf-life</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tempo stimato di validità di un prodotto, formulazione prima di perdere le sue caratteristiche fondamentali (ad esempio freschezza).</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Spora</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Corpo resistente prodotto da alcuni microrganismi per sopravvivere a condizioni avverse temporanee.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sporicida</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sostanza o formulazione in grado di distruggere spore batteriche.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sterile</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Esente da microrganismi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sterilizzante</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Agente sterilizzante in grado di distruggere ogni forma di vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sterilizzazione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Processo fisico o chimico per distruggere ogni forma di vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Sterilizzazione ad aria calda</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Impiego di stufa a 170°C per circa 2 ore.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Surfair Plate</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Piastra a Contatto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>T</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Target</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Termine inglese per indicare un prefissato numero di particelle vitali, fissato dall’utilizzatore, da raggiungere o da mantenere nei Punti Critici di Controllo, che si riscontrano in normali condizioni operative.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Terreno di coltura</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Materiale nutriente approntato per la moltiplicazione dei microrganismi in vitro.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Tossico</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sostanza velenosa che causa reazioni avverse.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>U</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Unità Formanti Colonia</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Singola cellula microbica od aggregato di cellule che, se coltivate su un terreno nutritivo solido, formano una colonia visibile ad occhio nudo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>V</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Validazione</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Procedura di controllo e verifica eseguita correttamente seguendo determinate regole o leggi.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Vegetativa (Forma)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Cellule microbiche in attiva moltiplicazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Virucida</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Sostanza o formulazione in grado di distruggere i virus.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Virus</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Agente submicroscopico, parassita, filtrabile costituito da acido nucleico circondato da proteine. E’ un parassita intracellulare ob­bligato in grado di infettare e causare malattie all’uomo, agli animali, agli insetti, ai vegetali. Le sue dimensioni sono comprese tra 0,001 e 0,1 micron.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Vitale (Particella)</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Organismo vivente in grado di riprodursi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>W</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>WHO</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">World Health Organisation &#8211; Organizzazione Mondiale della Sanità.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Z</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"><b>Zona a Rischio</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ambiente, locale geograficamente definito e delimitato nel quale gli individui od il prodotto sono particolarmente vulnerabili alla bio­contaminazione. Il grado di rischio può essere suddiviso nel modo seguente:</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">a) Zona 1: Rischio basso</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">b) Zona 2: Rischio medio</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">c) Zona 3: Rischio alto</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">d) Zona 4: Rischio molto alto.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">• <b>Riferimenti</b></span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">- Microrganisms in Clean Rooms, IES-RR CC0231, Institute of Environmental Sciences.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">- Cleanroom Technology, Part 2, Basic Principles of Biocontamination Control and Determination of Critical Control Points, CEN, Doc</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">CN/TC 243 N 35, 1993.08.06.</span></p>
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