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	<title>AROUND LAB NEWS / IT &#187; Editoriale</title>
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		<title>LE DONNE DELLA SCIENZA &#8211; Ipazia (370-400?)</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Nov 2017 18:18:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ipazia (370-400?) Nacque ad Alessandria nella seconda metà del IV secolo. La maggior parte degli studiosi crede di poter indicare la sua nascita intorno al 370. Nulla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 18px;">Ipazia (370-400?)</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nacque ad Alessandria nella seconda metà del IV secolo. La maggior parte degli studiosi crede di poter indicare la sua nascita intorno al 370.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nulla si sa della madre e il fatto che i saluti rivolti a Ipazia e agli altri famigliari nelle lettere del suo allievo Sinesio non la citino mai, fa ritenere che, almeno nel 402, ella fosse già morta. </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Noto è invece il padre, «Teone, il geometra, il filosofo d’Alessandria», che studiava e insegnava ad Alessandria, dedicandosi in particolare alla matematica e all&#8217;astronomia &#8211; osservò l&#8217;eclisse solare del 15 giugno 364 e quella lunare del 26 novembre &#8211; e che sarebbe vissuto almeno per tutto il regno di Teodosio. Che Ipazia sia stata allieva prima e collaboratrice del padre poi è attestato dallo stesso Teone il quale, in capo al III libro del suo commento al <i>Sistema matematico</i> di Tolomeo, scrive che l&#8217;edizione è stata «controllata dalla filosofa Ipazia, mia figlia». Non è chiaro il tipo di controllo esercitato da Ipazia: se si sia trattato di una semplice revisione del commento paterno, di integrazioni al testo, ovvero di editare l&#8217;intero testo di Tolomeo</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Le fonti antiche sono concordi nel rilevare come non solo Ipazia fosse stata istruita dal padre nella matematica ma, sostiene Filostorgio, anche che «ella divenne molto migliore del maestro, particolarmente nell’astronomia e che, infine, sia stata ella stessa maestra di molti nelle scienze matematiche». Filostorgio non è soltanto una storico della Chiesa, ma anche un appassionato, se non un esperto, di astronomia e di astrologia, e le sue affermazioni trovano conferma in Damascio il quale scrive che Ipazia «fu di natura più nobile del padre, non si accontentò del sapere che viene dalle scienze matematiche alle quali lui l&#8217;aveva introdotta, ma non senza altezza d&#8217;animo si dedicò anche alle altre scienze filosofiche».</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Matematica, astronoma e filosofa, come aveva già attestato il padre: Ipazia aveva tutti i titoli per succedere al padre nell&#8217;insegnamento di queste discipline nella comunità alessandrina, nella tradizione del glorioso Museo fondato quasi 700 anni prima da Tolomeo I Soter. Anche se il vecchio Museo non esisteva più da quando andò distrutto al tempo della guerra condotta da Aureliano, la tradizione dell&#8217;insegnamento delle scienze mediche e matematica era però continuata ad Alessandria, mantenendo intatto l&#8217;antico prestigio, come conferma anche Ammiano Marcellino, e Ipazia, già almeno dal 393 era a capo della scuola alessandrina, come ricorda Sinesio, giunto ad Alessandria da Cirene per seguirvi i suoi corsi.</span></p>
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		<title>GLI UOMINI DELLA SCIENZA &#8211; Niccolò Copernico (1473 – 1543)</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Nov 2017 18:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Niccolò Copernico (1473 – 1543) Astronomo polacco famoso per aver portato all&#8217;affermazione della teoria eliocentrica, contribuendo così alla Rivoluzione astronomica. Fu anche un canonico, un giurista, un governatore, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;"><b>Niccolò Copernico</b> (1473 – 1543)</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Astronomo polacco famoso per aver portato all&#8217;affermazione della teoria eliocentrica, contribuendo così alla Rivoluzione astronomica. Fu anche un canonico, un giurista, un governatore, un astrologo ed un medico. Un dibattito storico-geografico, oggi considerato poco serio, si tradusse in un&#8217;aspra contesa circa la sua nazionalità. Copernico è in genere considerato un polacco discendente da una famiglia di origini tedesche.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La sua teoria &#8211; che propone il Sole al centro del sistema di orbite dei pianeti componenti il sistema solare &#8211; riprende quella greca di Aristarco da Samo dell&#8217;eliocentrismo, la teoria opposta al geocentrismo, che voleva invece la Terra al centro del sistema. Merito suo non è dunque l&#8217;idea, già espressa dai greci, ma la sua rigorosa dimostrazione tramite procedimenti di carattere matematico.. Nel 1491 Copernico entrò all&#8217;università di Cracovia e conobbe l&#8217;astronomia sotto la guida del suo docente <a title="Albert Brudzewski (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Albert_Brudzewski&amp;action=edit&amp;redlink=1">Albert Brudzewski</a>. Di questo periodo, e del suo approccio a questa scienza, ci restano alcune sue entusiastiche descrizioni in testi oggi raccolti nella biblioteca di Uppsala. </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Dopo quattro anni, ed un breve soggiorno a Toruń, venne in Italia, dove studiò diritto presso l&#8217;Università di Bologna (particolarmente, si dedicò al diritto civile ed al diritto canonico, dato anche il desiderio dello zio vescovo, suo finanziatore, di farne un vescovo a sua volta).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nella <i>città dotta</i> incontrò Domenico Maria Novara da Ferrara, già celebre astronomo, che ne fece il suo allievo ed uno dei suoi più stretti collaboratori. Con lui, mentre studiava diritto civile a Ferrara (dove si laureò), Copernico fece le prime osservazioni nel 1497, così come ricorda nel <i>De revolutionibus orbium coelestium</i>. Nello stesso anno, lo zio fu nominato vescovo di Ermia e Copernico canonico presso la cattedrale di Frombork; ma il giovane studioso preferì attendere in Italia l&#8217;arrivo dell&#8217;ormai prossimo Anno Santo, ed anzi si diresse a Roma, dove osservò una eclissi di Luna e dove tenne delle lezioni di astronomia o di matematica (delle quali non ci è pervenuto alcun contenuto). Soltanto nel 1501 sarebbe andato a &#8220;prendere servizio&#8221; a Frauenburg, ma vi si trattenne per il solo tempo necessario a richiedere, ed ottenere, il permesso di tornare nel Bel Paese per recarsi a completare i suoi studi a Padova (con Fracastoro e Guarico) ed a Ferrara (città del suo maestro, con Bianchini).   Qui si laureò nel 1503 in diritto canonico, e qui si suppone abbia letto scritti di Platone e di Cicerone circa le opinioni degli Antichi sul movimento della Terra. Qui, dunque, si ipotizza che possa avere avuto la prima illuminazione per lo sviluppo delle sue intuizioni. Nel 1504 cominciò a raccogliere infatti le sue osservazioni e le sue riflessioni che stavano per erompere nella composizione della sua teoria.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Lasciata l&#8217;Italia, tornò a Frombork e ivi divenne membro del Capitolo di Warmia, interessandosi di riforme del <a title="Sistema monetario (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sistema_monetario&amp;action=edit&amp;redlink=1">sistema monetario</a> e sviluppò alcuni studi di economia politica che lo portarono ad enunciare in anteprima alcuni principi poi riassunti nella nota Legge di Gresham. Nel castello di Olsztyn, dove passò quattro o cinque anni, fece alcune osservazioni importanti e scrisse una parte della sua opera principale <a title="De Revolutionibus orbium coelestium" href="http://it.wikipedia.org/wiki/De_Revolutionibus_orbium_coelestium"><i>De Revolutionibus orbium coelestium</i></a>. È proprio in questo castello che si trova tutt&#8217;ora l&#8217;unica traccia visibile della sua attività scientifica: una tabella che fece alla parete di una loggia che gli serviva per osservare il moto apparente del Sole attorno alla Terra..</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il sistema copernicano può sintetizzarsi in sette assunti, così come dal medesimo autore enunciati in un compendio del <i>De rivolutionibus</i> ritrovato e pubblicato nel 1878. Steso tra il 1507 e il 1512, nel <i>De hypothesibus motuum coelestium commentariolus</i>, Copernico presentò le 7 <i>petitiones</i> che dovevano dare vita ad una nuova astronomia:</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-size: 18px;">1 &#8211; Non vi è un unico punto centro delle orbite celesti e delle sfere celesti;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-size: 18px;">2 &#8211; Il centro della Terra non è il centro dell&#8217;Universo, ma solo il centro della massa terrestre;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-size: 18px;">3 &#8211; Tutti i pianeti si muovono lungo orbite il cui centro è il Sole. Il centro dell&#8217;orbita terrestre è il centro dell&#8217;Universo (il nostro sistema solare);</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-size: 18px;">4 &#8211; La distanza fra la Terra ed il Sole, paragonata alla distanza fra la Terra e le stelle del </span><a style="font-size: 18px;" title="Firmamento (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Firmamento&amp;action=edit&amp;redlink=1">Firmamento</a><span style="font-size: 18px;">, è infinitamente piccola;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-size: 18px;">5 &#8211; Il movimento del Sole durante il giorno è solo apparente, e rappresenta l&#8217;effetto di una rotazione che la Terra compie intorno al proprio asse durante le 24 ore, rotazione sempre parallela a sé stessa;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-size: 18px;">6 &#8211; La Terra (insieme alla Luna, ed esattamente come gli altri pianeti) si muove intorno al Sole ed i movimenti che questo sembra compiere (durante il giorno e nelle diverse stagioni dell&#8217;anno, attraverso lo Zodiaco) altro non sono che l&#8217;effetto del reale movimento della Terra;</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-size: 18px;">7 &#8211; I movimenti della Terra e degli altri pianeti intorno al Sole possono spiegare le stazioni, le stagioni e le altre particolarità dei movimenti planetari.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Queste asserzioni rappresentavano l&#8217;esatto opposto di quanto affermava la teoria geocentrica, allora comunemente accettata. Esse mettevano quindi in discussione tutto il sistema di pensiero allora prevalente in filosofia e religione. Occorse di attendere sino al 1536 perché il suo maggior studio potesse essere compreso in un&#8217;opera compiuta, e sin dal suo primo apparire l&#8217;opera ebbe immediata notorietà negli ambienti accademici di mezza Europa. Da molte parti del Continente gli pervennero infatti pressanti inviti a pubblicare i suoi studi, ma Copernico, non senza ragione, temeva la prevedibile reazione che le sue idee, per certi versi destabilizzanti, avrebbero potuto suscitare. Il cardinale di Capua, <a title="Nicola Schonberg (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nicola_Schonberg&amp;action=edit&amp;redlink=1">Nicola Schonberg</a> gli richiese una copia del manoscritto, il che rese Copernico ancora più profondamente terrorizzato, potendosi leggere in questa richiesta un segno di apprezzabile nervosismo della Chiesa.                                                                          </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Copernico fu molto attento a non assumere atteggiamenti rivoluzionari, né con la sua condotta di vita, né nelle sue opere. Da buon umanista, ricercò nei testi dei filosofi antichi un nuovo metodo di calcolo per risolvere le incertezze degli astronomi. Egli costruì una nuova cosmologia partendo dagli stessi dati dell&#8217;astronomia tolemaica e rimanendo ancorato ad alcune tesi fondamentali dell&#8217;aristotelismo: 1) perfetta sfericità e perfetta finitezza dell&#8217;Universo; 2) immobilità del Sole data dalla sua natura divina; 3) centralità del Sole dovuta a migliore posizione da cui &#8220;può illuminare ogni cosa simultaneamente&#8221; (Copernico).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La presunta maggiore semplicità ed armonia del sistema (argomenti con cui Copernico ed il discepolo Georg Joachim Rheticus difendevano la visione copernicana) era però più apparente che reale: per non contraddire le osservazioni, Copernico fu costretto a non far coincidere il centro dell&#8217;Universo con il Sole, ma con il centro dell&#8217;orbita terrestre; dovette reintrodurre epicicli ed eccentrici, come Tolomeo; dovette attribuire alla Terra un terzo moto di declinazione, oltre a quello di rivoluzione attorno al sole e di rotazione attorno al proprio asse (<i>declinationis motus</i>), per rendere conto della invariabilità dell&#8217;asse terrestre rispetto alla sfera delle stelle fisse.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Copernico sostituiva Tolomeo e migliorava l&#8217;Almagesto sul piano dei calcoli, ricorrendo ad una raffinata matematica pitagorica e conservando il presupposto metafisico della perfetta circolarità dei moti celesti. Non c&#8217;è traccia in Copernico di molti degli elementi a fondamento della &#8220;rivoluzione astronomica&#8221; (eliminazione di epicicli, eccentrici e delle sfere solide, infinità dell&#8217;universo), ma il <i>De revolutionibus</i>, pur non presentandosi come un testo rivoluzionario, aprì questioni che fecero franare l&#8217;intero sistema tolemaico, a causa del suo instabile equilibrio.</span></p>
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		<title>MANAGERIALITA’</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 15:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Linee Guida per l’attività del manager di laboratorio Tre semplici parole inglesi: “Plan→Do→Control” (Pianifica, Agisci, Verifica)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 16px;">Le Linee Guida per l’attività del manager di laboratorio</span></strong></p>
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<p><span style="font-size: 16px;">Tre semplici parole inglesi: “Plan→Do→Control” (Pianifica, Agisci, Verifica)</span></p>
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		<title>I PADRI DELLA SCIENZA &#8211; Giulio Bizzozero (1846 – 1901)</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 18:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giulio Bizzozero (1846 – 1901) Medico italiano ritenuto il padre dell&#8217;istologia italiana, nonché uno dei più significativi precursori della medicina preventiva. Laureato in medicina all&#8217;Università di Pavia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p><span style="font-size: 16px;"><b>Giulio Bizzozero</b> (1846 – 1901)</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Medico italiano ritenuto il padre dell&#8217;istologia italiana, nonché uno dei più significativi precursori della medicina preventiva. Laureato in medicina all&#8217;Università di Pavia nel 1866 (all&#8217;età di 20 anni), nel 1867 già insegnava patologia generale a Pavia ed era direttore del laboratorio di patologia sperimentale, appositamente creato per lui da Paolo Mantegazza.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel 1874 vinse il concorso per la cattedra di genio fra gli insegnanti all&#8217;Università di Torino che, sotto la successiva direzione da parte dello stesso Bizzozero, divenne uno dei centri europei più importanti per la medicina. In seguito egli fu direttore dell&#8217;Accademia militare (1898-1899), quindi membro del Consiglio Superiore della Sanità e di quello della Pubblica Istruzione. Nominato senatore, si batté in parlamento per la questione sociale e la sanità pubblica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Tra i risultati di questo vigoroso impegno si possono contare, nella sola Torino, numerosi esempi di iniziative da lui promosse e realizzate: il laboratorio di igiene, la rete idrica e fognaria, l&#8217;ospedale Amedeo di Savoia per le malattie infettive, i bagni municipali. Intraprese inoltre numerose azioni di prevenzione e per la salute pubblica, in particolare contro la malaria e la tubercolosi. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Dal punto di vista scientifico, Bizzozero è ricordato per i suoi importanti studi di ematologia. L&#8217;anno prima di laurearsi aveva già dimostrato la funzione ematopoietica del midollo osseo e, nel 1881, comunicava all&#8217;Accademia di Medicina la sua più grande scoperta: le piastrine come terzo componente morfologico del sangue e la loro importanza nel processo della trombosi. Bizzozero è inoltre famoso per i suoi studi sulle capacità rigenerative dei tessuti, sulla struttura del connettivo, sull&#8217;origine infettiva della tubercolosi, sulla flogosi e per la sua descrizione del processo della fagocitosi. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Le opere più importanti prodotte da Bizzozero sono senz&#8217;altro il <i>Corso di istologia normale</i> ed il rivoluzionario <i>Lezioni di patologia generale</i>, in cui basa tale scienza su ricerche sperimentali e sull&#8217;osservazione al microscopio dei processi patologici. Suo inoltre, il <i>Manuale di microscopia clinica</i>, con aggiunte riguardanti l&#8217;uso del microscopio nella medicina legale, che fu stampato in cinque edizioni e tradotto in diverse lingue.</span></p>
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		<title>LE DONNE DELLA SCIENZA &#8211; Lucia Votano</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 08:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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		<description><![CDATA[Lucia Votano, direttore dei Laboratori nazionali dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) nel Gran Sasso, ha vinto il Premio Minerva 2009 per la sua ricerca scientifica. Lucia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;">Lucia Votano, direttore dei Laboratori nazionali dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) nel Gran Sasso, ha vinto il Premio Minerva 2009 per la sua ricerca scientifica. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Lucia Votano si è laureata in Fisica con tutti gli onori nel 1971 all’Università “La Sapienza” di Roma, ha cominciato la sua carriera scientifica al INFN Laboratori Nazionali a Frascati nel 1976.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">È stata promossa come Senior Researcher nel 1988 e a Direttore di Ricerca nel 2000. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ha partecipato ad importanti progetti di ricerca al CERN, al DESY Laboratory ad Amburgo ed al INFN Laboratori Nazionali nel Gran Sasso.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> Il Premio Minerva viene attribuito alle donne che si sono distinte per la loro conoscenza in vari settori e pertanto riconosciute come esempi da seguire per la capacità professionale e valori positivi dimostrati.</span></p>
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		<title>LE DONNE DELLA SCIENZA &#8211; Maria Gaetana Agnesi (1718 – 1799)</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 08:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Matematica italiana. Primogenita di ventuno figli, nasce a Milano, pochi anni dopo l&#8217;annessione della Lombardia all&#8217;Impero asburgico in conseguenza del trattato di Utrecht (1713), da una facoltosa famiglia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;">Matematica italiana. Primogenita di ventuno figli, nasce a Milano, pochi anni dopo l&#8217;annessione della Lombardia all&#8217;Impero asburgico in conseguenza del trattato di Utrecht (1713), da una facoltosa famiglia arricchitasi con l&#8217;industria della seta.  Maria Gaetana mostra ben presto di possedere una straordinaria intelligenza e una particolare propensione per le lingue straniere. Il padre, Pietro Agnesi, che, come da tradizione, aveva deciso di far istruire il primo figlio maschio, deve riconoscere e incoraggiare queste doti e decide di provvedere all&#8217;istruzione della primogenita con illustri precettori. Grazie al loro aiuto Maria Gaetana apprende perfettamente, tanto da meritarsi il soprannome di <i>Oracolo Settilingue</i>, l&#8217;italiano, il tedesco, il francese, il latino, il greco, lo spagnolo e l&#8217;ebraico.  </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Dalla corrispondenza privata dell&#8217;Agnesi emerge che nel 1737 Maria Gaetana, per obbedire al padre, passa dallo studio delle lingue e dell&#8217;eloquenza ai difficili studi di Filosofia e di Matematica. Infatti la casa degli Agnesi è nel frattempo diventata uno dei salotti più in vista di Milano, dove sfilano i curiosi, ma anche gli intellettuali d&#8217;Italia e di mezza Europa. Sono proprio costoro che introducono Maria Gaetana agli Elementi di EucliDe, alla Logica e alla Metafisica, alla Fisica generale, particolare e sperimentale. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Diventa poi abitudine di Maria Gaetana esporre nel salotto di casa Agnesi, per desiderio del padre, i propri progressi con varie tesi filosofiche che vengono pubblicate nel 1738, in una raccolta dal titolo <i>Propositiones Philosophicae</i> contenente 191 tesi, tratte dalle pubbliche discussioni, riguardanti questioni di logica, botanica, cosmologia, ontologia, meccanica, pneumatologia (la scienza degli spiriti). L&#8217;Agnesi esprime, in molti di questi saggi, la sua convinzione che anche le donne debbano essere istruite.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;"> Nonostante i successi ottenuti, giunta all&#8217;età di ventuno anni, chiede al padre il permesso di diventare monaca, ma per rimanere in casa ad accudirlo si risolve a sacrificare le sue inclinazioni, a condizione però di non prendere più parte alla vita mondana ed avere il permesso di recarsi in chiesa a suo arbitrio. Maria, &#8220;tranquillata nell&#8217;animo&#8221;, decide di dedicarsi intensamente allo studio dell&#8217;algebra e della geometria. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Inizia, dunque, ad analizzare l&#8217;opera postuma del marchese de L&#8217;Hôpital, <i>Traité Analytique des Sections Coniques</i>, e ne compone un commento, mai pubblicato, chiedendo delucidazioni e consigli, per via epistolare, a rinomati matematici. In quello stesso periodo viene chiesto il suo aiuto e la sua collaborazione da parte degli stessi autori, per giudizi e commenti su opere di prossima pubblicazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel 1740, a ventidue anni, Maria Gaetana inizia un periodo di studi in collaborazione con padre Ramiro Rampinelli, professore di fisica e matematica a Milano nel monastero degli Olivetani di San Vittore e pioniere della matematica analitica. Con l&#8217;aiuto del Rampinelli, l&#8217;Agnesi studia il testo dell&#8217;abate Reyneau, <i>Analisi dimostrata</i>, ed è in questo periodo che rinuncia a pubblicare il suo commento sulle sezioni coniche per disporsi, incoraggiata dal suo mentore e dall&#8217;aiuto di Jacopo Riccati, alla stesura di un testo di analisi, le <i>Istituzioni Analitiche ad uso della Gioventù Italiana</i> pubblicate in italiano nel 1748 e dedicate all&#8217;imperatrice Maria Teresa, opera che godette di larga fama e fu tradotta in francese e in inglese . Per l&#8217;opera le giungono plausi da tutta l&#8217;Europa: i dotti dell&#8217;Accademia Reale di Francia lodano il libro come un&#8217;opera avanzatissima, la migliore mai apparsa nel genere; l&#8217;imperatrice Maria Teresa d&#8217;Austria le invia un anello di brillanti in un prezioso cofanetto; il papa Benedetto XIV le invia benedizioni e doni preziosi. Anche al mondo del teatro giunge eco del successo dell&#8217;opera, tanto che il Goldoni le dedica un sonetto. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel 1750 sostituì il padre nell&#8217;insegnamento della matematica all&#8217;Università di Bologna. Benedetto XIV le consentì quindi di ricoprire ufficialmente la cattedra, ma la Agnesi rifiutò per dedicarsi, dopo la morte del padre, nel 1752, ad opere di carità, agli studi privati e all&#8217;istruzione dei fratelli, delle sorelle e dei domestici della casa.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel 1752, alla morte del padre, si ritira completamente dalla vita pubblica per dedicarsi alla cura dei poveri, dei malati e allo studio delle Sacre Scritture.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel 1771 viene istituito a Milano il Pio Albergo Trivulzio, e il cardinale Giuseppe Pozzobonelli invita Maria Gaetana a ricoprire la carica di <i>Visitatrice e Direttrice delle Donne, specialmente inferme</i>. Successivamente nel 1783 si trasferisce al Pio Albergo, in qualità di direttrice. Nel frattempo non abbandona i suoi studi in materia religiosa, tiene lezioni pubbliche di catechismo: pur senza titoli accademici è oramai una teologa, tanto è vero che il cardinale Pozzobonelli, per decidere sull&#8217;ortodossia di uno scritto su politica e religione, è proprio a lei che si rivolge.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Continua a lavorare al Trivulzio per ventisei anni fino al giorno della morte (1799).</span></p>
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		<title>I PADRI DELLA SCIENZA – Luigi Brugnatelli (1859 &#8211; 1928)</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 08:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scienziato e mineralogista italiano. Discendente di una famiglia di scienziati (il più celebre fu il bisnonno, Luigi Valentino Brugnatelli, ma anche il nonno Gaspae, chimico e naturalista, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;">Scienziato e mineralogista italiano. Discendente di una famiglia di scienziati (il più celebre fu il bisnonno, Luigi Valentino Brugnatelli, ma anche il nonno <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gaspare_Brugnatelli&amp;action=edit&amp;redlink=1">Gaspae</a>, chimico e naturalista, e il padre, Tullio, ingegnere e chimico, furono docenti dell&#8217;Ateneo pavese), tenne dal 1895 fino alla morte (1928) la cattedra di mineralogia nell&#8217;università di Pavia (dal 1904 come ordinario). Dal 1922 fu anche socio corrispondente dell&#8217;Accademia dei Lincei. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel corso della sua carriera scientifica ebbe modo di descrivere nuovi minerali, come l&#8217;artinite, che dedicò all&#8217;amico e collega Ettore Artini. E, a sua volta, Artini gli dedicò, in seguito la brugnatellite.Alla sua morte, avvenuta nel 1928, lasciò l&#8217;abitazione di famiglia al comune di Pavia disponendo che venisse messa a disposizione dell&#8217;università. Qui venne in seguito trasferito il collegio femminile fondato nel 1429 dal cardinale Branda Castiglioni. L&#8217;istituzione esiste tuttora col nome di Collegio Castiglioni Brugnatelli. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ettore Artini, Luigi Brugnatelli, <i>Studio cristallografico della cerussite di Sardegna</i>, &#8220;Atti della Reale Accademia dei Lincei&#8221; 1888, 4^ Serie, Volume 5, pp. 605-621. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Luigi Brugnatelli, <i>Studio cristallografico di alcune sostanze organiche</i>, ivi, pp. 62. </span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Luigi Brugnatelli, <i>Sopra un nuovo minerale dei giacimenti di amianto di Val Lanterna</i>, &#8220;Rendiconti R. Istituto Lombardo di Scienze e Lettere&#8221;, s. 2^, vol.XXXV (1902), p. 879.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Luigi Brugnatelli, <i>Über Artinit, ein neues Mineral der Asbestgruben von Val Lanterna (Veltlin)</i>, Stuttgart, E. Schweizerbart, 1903.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ettore Artini, <i>Brugnatellite; nuova specie minerale trovata in Val Malenco</i>, &#8220;Rendiconti della Regia Accademia Nazionale dei Lincei&#8221;, Serie V, 18 (1909), pp. 3-6</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ettore Artini, <i>Sulla brugnatellite di Monte Ramazzo (Liguria)</i>, &#8220;Rendiconti della Regia Accademia Nazionale dei Lincei&#8221;, Serie V, 31 (1922), pp.49</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">F. Zambonini, <i>Luigi Brugnatelli</i>, &#8220;Bollettino della Società Geologica Italiana&#8221;, 1928, Volume 47, Fascicolo 2., pp. CLXVII-CLXX</span></p>
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		<title>Comportamento per allontanare il rischio di infezione da Salmonella</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 08:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(a) Mangiare sempre uova e carne cotte. (b) Fare attenzione a tutti gli alimenti che possono contenere salse o creme con uova crude (esempio maionese, tiramisu, etc.). [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;">(a) Mangiare sempre uova e carne cotte.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">(b) Fare attenzione a tutti gli alimenti che possono contenere salse o creme con uova crude (esempio maionese, tiramisu, etc.). Accertarsi che siano conservati in frigorifero alla corretta temperatura di 4°C.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">(c) Bere ed usare solo latte pastorizzato o sterilizzato.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">(d) Lavare con cura frutta e vegetali crudi, usando acqua potabile.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">(e) Tenere ben separati gli alimenti crudi da quelli cotti.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">(f) Lavare (e disinfettare se necessario) con cura tutti gli utensili dopo l’impiego.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">(g) Le persone infette non devono manipolare alimenti per altre persone.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">(h) Lavarsi sempre con cura le mani (acqua e sapone) dopo contatto con animali e loro feci.</span></p>
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		<title>Sample Content from the September PDA Letter Available</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 07:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
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		<title>I PADRI DELLA SCIENZA &#8211; Pierre-Simon Laplace (1749 – 1827)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2016 13:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AROUND LAB NEWS / IT</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pierre-Simon Laplace (1749 – 1827) E’ stato un matematico, fisico e astronomo francese. Fu uno dei principali scienziati nel periodo napoleonico. Ha dato fondamentali contribuiti a vari [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 16px;">Pierre-Simon Laplace (1749 – 1827)</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 16px;">E’ stato un matematico, fisico e astronomo francese. Fu uno dei principali scienziati nel periodo napoleonico.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Ha dato fondamentali contribuiti a vari campi della matematica, dell&#8217;astronomia e della teoria della probabilità ed è stato uno degli scienziati più influenti al suo tempo, anche per il suo contributo all&#8217;affermazione del determinismo. Laplace, infatti, diede la svolta finale all&#8217;astronomia matematica riassumendo ed estendendo il lavoro dei suoi predecessori nella sua opera in cinque volumi <i>Mécanique Céleste</i> (Meccanica celeste) (1799-1825). Questo capolavoro ha trasformato lo studio geometrico della meccanica sviluppato da Newton in quello basato sull&#8217;analisi matematica.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Nel 1799 fu nominato ministro degli interni da Napoleone che nel 1806 gli conferì il titolo di conte dell&#8217;Impero. Fu nominato marchese nel 1817, dopo la restaurazione dei Borboni.</span></p>
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