Nota Applicativa Alimenti N.1 – Prelievo campioni di acqua secondo I.S.S.

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Prelievo campioni di acqua secondo I.S.S.

Nei Rapporti ISTISAN del 2004 del Reparto di igiene delle Acque Interne-Dipartimento di Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria dell’ Istituto Superiore di Sanità sono riportati i “Metodi Analitici di riferimento per le acque destinate al consumo umano ai sensi del D.Lvo n. 31/2001”.  Si riporta il testo relativo al prelievo dei campioni di acqua destinati alle analisi microbiologiche.

Il prelievo dei campioni di acqua

Il campionamento si svolge secondo una serie di procedure che permettono di raccogliere un’ aliquota ridotta dell’acqua da sottoporre ad analisi. L’esecuzione dell’esame microbiologico delle acque destinate al consumo umano prevede che il prelievo dell’acqua da esaminare venga effettuato mediante un “campionamento istantaneo” che consiste nella raccolta di un unico campione in un’unica soluzione, in punti rappresentativi ed in un tempo breve. Questo tipo di campiona-mento è distintivo soltanto delle condizioni contingenti presenti all’ atto del prelievo. Al momento del campionamento è necessario considerare con attenzione i volumi di acqua da prelevare. Essi vanno definiti in funzione dei parametri da determinare e comunque devono essere superiori al minimo necessario per procedere alto svolgimento degli esami richiesti. Il prelievo dei campioni microbiologici deve essere effettuato con recipienti sterili, a perfetta tenuta, di materiale idoneo e utilizzati solo a questo scopo. In genere, contenitori di capacità di 500 ml sono sufficienti per l’analisi dei parametri indicatori. Di utilità sono le bottiglie di vetro Pyrex e di materiale plastico. Le bottiglie di vetro Pyrex (borosillcato) devono comunque essere sterilizzate in laboratorio a calore secco (a circa 160° per 60 minuti) o a calore umido (a circa 121° per 20 minuti) in condizioni controllate e utilizzate entro tre mesi dalla sterilizzazione se conservate in modo idoneo. Prima della sterilizzazione, i tappi delle bottiglie devono essere ricoperti da fogli protettivi (in genere di alluminio). Le bottiglie monouso in materiale plastico, generalmente polietilene, disponibili in commercio, sono già sterili e hanno il vantaggio di essere leggere, resistenti alle variazioni termiche ed economiche; anche in questo caso è necessario attenersi alla data di scadenza indicata dai produttore. Per la raccolta di campioni da analizzare dal punto di vista microbiologico non possono essere usati contenitori metallici. Per la ricerca di patogeni (virus, parassiti), e quindi eventualmente per la necessità di prelevare grandi volumi di acqua (100-1000 ml), spesso è opportuno effettuare il prelievo/concentrazione del campione in sito. Pertanto, in funzione dell’esame da svolgere, è opportuno, preventivamente al prelievo, verificare l volume occorrente allo svolgimento dell’analisi indicato in ciascuno dei metodi riportati di seguito. È  di  fondamentale  importanza  che  durante  le  procedure  di  campionamento  sia  evitata  qualsiasi  contaminazione  e modificazione della qualità del campione da esaminare. Le acque destinate al consumo umano sono spesso disinfettate e contengono quindi tracce di cloro. Bottiglie/contenitori per i prelievi devono quindi contenere sodio tiosolfato in concentrazione idonea ad inibire l’azione del disinfettante. Ai valori di pH normalmente rilevabili delle acque potabili è generalmente sufficiente aggiungere sodio tiosolfato pentaidrato a una concentrazione di 18 mg/L che è in grado di neutralizzare concentrazioni di doro residuo libero e combinato superiori a 3 mg/L. Poiché l’introduzione, in bottiglie già sterilizzate, di una  soluzione, se pure sterile, di neutralizzante può comportare il rischio di una contaminazione, è opportuno quindi che, prima della sterilizzazione delle bottiglie,  venga aggiunta una soluzione di sodio tiosolfato pentaidrato all’1,8% m/v (corrispondente a circa 0,1 mL) per ogni 100 ml di capacità della bottiglia. La presenza di sodio tiosolfato, nelle quantità indicate, non interferisce con i risultati delle analisi microbiologiche non avendo effetto sui microrganismi, in commercio sono comunque disponibili bottiglie sterili già contenenti il sodio tiosolfato in concentrazione idonea. Le bottiglie/contenitori utilizzati per prelevare campioni per analisi microbiologiche non devono mai essere sciacquati all’atto del prelievo. Il risciacquo oltre ad esporre i recipienti a possibili contaminazioni, asporterebbe il sodio tiosolfato eventualmente presente. Prelievi effettuati dai rubinetti per l’analisi di acque destinate al consumo umano devono essere effettuati secondo procedure che consentano di ottenere campioni rappresentativi. I rubinetti devono essere disinfettati prima del campionamento. Eccezioni a questa pratica includono i casi in cui è necessario ottenere invece campioni per indagini epidemiologiche e che comunque devono fornire altri tipi di informazioni. I rubinetti devono essere detersi e devono essere eliminati depositi, mucillagini, sostanze grasse, detergenti o agenti disinfettanti che possono avere influenza sui risultati dell’analisi microbiologica. Il collo all’interno del rubinetto può essere sede di biofilm che, per quanto possibile, vanno eliminati. Per la pulizia deve essere eseguita una disinfezione con una soluzione di sodio ipoclorito o analoghi disinfettanti: possono essere utilizzate soluzioni al 10% di sodio ipoclorito commerciale o di Sodio dicloroisocianurato. Per l’effetto corrosivo le soluzioni vanno utilizzate dagli operatori con particolari cautele. Se vengono in contatto con la pelle, lavare al momento con acqua. Disinfettare il rubinetto esternamente e internamente rimovendo, se presenti, tubi e guarnizioni di plastica e gomma. I depositi di grasso devono essere rimossi strofinando con 2-propanolo. Una volta lavato il rubinetto con la soluzione disinfettante, lasciare agire il disinfettante per 2/3 minuti. Sciacquare poi l’esterno con acqua per assicurarsi che non ci siano più residui di disinfettante. Aprire quindi il rubinetto e fare scorrere l’acqua per un tempo sufficiente a far sì che i disinfettanti vengano eliminati prima della raccolta del campione. L’operazione di flambaggio del rubinetto, solo supplementare alla pulizia e disinfezione comunque obbligatorie, può essere effettuata solo su rubinetti metallici. Tuttavia, se effettuata in modo superficiale fugace, non esplica alcun effetto sulla eventuale contaminazione microbica presente. Volendo procedere al flambaggio, per la produzione della fiamma utilizzare gas propano o butano che permettono sia di raggiungere temperature più elevate sia di controllare la fiamma per evitare danni a persone e cose. Eseguire il prelievo dopo avere fatto scorrere dal rubinetto l’acqua per 1/3 minuti evitando di modificare la portata del flusso durante la raccolta del campione. All’atto del prelievo, aprire la bottiglia sterile avendo cura di non toccare la parte interna del tappo che andrà a contatto con il campione prelevato, né l’interno del collo della bottiglia e provvedere all’immediata chiusura della stessa subito dopo il prelievo, avendo cura di non riempirla completamente al fine di consentire una efficace omo-geneizzazione del campione, in laboratorio, al momento dell’analisi. Anche le apparecchiature eventualmente necessarie per il campionamento devono risultare sterili, anche allo scopo di evitare fenomeni di contaminazione crociata. Se il prelievo viene effettuato per immersione, la bottiglia o il contenitore devono essere sterilizzati avvolti in fogli protettivi. All’atto del prelievo, dopo avere liberato dall’involucro la bottiglia, la superficie esterna che entrerà in contatto con il campione non deve mai essere toccata con le mani, bensì la bottiglia deve essere afferrata con una pinza sterile o con altro sistema idoneo. L’apparecchiatura più semplice per lo svolgimento del campionamento istantaneo a profondità predeterminata è rappresentata da flaconi zavorrati che, immersi chiusi nella massa di acqua, si aprono a comando alla profondità prestabilita. Il campione prelevato deve essere accompagnato da tutte le indicazioni necessarie alla sua identificazione, quali la data e l’ora del campionamento, il tipo di acqua, la precisa annotazione del punto in cui è stato effettuato il prelievo e devono altresì essere trasmesse, con il campione, tutte le indicazioni concernenti le eventuali determinazioni effettuate in loco e qualunque altra osservazione possa risultare utile nella interpretazione dei risultati di laboratorio. A parte ogni esigenza di natura giuridica, che può prevedere precise modalità dì identificazione del campione, è comunque necessario che il campione venga contrassegnato sia con il codice numerico, sia con l’indicazione in chiaro del punto di campionamento.